Atto di grazia di Cromwell

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L'Act of Pardon and Grace fu proclamato presso il Mercat Cross del Royal Mile di Edimburgo.

L'Atto di Grazia di Cromwell (in inglese Cromwell's Act of Grace o, più formalmente, Act of Pardon and Grace to the People of Scotland)[1] è un atto di grazia proclamato da Oliver Cromwell il 5 maggio 1654 presso il Mercat Cross di Edimburgo, con cui, dopo la III guerra civile, il regime di Cromwell concedeva un perdono generale alla popolazione scozzese.

Il generale George Monck, il governatore militare inglese della Scozia, era presente ad Edimburgo, essendo arrivato il giorno precedente per i due proclami entrambi effettuati presso il Mercat Cross: il primo proclama dichiarava che Oliver Cromwell fosse il Protettore di Inghilterra, Irlanda e Scozia e che la Scozia fosse unita con il Commonwealth di Inghilterra.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'invasione inglese del 1650 e la sconfitta delle armate scozzesi nelle battaglie di Dunbar, Inverkeithing e Worcester, la Scozia fu occupata militarmente dall'Inghilterra e il generale Monck fu nominato governatore militare. Fino alla data dell'Atto di Grazia, l'esercito inglese era stato in grado di reprimere la resistenza scozzese all'occupazione con una certa facilità; l'occupazione, salvo una resistenza sporadica ed inefficace, continuò per tutto il periodo di Interregno fino alla Restaurazione del 1660.

L'Atto di Grazia ebbe la sua origine nella costituzione inglese del dicembre 1653, chiamata l'Instrument of Government. Tra il dicembre 1653 e l'insediamento del Primo Parlamento del Protettorato, che si riunì per la prima volta nel settembre 1654, al Lord Protettore Oliver Cromwell e al suo Consiglio di Stato, sulla base dell'Instrument of Government, era assegnato il potere di "emanare leggi e ordinanze per la pace e il benessere di queste nazioni laddove dovesse essere necessario" e il 12 aprile 1654 il regime approvò alcune ordinanze riguardanti il governo della Scozia[2]:

  • Ordinanza per includere la Scozia in un Commonwealth assieme all'Inghilterra,
  • Ordinanza del Perdono e della Grazia per le genti di Scozia,
  • Ordinanza per l'instaurazione del Barone della Corte in Scozia,
  • Ordinanza per la costituzione in fondazione dei possedimenti di diversi soggetti esclusi in Scozia, per gli usi qui espressi.

Contenuti[modifica | modifica sorgente]

L'Atto di Grazia conteneva[3]:

  • Un perdono generale e l'amnistia,
  • Eccezione era fatta per i membri della famiglia reale, le cui proprietà furono confiscate,
  • Altra eccezione era fatta per le persone le cui proprietà furono confiscate,
  • Altra eccezione era fatta per le persone multate,
  • Altre eccezioni e determinazioni.

Perdono generale[modifica | modifica sorgente]

I primi due paragrafi dell'Atto tracciavano una cesura con le Guerre dei tre regni. Oliver Cromwell, il Lord Protettore del Commonwealth d'Inghilterra, Scozia e Irlanda, e i Domini di quelle nazioni ordinarono che il primo maggio 1654, con le eccezioni previste nei paragrafi che seguivano "in questa Ordinanza", le Genti di Scozia fossero perdonate per tutti i crimini che potevano aver commesso nel corso delle precedenti guerre e non ci sarebbero state ulteriori punizioni pecuniarie o di altro genere[3].

Il resto dell'ordinanza proseguiva con l'elenco delle varie eccezioni al perdono generale e con il chiarimento di alcuni dettagli[3].

Eccetto i membri della famiglia reale[modifica | modifica sorgente]

Il terzo paragrafo escludeva i possedimenti reali e altri possedimenti in Scozia, permettendone così il sequestro da parte del Commonwealth. Il testo includeva anche i possedimenti reali che potevano essere stati ceduti a terzi sin dal primo maggio 1642[3].

Eccetto coloro che hanno avuto i loro possedimenti confiscati[modifica | modifica sorgente]

Il quarto paragrafo elencava ventiquattro persone i cui possedimenti erano stati confiscati a vantaggio del Commonwealth (si veda l'Appendice A) e, come per i possedimenti reali, queste confische potevano riguardare anche i possedimenti che erano stati ceduti dopo il 18 aprile 1648. Inoltre, quasi a modo di poscritto al paragrafo, a una venticinquesima persona, James, I Lord Mordington, furono confiscate le proprietà di "Maudlain Field, Sunck, Cony-garth, Constables-Batt, due mulini ad acqua e un mulino a vento che si trovava all'interno dei confini di Barwick"[3].

