BOCKSCAR

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Il BOCKSCAR al museo dell'aviazione

BOCKSCAR (o anche Bock's Car o Bocks Car) è il bombardiere B-29 Superfortress (esemplare numero 44-27297) che sganciò "Fat Man", il nome dato alla seconda bomba atomica che colpì la città di Nagasaki, in Giappone, il 9 agosto 1945. Questo secondo lancio segnò di fatto il termine della Seconda guerra mondiale.

Il giorno del lancio l'equipaggio non era quello abituale ma quello di un altro B-29, il "The Great Artiste", e al comando c'era il maggiore Charles W. Sweeney del Massachusetts.

L'obiettivo primario era Kokura, ma quel giorno il cielo era oscurato dalle nuvole; dato che il comandante aveva l'ordine di sganciare in condizioni di massima visibilità, si dovette procedere verso l'obiettivo secondario, Nagasaki. Anche lì il cielo era nuvoloso, ma dato che il carburante stava rapidamente diminuendo e il maggiore Sweeney non voleva abbandonare la bomba in mare, si decise di procedere con un bombardamento radar. Ci fu però un'apertura abbastanza grande nelle nuvole da permettere l'identificazione a vista della città: la bomba fu lanciata a 3 o 4 miglia dal punto pianificato ed esplose a circa 400 metri di altezza. Questo causò un numero relativamente inferiore di vittime (40.000 persone) rispetto al primo bombardamento, perché lo scoppio venne contenuto dalla valle Urakami.

Il B-29 non ebbe abbastanza carburante per tornare alla base di Tinian o di Iwo Jima e il comandante fu costretto ad un atterraggio di emergenza nell'isola di Okinawa, praticamente senza carburante.

Prima del BOCKSCAR un altro B-29, l'Enola Gay, aveva sganciato il primo ordigno nucleare della storia sulla città di Hiroshima. Secondo le teorie dei comandi dell'United States Army Air Forces (USAAF), la distruzione delle due città avrebbe dovuto far capire ai giapponesi la volontà e la capacità americana di condurre questi attacchi fin quando avrebbero voluto.

Molti ritengono che i due bombardamenti atomici abbiano dato un grande impulso alla resa giapponese, ponendo definitivamente fine alla Seconda guerra mondiale. Altri invece sostengono che i giapponesi stavano già organizzando la resa, chiedendo all'Unione Sovietica di intervenire come mediatore, e che i due bombardamenti, assolutamente disumani e immorali in quanto causa della morte di centinaia di migliaia di civili, ebbero il solo risultato di accelerare la resa.

A volte ci si riferisce a questo aereo come "Bocks Car" o "Bock's Car": il nome dipinto sul muso dopo la missione non ha l'apostrofo ed è tutto in lettere maiuscole. Il nome fu dato dal pilota dell'equipaggio regolare, Frederick C. Bock. Inizialmente ci fu confusione sul nome dell'aereo perché inizialmente la stampa dichiarò che la seconda bomba fu sganciata dal Great Artiste; avrebbe infatti dovuto essere questo secondo aereo a sganciarla, ma quando fu chiaro che non c'era abbastanza tempo per trasferire la strumentazione dal Great Artiste al BOCKSCAR, gli equipaggi furono scambiati.

Il Bocks Car venne ritirato dal servizio nel settembre 1946 e fu semi-abbandonato vicino Tucson, in Arizona. Vi rimase fino al settembre del 1961, quando venne trasportato ed esposto al National Museum of the United States Air Force alla base aerea di Wright-Patterson vicino Dayton (Ohio). Vicino all'aereo un cartello recita: "The aircraft that ended WWII" ("L'aereo che pose fine alla Seconda guerra mondiale").

Equipaggio abituale[modifica | modifica sorgente]

Equipaggio della missione "Fat Man"[modifica | modifica sorgente]

A bordo era presente anche personale della Marina:

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