Associazione italiana sommelier

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Associazione italiana sommelier
AbbreviazioneAIS
TipoAssociazione senza fine di lucro
Fondazione1965
FondatoreGianfranco Botti, Leonardo Guerra, Ernesto Rossi, Jean Valenti
Scopoqualificare la figura e la professione del Sommelier, nonché valorizzare la cultura del vino, dei prodotti alimentari tradizionali e tipici e della gastronomia.
Sede centraleItalia Milano
PresidenteItalia Antonello Maietta
Lingua ufficialeItaliano
Sito web

L'Associazione italiana sommelier (in acronimo AIS) è una organizzazione senza scopo di lucro fondata a Milano il 7 luglio 1965[1]. Successivamente, il 6 aprile 1973, con decreto n. 539 del presidente della Repubblica, ha ottenuto il riconoscimento giuridico da parte dello stato italiano.[1]

Obiettivo[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione italiana sommelier si prefigge lo scopo di qualificare la figura professionale del Sommelier e di valorizzare la cultura del vino, svolgendo prevalentemente attività di carattere didattico ed editoriale per diffondere la conoscenza e l'apprezzamento delle bevande alcoliche, dei prodotti alimentari tradizionali e tipici e della tecnica di abbinamento cibo-vino.[2]

Storia e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

I soci fondatori dell'Associazione italiana sommelier furono Gianfranco Botti, Jean Valenti, Leonardo Gerra ed Ernesto Rossi. La prima presidenza fu affidata a Gianfranco Botti[1]

La scelta del termine sommelier, invece di "coppiere" o "bottigliere" fu motivata dall'internazionalità ormai acquisita dell'appellativo. Tale scelta si trovava in sintonia con la politica europeista che lo Stato Italiano stava delineando in quegli anni ed alla facilità di riconoscere in quel nome la figura del professionista del servizio del vino.[1][3]

Da quel momento iniziò la storia e la crescita dell'AIS: l'obiettivo dei fondatori era infatti quello di qualificare i dipendenti che operavano nella ristorazione italiana e quindi, nei primi tempi, si accettarono iscrizioni da parte di persone facenti parte del solo personale di sala.[1] Dopo pochi anni, visto il crescente interesse verso la nuova associazione, la politica di adesione fu aperta ad altre categorie, purché operanti nel settore della ristorazione e della mescita[4] Per diffondere ulteriormente le proprie finalità, il consiglio nazionale ebbe l'idea di organizzare un congresso su scala nazionale e di istituire il concorso per il Miglior sommelier d'Italia.

Nel 1968 a Milano, presso il Politecnico del commercio[5], si tenne il primo corso di qualificazione professionale per sommelier, con la collaborazione dell'Associazione degli enotecnici italiani[6]: ne scaturì la nascita di una prima dispensa e dei primi esami. Nacque da qui l'idea di Franco Tommaso Marchi, colui che diede il decisivo impulso alla crescita dell'AIS, di creare una "didattica" che in pochi anni mise a punto un secondo corso sulla "Enografia Nazionale e Tecnica della Degustazione".[1] Successivamente, nel 1979, con il contributo di Nerio Raccagni, Pietro Mercadini, Angelo Solci, Antonio Picciardini e molti altri, fu realizzato il terzo corso sulla "Tematica dell'abbinamento cibo-vino", fondato sulle caratteristiche degli alimenti in funzione dell'accordo del vino con il cibo.

L'Associazione italiana sommelier promuoveva a quei tempi le proprie iniziative ed attività su tutto il territorio nazionale attraverso la pubblicazione periodica di articoli su diverse riviste (Shaker Club, Gourmet Club, Il Vino, Vini e Liquori, Il Sommelier) che si rendevano disponibili alla divulgazione di tutto ciò che riguardava il settore della Sommellerie. Solo a partire dall'Aprile 1994 l'AIS pubblica in proprio la rivista "Il Sommelier Italiano". Successivamente, nel 2007, la rivista cambia nome e diventa "DeVinis" che nel 2011 passa infine dal formato cartaceo alla versione on-line.[7] Dal 2014, con la scissione FIS, la rivista "Bibenda" (ora espressione di questa fondazione, insieme alla omonima guida) è stata sostituita da "Vitae" che dà il nome anche alla nuova guida vini AIS.

AIS ha avuto anche due scissioni (o spin-off come si usa dire):

  • nel 2007 Giuseppe Vaccarini, già presidente AIS dal 1999 al 2002 nonché miglior sommelier nel mondo 1978, ha fondato l'Associazione della Sommellerie Professionale Italiana (ASPI); l'iniziativa di Vaccarini trovò l'immediato consenso di altri membri AIS tra cui Jean Valenti membro fondatore dell'associazione[8];
  • il 9 dicembre 2013 AIS Roma, ad opera di Franco Ricci, direttore di "Bibenda" (espressione editoriale della sede romana dell'associazione) e presidente di AIS Lazio, ha dato vita a Fondazione Italiana Sommelier (FIS); la maggior parte dei relatori e degli associati che accolsero questa iniziativa erano inizialmente di Roma e del Lazio[9], anche se in seguito numerosi esponenti di altre aree del Paese hanno aderito alla FIS, oggi presente in tutte le regioni italiane[10].

