Arco di Augusto (Aosta)

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Coordinate: 45°44′21.13″N 7°19′40.91″E / 45.739203°N 7.328031°E45.739203; 7.328031

L'arco d'Augusto, facciata orientale: i quattro spioventi del tetto, leggermente inclinati, non sono visibili.

L'arco d'Augusto (in francese Arc d'Auguste) è un monumento della città di Aosta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alfredo D'Andrade sui ponteggi per il restauro dell'Arco di Augusto, nel 1912-1913.

Fu edificato nel 25 a.C. in occasione della vittoria dei Romani sui Salassi a opera di Aulo Terenzio Varrone Murena.

Esso si trova in asse con il decumanus maximus, poco distante dal Bourg Saint-Ours (quartiere della Collegiata di Sant'Orso) e dall'ingresso orientale della cinta muraria (la Porta Prætoria).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Costruito in blocchi di conglomerato, l'arco presenta un solo fornice di 11,40 metri di altezza sotto la chiave di volta. La sua fornice è con volta a botte, costituita da un'estensione in lunghezza di un arco a tutto sesto.

Nel monumento si riconoscono diversi stili: le dieci semicolonne che ne ornano le facciate e i fianchi culminano in capitelli corinzi, mentre la trabeazione, fregiata di metope e triglifi, è di ordine dorico.

Nel Medioevo, venne denominato Saint-Voût (francese per "Volto santo") da una immagine del Salvatore che vi era stata collocata; anche come "Santo voto" (Saint-Vout), poiché il monumento era anche meta di processioni finalizzate a chiedere intercessione o per ringraziare di uno scongiurato pericolo, per esempio in occasione delle frequenti esondazioni delle acque del vicino torrente Buthier[1].

Durante il XII secolo l'arco ospitò la dimora di una nobile famiglia locale e nel 1318 si costruì al suo interno una piccola fortificazione destinata al corpo dei balestrieri. Nel 1716, a causa delle numerose infiltrazioni che stavano compromettendo l'integrità del monumento, l'attico che anticamente lo coronava venne rimpiazzato da un tetto in ardesia.

L'aspetto odierno è il frutto dell'ultimo intervento di restauro e consolidamento avvenuto nel 1912 a cura del soprintendente Ernesto Schiaparelli.[2]

Il crocifisso ligneo esposto sotto la volta è una copia di quello che nel 1449 vi fu collocato come offerta votiva contro le esondazioni del torrente Buthier, che scorre poco a est. L'originale del crocifisso è ora custodito presso il Museo del tesoro della cattedrale di Aosta.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

(FR)

« J'étais si heureux en contemplant ces beaux paysages
et l'arc de triomphe d'Aoste
que je n'avais qu'un vœu à former
c'était que cette vie durât toujours. »

(IT)

« Ero così felice di ammirare questi bei paesaggi
e l'arco di trionfo di Aosta
che avevo un unico desiderio da esprimere
che la vita durasse per sempre. »

(Stendhal[3])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arco d'Augusto - sito delle guide turistiche della Valle d'Aosta.
  2. ^ P. Barocelli, "L'arco di Augusto ad Aosta: I restauri del 1912-1913", Rivista di Studi Liguri XLI-XLII (1975-1976) p. 283
  3. ^ Citazione riportata su uno degli ascensori del Forte di Bard Archiviato il 6 giugno 2010 in Internet Archive..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. (per la parte relativa all'Arco di Augusto di Aosta: Mauro Caniggia Nicolotti e Luca Poggianti), Nel nome di Cesare Ottaviano Augusto. 4 città unite da 4 archi. Susa, Aosta, Rimini, Fano, Edizioni del Graffio - Borgone Susa, Susa (To), 2013.

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