Il paragrafo successivo (il quinto) disponeva la confisca dei possedimenti di alcune categorie di Scoti che si erano opposti al Parlamento inglese sin dal 1648 ed erano ancora in armi contro il Commonwealth inglese dopo il 3 settembre 1650 o non erano ancora considerati da Cromwell, al momento della stesura dell'Atto, riconciliati con il nuovo regime. Coloro che potevano essere esclusi sulla base di questo paragrafo erano membri del Parlamento scozzese che non avevano sottoscritto la Protesta contro l'invasione dell'Inghilterra del 1648, coloro che sedevano nel Parlamento scozzese o erano membri del Comitato dei Possedimenti di Scozia dopo l'incoronazione di Carlo II (nel 1651) o facevano parte dell'esercito scozzese dopo la Battaglia di Dunbar del 3 settembre 1650 (che includeva tutti coloro che avevano preso parte nella Campagna di Worcester)[3].

Il paragrafo seguente limitava il tempo che i creditori avevano per attuare rivendicazioni relative ai possedimenti confiscati. Le rivendicazioni dovevano essere presentate tramite i rappresentanti incaricati[4], entro 60 giorni dalla proclamazione dell'ordinanza[3].

I successivi tre paragrafi assegnavano certe terre alle vedove nominate e ai figli di coloro i cui possedimenti erano stati confiscati, a condizione che essi pagassero l'affitto al Protettore per quelle terre e che rinunciassero ad ogni rivendicazione da loro presentata relativamente ad altre proprietà che in precedenza appartenevano a coloro esclusi dal perdono generale[3].

Eccetto coloro che furono multati[modifica | modifica sorgente]

Settantatré persone furono multate (si veda l'Appendice B)[5]. L'ordinanza includeva dettagli di come le multe dovessero essere pagate e quali sarebbero state le conseguenze se esse non fossero state pagate. Il denaro doveva essere versato a Gilbert [George] Bilton, vice tesoriere a Leith. Metà dell'importo doveva essere pagato entro il 2 agosto 1654 e l'altra metà entro il 2 dicembre dello stesso anno. Se una persona non effettuava il pagamento, la sua proprietà sarebbe stata confiscata dai commissari all'uopo preposti[6].

Altre eccezioni e determinazioni[modifica | modifica sorgente]

Gli ultimi due paragrafi dell'ordinanza si basavano su alcuni punti, tali per cui fosse chiaro che tale ordinanza non potesse essere utilizzata per eludere alcuni altri punti di diritto, fatto che gli estensori dell'ordinanza vedevano come potenziali problemi giuridici[3].

L'ordinanza non poteva essere letta nel senso di restaurare o rilanciare alcuna signoria, dominio, giurisdizione, possesso, superiorità o qualunque altro titolo abolito dall'atto An Ordinance for Uniting Scotland into one Commonwealth with England (Ordinanza per l'unione della Scozia in un solo Commonwealth con l'Inghilterra)[3].

Il perdono generale non era esteso a quelle persone che dal I maggio 1652 sarebbero restate in armi e che restavano soggette agli Articles of War. Il perdono generale non poteva essere interpretato per estendere, alla liberazione o all'assoluzione di alcun prigioniero o prigioniero di guerra, i loro rispettivi arresti o le loro promesse e fideiussioni per la liberazione da quella incarcerazione[3].

Il paragrafo finale negava ogni lettura dell'ordinanza che potesse essere interpretata in modo tale da ridurre gli introiti che formalmente andavano alla Corona e non dovevano andare al Lord Protettore[3].

Approvato dal Parlamento e acconsentito dal Lord Protettore[modifica | modifica sorgente]

Sebbene l'Atto fosse emanato il 12 aprile 1654 e fosse proclamato in Scozia il 5 maggio 1654, come le altre ordinanze riguardanti la Scozia emanate il 12 aprile 1654, esso non entrò in vigore fino a quando un atto abilitante, chiamato "Act touching several Acts and Ordinances made since the twentieth of April, 1653, and before the third of September, 1654, and other Acts", fu approvato dal Lord Protettore il 26 giugno 1657[7], lo stesso giorno in cui l'atto abilitante fu approvato dal Secondo Parlamento del Protettorato[8][9].