La didattica[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione italiana sommelier organizza il corso di qualificazione professionale per sommelier AIS, il cui programma formativo è articolato su tre livelli. Alla fine del terzo livello è previsto un esame scritto, pratico ed orale, al superamento del quale viene rilasciato il diploma di Sommelier (sul quale è rappresentato il logo ufficiale AIS in color argento), la spilla da bavero in color argento ed il tradizionale tastevin con catena.[11][12]

  • Primo livello: affronta le tematiche legate alla viticoltura, all'enologia e soprattutto alla tecnica della degustazione e del servizio;[13]
  • Secondo livello: approfondisce l'enografia nazionale e internazionale con particolare attenzione ai vari vitigni e al legame del vino con il territorio;[13]
  • Terzo livello: approfondisce la tecnica della degustazione del cibo ed in modo particolare la tecnica di abbinamento cibo-vino.[13]

Diversamente da chi consegue la qualifica di sommelier ai soli fini amatoriali, per coloro i quali svolgono una comprovata attivirà lavorativa nei settori di categoria (Ristorazione, Enoteche, Wine Bar etc) è previsto invece il diploma di Sommelier Professionista, sul quale il logo ufficiale AIS appare in color oro, così come la relativa spilla da bavero della giacca, sempre di color oro.

Oltre a alla qualifica di sommelier, AIS prevede, dopo aver superato un apposito seminario seguito da uno specifico esame, altre qualifiche:[14]

  • Comunicazione e programmazione didattica;
  • Degustatore Ufficiale AIS (Tecnica della degustazione);
  • Relatore di I, II e III livello;
  • Direttore di corso;
  • Esperto di tecniche di servizio;
  • Esperto di tecnica dell' abbinamento cibo-vino.

Da alcuni anni, infine, l'Associazione italiana sommelier prevede la realizzazione di un corso, in collaborazione con ALMA,[15] chiamato Master Sommelier ALMA-AIS. Viene considerato, sia formalmente che informalmente, il quarto livello dell'offerta formativa dell'AIS.[16] L'obiettivo del corso è quello di "completare la formazione del sommelier con una preparazione specifica dedicata alla gestione e alla comunicazione del vino".[17]

L'abbinamento[modifica | modifica wikitesto]

La metodica AIS sull'abbinamento del vino più corretto ad una specifica preparazione culinaria (piatto) è oggetto, come sopra descritto, di uno specifico corso (III livello), dato che rappresenta uno degli scopi statutari dell'associazione.[2] Il metodo Mercadini, caratteristica distintiva di AIS rispetto alle altre associazioni simili, è stato il primo approccio tecnico-scientifico in Italia[18] per accompagnare un cibo specifico al tipo di vino corretto.

Il concetto su cui si basa la tecnica è quello dell'abbinamento per contrasto o per concordanza. In estrema sintesi:

  • si scompone il cibo (che può essere una preparazione vera e propria - come le lasagne - oppure un semplice alimento, ad esempio una banana) nelle sue caratteristiche sensoriali e le si classifica in macro categorie (tendenza dolce, grassezza, aromaticità, struttura, ecc.);
  • si esegue lo stesso procedimento per il vino (tannini, acidità, morbidezza, corpo, ecc.);
  • mediante un algoritmo grafico-numerico si cerca di abbinare i due prodotti o contrapponendo le sensazioni del cibo con quelle opportune del vino oppure, al contrario, accostandole per analogia. Il tutto alla ricerca dell'abbinamento armonico.

Da un punto di vista operativo il procedimento è supportato da una apposita scheda di abbinamento[19].

Cronologia dei presidenti Ais[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonello Maietta 2010- In carica
  • Terenzio Medri 2002-2010
  • Giuseppe Vaccarini 1999-2002
  • Eddy Furlan 1993-1999
  • Alberto Ciarla 1990-1993
  • Dino Boscarato 1981-1990
  • Franco Colombani 1973-1981
  • Rinaldo Pozzi 1966-1973

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Associazione Italiana Sommelier - La storia dell'AIS
  2. ^ a b Associazione Italiana Sommelier - Lo Statuto
  3. ^ AIS Lombardia - Lineamenti di storia dell'AIS, Bruno Piccioni, 2010
  4. ^ Mescita Treccani.it
  5. ^ CAPAC - Politecnico del Commercio e del Turismo
  6. ^ Assoenologi Archiviato il 2 gennaio 2014 in Internet Archive. - Associazione enologi enotecnici italiani
  7. ^ DeVinis Online.
  8. ^ Articolo su Winetaste
  9. ^ Articolo su Cronache di Gusto
  10. ^ Comitati organizzativi regionali FIS, su bibenda.it.
  11. ^ Associazione Italiana Sommelier - Il corso
  12. ^ Associazione italiana sommelier - Il regolamento
  13. ^ a b c Programma PDF Archiviato il 3 gennaio 2014 in Internet Archive. - Corso da Sommelier, AIS, 2013
  14. ^ Associazione Italiana Sommelier - Seminari di approfondimento
  15. ^ ALMA - Scuola Internazionale di cucina Italiana
  16. ^ ALMA Archiviato il 3 gennaio 2014 in Internet Archive. - Master Sommelier ALMA-AIS
  17. ^ Associazione italiana sommelier - Master
  18. ^ Manuale del sommelier, su books.google.it, 108. URL consultato il 12 gennaio 2014.
  19. ^ AIS Napoli - Scheda Abbinamento Cibo/Vino AIS

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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