Architettura master-slave

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In informatica, un'architettura di tipo master-slave permette di creare un rapporto tra componenti hardware, in cui uno ha il pieno controllo dell'altro.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nei calcolatori tale architettura è generalmente riservata alla CPU e alle periferiche. Questi componenti sono connessi tramite bus. In prima istanza il collegamento contemporaneo di tutti i dispositivi può risultare poco gestibile, si pensi ad una CPU che sta accedendo alla memoria centrale per leggere un dato utilizzando uno specifico bus e contemporaneamente siano in arrivo altri dati da una interfaccia ingresso/uscita che transitano sullo stesso bus. La contesa del bus viene risolta affidando alla CPU il ruolo di master e dunque la gestione dell'intero sistema, quindi delle periferiche, negando a quest'ultime (slave) di accedere autonomamente al bus. Tramite tale architettura il trasferimento dei dati avviene sotto la supervisione della CPU, che identifica, mediante il loro indirizzo, la sorgente e la destinazione dei dati, e sincronizza i dispositivi che devono colloquiare. Nel bus si evita qualsiasi collisione tra dati di competenza delle diverse periferiche.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • ^IT Administrator Fundamentals - Il manuale del sistemista; 2013, Formatica, Maggioli Editore, ISBN 9788838789922.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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