Avanguardia (mensile)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Avanguardia
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàmensile
Genererivista politica
Formatomagazine
Fondazione1984
Inserti e allegati
Sedevia Franchetti, 59 Trapani
EditoreComunità Politica di Avanguardia
DirettoreLeonardo Fonte
Distribuzione
cartacea
Edizione cartaceasingola copia/
abbonamento
multimediale
Edizione digitaleabbonamento
Tablet PCsu abbonamento
Smartphonesu abbonamento
Sito webavanguardia.tv
 

Avanguardia è una rivista mensile nazionale politico-culturale della destra radicale italiana

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1984 come bollettino interno del Fronte della Gioventù di Trapani, nel 1986 diviene la rivista ufficiale del centro librario "Knut Hamsun" di Trapani. Espressione dell'area di 'sinistra' del MSI, facente capo a Pino Rauti,nel 1991 si distacca progressivamente dal MSI, per divenire riferimento della "Comunità politica di Avanguardia". Dopo una iniziale vicinanza con l'ambiente dell'estrema destra 'movimentista' egemonizzato dal c.d. movimento 'skinheads', ne prende progressivamente le distanze venendone a sua volta emarginata per le nette posizioni di appoggio e vicinanza con il nascente islamismo radicale e, in particolare, con la repubblica islamica iraniana. [1]. È stato diretto fin dalla fondazione da Leonardo Fonte, che dal 1991 ne è diventato anche editore. La rivista è iscritta nel Registro Nazionale della Stampa dal 1996[2].

Nel 2002 i vertici del periodico sono stati indagati dalla Procura della repubblica di Trapani per "apologia di fascismo". L'indagine nel 2004 si è estesa ad altre città del Nord Italia[3][4]. Nel 2010 il tribunale di Trapani ha condannato in primo grado Fonte a dieci mesi di reclusione e 5 redattori a tre mesi "per avere diffuso idee di discriminazione razziale nei confronti dello Stato d’Israele[5]. Le posizioni e la linea politica decisamente eretiche nel panorama della Destra radicale italiana, in particolare il rifiuto di appoggiare qualsiasi campagna di contrasto al fenomeno dell'immigrazione extraeuropea e i toni talvolta sprezzanti di critica all'ambiente neofascista dal dopoguerra, accusato di collusione con gli organi politici e militari dello Stato, ha impedito nel tempo qualsiasi crescita e penetrazione di tale area.

Ha svolto anche attività editoriale pubblicando il romanzo di Giuseppe Lo Presti L'Indominio della discordanza[6], Camerati addio di Vincenzo Vinciguerra.[7], e le ristampe di Waffen SS e "Hitler per mille anni" di Leon Degrelle[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Editoria Portale Editoria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di editoria