Azar Nafisi

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Azar Nafisi

Azar Nafisi (in farsi آذر نفیسی; Teheran, 1948) è una scrittrice e anglista iraniana residente negli Stati Uniti d'America.

Il suo libro più celebre è il bestseller Leggere Lolita a Teheran.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nafisi è figlia di Ahmad Nafisi, ex sindaco di Teheran incarcerato dopo la salita al potere di Khomeini[1], e di Nezhat Nafisi, prima donna ad essere eletta al parlamento iraniano. All'età di 13 anni viene mandata dai suoi genitori in Inghilterra per continuare gli studi. Porta a compimento i suoi studi superiori e universitari negli Stati Uniti, dove si laurea in letteratura inglese ed americana presso la University of Oklahoma. Nafisi ritorna in Iran nel 1979, divenendo professoressa di Letteratura Inglese presso l'Università Allameh Tabatabai di Tehran; incarico che terrà per 18 anni, eccetto che per il periodo 1981-1987, nel quale sarà espulsa per non aver rispettato le norme vigenti sull'abbigliamento.

Testimone della rivoluzione islamica e della presa di potere dell'ayatollah Khomeini, Nafisi, proveniente da un'educazione fortemente occidentale, diverrà presto un'oppositrice del regime.

Nel 1995, trovandosi impossibilitata a continuare le sue lezioni senza attirare il biasimo delle autorità, si licenzia ed invita sette delle sue migliori studentesse a seguire delle lezioni-dibattito ogni giovedì mattina in via del tutto privata a casa sua, lontane da orecchie e occhi indiscreti. Insieme analizzano e studiano le opere più controverse e censurate dal regime: Lolita, Madame Bovary e Il grande Gatsby, cercando di comprenderle ed interpretarle in chiave attuale e iraniana. Questa esperienza sarà materia del suo libro di successo Leggere Lolita a Teheran.

Qualche anno prima di lasciare l'Iran, torna all'insegnamento universitario dei classici della letteratura occidentale.

Nafisi lascia l'Iran nel 1997 e si trasferisce con il marito ed i figli negli Stati Uniti. Insegna letteratura inglese presso la prestigiosa Paul H. Nitze School of Advanced International Studies (SAIS)' dell'Università Johns Hopkins di Washington D.C., dove dirige il Dialogue Project, e collabora con il Foreign Policy Institute[2].

È negli Stati Uniti, in lingua inglese, che scrive il romanzo, Leggere Lolita a Teheran, tradotto in ben 32 lingue, che l'ha consacrata come una delle più capaci e promettenti scrittrici iraniane.

Dopo aver narrato della passione con cui letteratura e esperienza del regime khomeiniano si sono intrecciate nella sua vita e in quella delle sue più brillanti allieve, attraverso identificazioni, opposizioni e addirittura allestimenti didattici di veri e propri "processi" alle opere letterarie, nelle pagine finali di Leggere Lolita a Teheran la Nafisi si dice convinta della necessità di aggiungere alla lista dei diritti umani anche il "diritto all'immaginazione".

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Eye of the Storm: Women in Post-Revolutionary Iran, 1992
  • Anti-Terra: A Critical Study of Vladimir Nabokov's Novels, 1994
  • Muslim Women and Politics of Participation, 1997
  • "Tales of Subversion: Women Challenging Fundamentalism in the Islamic Republic of Iran", in Religious Fundamentalisms and the Human Rights of Women, 1999
  • Leggere Lolita a Teheran (Reading Lolita in Tehran, 2003)
  • Le cose che non ho detto (Things I've been Silent About, 2008)
  • La Repubblica dell'Immaginazione (The Republic of Imagination: America in Three Books, 2014), traduzione di Mariagrazia Gini, illustrazioni di Peter Sís, Collezione La collana dei casi, Milano, Adelphi, 2015, ISBN 978-88-459-3006-5. - nuova ed. riveduta, Collana gli Adelphi n.674, Milano, Adelphi, 2023, ISBN 978-88-459-3820-7.
  • Leggere pericolosamente (Read Dangerously: The Subversive Power of Literature in Troubled Times, 2022), traduzione di Anna Rusconi, Collezione La collana dei casi n.151, Torino, Adelphi, 2024, ISBN 978-88-459-3860-3.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Veronica Tosetti, Leggere per resistere in un mondo che crolla: dialogo con Azar Nafisi, su ilLibraio.it, 12 marzo 2024. URL consultato il 15 marzo 2024.
  2. ^ (EN) Scheda Università Johns Hopkins, su apps.sais-jhu.edu. URL consultato il 10 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2008).

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