Appendice A: Lista delle persone le cui proprietà terriere furono sequestrate [modifica | modifica sorgente]

La seguente lista riporta gli oppositori più prominenti del Commonwealth che non poterono godere del perdono generale e le cui proprietà terriere furono confiscate[6]:

N. Nome Note
1 James Hamilton, I duca di Hamilton deceduto
2 William Hamilton, II duca di Hamilton deceduto
3 John, conte di Crawford-Lindsay
4 James Livingston, I conte di Callendar
5 William Keith, VII conte maresciallo
6 Alexander Erskine, III conte di Kellie
7 John Maitland, II conte di Lauderdale
8 John Campbell, I conte di Loudoun
9 Kenneth Mackenzie, III conte di Seaforth
10 John Murray, II conte di Atholl
11 Robert Gordon, visconte di Kenmure
12 Archibald, Lord Lorne Figlio primogenito del marchese di Argyll
13 James, Lord Machlin Figlio primogenito del conte di Loudoun
14 Hugh, Lord Montgomery Figlio primogenito del conte di Eglinton
15 George, Lord Spynie
16 William Cranstoun, III Lord Cranstoun
17 John, IX Lord Sinclair
18 Thomas Dalyell Ultimo Maggiore Generale della Fanteria dell'esercito scozzese
19 John Middleton Ultimo Tenente Generale della Cavalleria dell'esercito scozzese
20 James, visconte Newburgh
21 John Lord Bargany
22 Sir Thomas Thomson
23 James Edmeston Lord of Womat
24 Archibald Napier, II Lord Napier
25 William Cunningham, IX conte di Glencairn

Appendice B: Lista dei multati [modifica | modifica sorgente]

Le seguenti persone furono multate: [10][6]

N. Nome Importo Note
01 David Leslie, Lord Newark £ 4 000 Ultimo Tenente Generale dell'esercito scozzese
02 William Douglas, I marchese di Douglas £ 1 000
03 Archibald, Lord Angus £ 1 000 Figlio primogenito del marchese di Douglas
04 William Douglas, conte di Selkirk £ 1 000 Terzo figlio del marchese di Douglas
05 Gli eredi del deceduto Francis Scott, II conte di Buccleuch £ 15 000
06 James Stewart, II conte di Galloway £ 4 000
07 William Ker, II conte di Roxburghe £ 6 000
08 William Cochrane Lord Cochrane £ 5 000
09 James, II Lord Forrester £ 2 500
10 Philip Anstruther[11] 1 000 marchi sterlina Figlio di Sir Robert Anstruther
11 Sir Archibald Sterling of Carden[12] £ 1 500
12 James Drumond of Mackensey £ 500 Laird Machane[6]
13 Henry Maule £ 2 500 Figlio del conte di Panmure
14 Sir James Livingstone di Kilsyth £ 1 500
15 William Murrey di Polemaise £ 1 500
16 James Erskine, VII conte di Buchan[13] £ 1 000
17 John Scrymgeour, visconte Dudope £ 1 500
18 Preston of Cragmillar £1,500 Laird of Craigmillar[6]
19 Sir Andrew Flesher of Inner Pether £ 5 000
20 Sir John Wauchab di Nethery £ 2 000
21 Conte di Perth e suo figlio primogenito Lord Drumond £ 5 000
22 Conte di Winton £ 2 000
23 Conte di Findlater £ 1 500
24 Alexander Stewart, V conte di Moray £ 3 500
25 James Douglas, II conte di Queensberry[14] £ 4 000
26 John Conte di Eithy £ 6 000
27 Lord Duffus £ 1 500
28 Lord Grey £ 1 500
29 Sir Henry Nisbett £ 1 000
30 Patrick Maule, I conte di Panmure £ 10 000
31 Laird of Lundee £ 1 000
32 Conte di Arroll £ 2 000
33 Conte di Tullibardine £ 1 500
34 Conte di Sowthes £ 3 000
35 Conte di Dalhousie £ 1 500
36 Conte di Hartfeild £ 2 000
37 William Lord Rosse £ 3 000
38 Lord Sample £ 1 000
39 Lord Elphinston £ 1 000
40 James, IX Lord Boyd £ 1 500
41 James Lord Cooper £ 3 000
42 Lord Balvaird £ 1 500
43 Lord Rollock £ 1 000
44 Conte di Kinghorne £ 1 000
45 Conte di Kinkardine £ 1 000
46 Lord Bamfe £ 1 000
47 Master Robert Meldrum of Tillybody £ 1 000
48 Sir Robert Graham of Morphie £ 1 000
49 Sir William Scot of Harden £ 3 000
50 Hay of Nachton £ 1 000
51 Renton of Lamberton £ 1 000
52 Colquhoun of Luz £ 2 000 Laird of Lus[6]
53 Hamilton of Preston £ 1 000
54 Mr. Francis Hay of Bowsey £ 2 000
55 Arnot of Ferney £ 2 000
56 Sir Robert Forquhar £ 1 000
57 Sir Francis Reven £ 3 000
58 James Scot of Montross £ 3 000 Mercante a Montros[6]
59 Laird of Rothemegordon £ 500 Laird Rothemay, Gordoun[6]
60 Colerney, il Giovane £ 1 000
61 Sir John Scot, of Scots-Torbut £ 1 500 Scottistarbet[6]
62 Laird of Gosfrid £ 1 000
63 Laird of Bachilton £ 1 500
64 James Mercer of Aldey £ 1 000
65 Conte di Rothes £ 1 000
66 Tenente colonnello Elliot of Stebbs £ 1 000
67 Sir Lewis Stuart £ 1 000 Avvocato
68 Patrick Scot of Thirleston £ 2 000 Patrik Scott of Thirlestane'[6]
69 Sir James Carmighill £ 2 000 Lord Carmichael[6]
70 Sir Patrick Cockborne of Clarkington £ 2 000
71 Sir George Morison of Prestongrange £ 2 000
72 Murrey, Laird of Stanhop £ 2 000 Figlio del deceduto Sir David Murrey

