Aron Ralston

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Aron Ralston su una montagna con la sua protesi

Aron Lee Ralston (Indianapolis, 27 ottobre 1975) è un alpinista statunitense, principalmente noto per l'incidente occorsogli durante una scalata che lo costrinse ad amputarsi un braccio per sopravvivere.

L'incidente[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 Ralston, ingegnere meccanico di 27 anni[1], aveva deciso di dirigersi al Parco nazionale delle Canyonlands dello Utah per un trekking solitario. Durante la scalata smosse accidentalmente un masso, che gli bloccò il braccio destro. Per cinque giorni Ralston cercò di liberarsi senza successo, e allora, stremato e disidratato, decise di amputarsi l'arto[1].

Per eseguire l'amputazione Ralston tentò di usare un coltellino, ma una volta tagliati i fasci muscolari e nervosi, giunto all'osso si rese conto di non riuscire a completare l'operazione con quello strumento. Decise allora di spezzare di netto l'osso facendo leva sulla pietra che lo schiacciava. Incredibilmente ha affermato che, dopo l'amputazione, si ritrovò in preda all'euforia.[2] Una volta completata l'operazione percorse 12 chilometri per raggiungere la vetta ed incontrò una coppia di turisti olandesi, che chiamarono un elicottero e lo portarono in ospedale.[3]

In seguito, a Ralston è stata impiantata una triplice protesi, sulla quale può montare otto differenti mani, e ha così potuto riprendere a scalare le vette[1].

Notorietà[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda destò interesse nei media, e Ralston venne invitato a raccontarla al Late Show with David Letterman[4], al Jane Pauley Show[4], al Late Late Show with Craig Kilborn[4], all'Ellen DeGeneres Show[4] e al Late Late Show with Craig Ferguson[4], e venne descritta nell'episodio Desperate Days in Blue John Canyon della trasmissione Dateline NBC[4][5]. Nel 2003 ha ricevuto la prima Shining Star of Perseverance, premio consegnato dal WillReturn Council of Assurant Employee Benefits[6]. Nel settembre 2004 Ralston ha raccontato la sua storia nel libro Between a Rock and a Hard Place, edito da Atria Books; il volume è corredato dalle immagini che lo stesso Ralston aveva scattato durante quei momenti[1].

Alla sua storia è ispirato il film 127 ore, diretto e sceneggiato dai premi Oscar Danny Boyle e Simon Beaufoy, e con James Franco nel ruolo di Ralston. La pellicola è uscita nelle sale cinematografiche statunitensi il 5 novembre 2010 ed in quelle italiane il 25 febbraio 2011.

Opere pubblicate in italiano[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Franco Brevini, Aron, una piccozza al posto della mano, corriere.it, 8 settembre 2004. URL consultato il 20 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  2. ^ Trasmissione Razza Umana, intervista ad Aron Ralston, conduttore Piero Marrazzo, puntata del 14 novembre 2013, RAI2.
  3. ^ https://fuocodiprometeo.wordpress.com/2015/11/23/il-prezzo-della-sopravvivenza-p1-la-storia-di-aron-ralston/
  4. ^ a b c d e f (EN) Aron Ralston, in Internet Movie Database, IMDb.com.
  5. ^ (EN) Desperate days in Blue John Canyon, msnbc.msn.com, 7 gennaio 2005. URL consultato il 28 agosto 2013.
  6. ^ (EN) 2003 Shining Star of Perseverance, assurantemployeebenefits.com. URL consultato il 28 agosto 2013.

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