Atomik

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Atomik è un personaggio a fumetti italiano, creato nel 1962 dallo sceneggiatore Luciano Secchi (in seguito divenuto noto con lo pseudonimo di Max Bunker) e illustrato prima dal disegnatore Paolo Piffarerio e in seguito da Raffaele Cormio e pubblicato dall'Editoriale Corno[1][2].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Le avventure di Atomik erano inserite in appendice agli albi di Maschera Nera[3], il primo personaggio dell'autore milanese ed è interessante notare come esse divennero progressivamente sempre più ironiche preludendo al successo di Alan Ford[senza fonte]. Le pubblicazioni cessarono nel 1965 dopo 156 numeri divisi in quattro serie[3].

Fu uno dei primi supereroi italiani, i precedenti infatti si possono far risalire a Tanks, creato da Carlo Cossio nel 1945; Misterix, uscito nel 1946 dalla penna e dal pennello di Max Massimino Garnier e Paul Campani; Atlas, 1960, di Luigi Grecchi e Loredano Ugolini; Radar, 1961, di Tristano Torelli e Franco Donatelli.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Uno scienziato nazista aveva progettato una tuta atomica in grado di rendere invulnerabili e fortissimi i soldati che l'avessero indossata. A guerra finita gli agenti segreti americani indagano su un'organizzazione criminale che intende sfruttare l'invenzione usandola come un'arma per dominare il mondo. Red Norton (vero nome del protagonista) si impossessa dello speciale costume in grado di rendere fortissimo chi lo indossa e la usa per sconfiggere i nemici grazie ai superpoteri.

I poteri di Atomik derivano dunque da una invulnerabile tuta, il che rende il personaggio un antesignano di Iron Man, creato da Stan Lee soltanto due anni più tardi. Il principale nemico dell'eroe è il misterioso Dominatore che ha il suo rifugio sull'Himalaya e i cui piani di conquista del mondo sono assecondati dal Professor Diabolicus, il quale progetta per lui armi fantascientifiche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Max BUNKER (Luciano SECCHI), su www.lfb.it. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  2. ^ Luciano Secchi - Max Bunker, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  3. ^ a b MASCHERA NERA, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 23 gennaio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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