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Questo atto era anche noto come Cromwell's Act of Grace and Pardon (Atto di Grazia e Perdono di Cromwell) e Ordinance of Pardon and Grace to the People of Scotland (Ordinanza di Perdono e Grazia alle Genti di Scozia).
  2. ^ The 1654 Union with Scotland, www.olivercromwell.org maintained by the Cromwell Association and the Cromwell Museum Huntingdon, pp. 2,3. URL consultato il 24 gennaio 2011.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l C.H. Firth, R.S. Rait (a cura di), April 1654: An Ordinance of Pardon and Grace to the People of Scotland, in: Acts and Ordinances of the Interregnum, 1642–1660 (1911), pagg. 875–883.
  4. ^ John Swinton of Swinton, Esq; William Lawrence, Esq; George Smith, Esq; Sir James MacDowel of Garthland, Samuel Disbrow, John Thompson, Esquires.
  5. ^ Nella lista vi sono 72 posizioni poiché una multa dell'importo di £ 5.000 fu elevata congiuntamente a due persone: il Conte di Perth e il suo figlio primogenito Lord Drumond.
  6. ^ a b c d e f g h i j k David Laing (a cura di), A diary of public transactions and other occurrences, chiefly in Scotland, from January 1650 to June 1667, Bannatyne club (1836), pagg. 125,126
  7. ^ House of Commons Journal, 26 June 1657 in Journal of the House of Commons: 1651–1660, vol. 7, 1802, pp. 575–578. URL consultato il 24 gennaio 2011.
  8. ^ Jørgen Sevaldsen e et al, Angles on the English-Speaking World, V.7: The State of the Union: Scotland, 1707–2007, Museum Tusculanum Press, 2007, 39, ISBN 978-87-635-0702-8.
  9. ^ C.H. Firth e R.S. Rait (a cura di), June 1657: An Act touching several Acts and Ordinances made since the twentieth of April, 1653, and before the third of September, 1654, and other Acts in Acts and Ordinances of the Interregnum, 1642–1660 (1911), 1911, pp. 1131–1142..
  10. ^ Laing afferma che questo Atto di "Pardon and Grace to the People of Scotland," con la lista delle multe, è pubblicato in Collection di Scobell, p. 288.
  11. ^ "Anstruther, William". Dictionary of National Biography. London: Smith, Elder & Co. 1885–1900.
  12. ^ George Brunton, David Haig, An historical account of the senators of the College of justice: from its ..., 358,359.
  13. ^ Darryl Lundy, James Erskine, 7th Earl of Buchan, www.thepeerage.com. URL consultato il February 2011. cites G.E. Cokayne, et al; The Complete Peerage of England, Scotland, Ireland, Great Britain and the United Kingdom, Extant, Extinct or Dormant, new ed., 13 volumes in 14 (1910–1959; reprint in 6 volumes, Gloucester, U.K.: Alan Sutton Publishing, 2000), volume III, page 19.
  14. ^ James Wilson (town-clerk of Hawick), Annals of Hawick, A.D. M.CC.XIV.-A.D. M.DCCC.XIV.: with an appendix containing biographical sketches and other illustrative documents, T. G. Stevenson, 1850, 313.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • David Laing (a cura di), A diary of public transactions and other occurrences, chiefly in Scotland, from January 1650 to June 1667, Bannatyne club, 1836, 125,126.126
  • C.H. Firth, R.S. Rait (a cura di), April 1654: An Ordinance of Pardon and Grace to the People of Scotland, in: Acts and Ordinances of the Interregnum, 1642–1660 (1911), pagg. 875–883. Testo dell'"Act of Pardon and Grace to the People of Scotland" di Cromwell.