Anselmo di Laon

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Anselmo di Laon (Anselmus Laudunensis) (Laon, 1050 circa – Laon, 1117) è stato un filosofo e teologo francese.

Nato da un'umile famiglia di Laon, avrebbe studiato sotto Anselmo d'Aosta nell'abbazia del Bec. Intorno al 1076 cominciò a insegnare con successo a Parigi, dove, come Guglielmo di Champeaux, si pose fra i realisti contro i nominalisti nelle controversie scolastiche sugli universali. Passato alla scuola di Laon nel 1090 circa, vi rimase fino alla morte; quella scuola di teologia – dalla quale espulse Abelardo nel 1113 - divenne una delle più note in Europa. Fu anche cancelliere e arcidiacono di Laon dal 1115.

Il Liber Pancrisi (ca 1120) lo considera uno dei tre maggiori maestri moderni, insieme con Ivo di Chartres e Guglielmo di Champeaux.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Le sue opere più notevoli sono un commento all'intera Bibbia latina, Glossa interlinearis in universum Testamentum (Basilea 1502 e 1508; Anversa 1634, e in Patrol. Lat., CLXII[1], col. 1187 segg.), e le Sententiae seu flores sententiarum, brevi risposte a quesiti teologici e giuridici, di grande importanza per la storia del metodo scolastico come una delle prime collezioni del genere, che servì di modello anche ad Abelardo.

Scrisse poi delle Epistolae (una Epistola d H. abbatem S. Laurentii Leodiensis), delle Omelie, e delle Enarrationes sul Cantico dei cantici, su Matteo e sull'Apocalisse: queste ultime pubblicate fra le opere di S. Anselmo d'Aosta.

L'Archivio digitale della cultura medievale così presenta le sue opere:

Opera dubia: 1) Epistola de corpore et sanguine Domini; 2) Glossa interlinearis in universum Testamentum; 3) Sententiae seu flores Sententiarum; 4) Sermones; 5) Commentaria in Librum Cantici canticorum, Evangelium secundum Mattheum et Iohannem, Epistolas Pauli, librum Apocalypsis. Glossa ordinaria, diu Walafrido Straboni (n. 808/809, m. 18-8-849) tributa, re vera ab Anselmo Laudunensi scholastico, Radulpho Laudunensi (m. 1131/1138) et Gilberto Universali (m. 12-8-1134) conscripta est. A quibusdam codicibus necnon doctis viris ei tributae sunt etiam Gratiadei (v. 1102-1126) Glosulae epistolarum Pauli (cfr. Ingegno Difficoltà filologiche 154-156)[2].

Recezione delle opere.[modifica | modifica wikitesto]

L'opera più importante di Anselmo è una glossa interlineare sulle Scritture, continuata dopo la sua morte da altri, come Gilberto Porretano, la quale intendeva rappresentare un modo nuovo di insegnamento e il primo tentativo di analizzare e sistemare l'interpretazione biblica. Il tema fu adottato ed esteso da Ugo di San Vittore, Pietro Lombardo e Tommaso d'Aquino, per dare una sorta di manuale teologico

Altri commenti, che potrebbero essere di Anselmo, sono stati variamente attribuiti, in particolare al più noto Anselmo d'Aosta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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