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Amusia

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L'amusia (dal greco ἀ-μουσία [a-musìa], mancanza di armonia) è l'incapacità biologica di comprendere, eseguire ed apprezzare la musica. Come per la dislessia, l'amusia è una patologia dovuta a motivi di origine cerebrale, congeniti (presenti alla nascita) o acquisiti più tardi (per danni cerebrali, ad esempio). Ne è affetto circa il 4% della popolazione[1].

Sintomi[modifica | modifica wikitesto]

Un "amusico" non è in grado di comprendere l'altezza delle note né di distinguere una melodia da un'altra. Non è da confondere con il termine "stonato", il quale si riferisce a chi in generale non è capace di emettere note nel modo adeguato ma spesso per motivi di mancanza di tecnica e non per amusia. Chi soffre di amusia non riesce a comprendere quando stona e quando no, né sa accorgersi delle stonature degli altri. Nei casi più gravi, gli amusici non sono capaci di sentire la musica o la trovano irritante e sgradevole.

Rispetto ad altri deficit neuropsicologici selettivi, l'amusia pura è rara. Può insorgere insieme ad altri deficit neurologici o neuropsicologici, ma la diagnosi è spesso difficile se non si conoscono le condizioni pre-morbose. Oltretutto la musica, non essendo un'abilità primaria per la sopravvivenza, può essere deficitaria senza che vi siano segni manifesti in altri domini. Pertanto la diagnosi può spesso sfuggire se non vi sono indagini specifiche. Difatti molti pazienti riconosciuti amusici sono, in misura più o meno elevata, musicisti a vario livello, in cui il deficit è sicuramente evidente nella loro vita quotidiana.

L'amusia può rivelarsi un disturbo molto imbarazzante. Si dice [senza fonte] che Che Guevara, amusico, non sapesse distinguere tra di loro nessun genere musicale, tanto da ballare in un'occasione speciale, senza scherzare, un tango appassionato, mentre tutti gli altri ballerini danzavano allegramente a ritmo di samba. Gli amusici non riescono nemmeno a distinguere una cantilena da un inno nazionale o da una sinfonia di Mozart, con le conseguenze negli eventi sociali che si possono ben immaginare.

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Una misurazione oggettiva dell'amusia congenita è stata pubblicata online sulla rivista "Annals of Neurology" il 29 agosto 2005. Isabelle Peretz, dell'università di Montréal, autore principale dello studio, e i suoi collaboratori dell'Università di Helsinki hanno effettuato esami elettrofisiologici su pazienti, amusici e non, usando i potenziali evento correlati (ERP), individuando l'onda e una grossolana localizzazione del cervello attivata dall'esposizione a toni musicali di diversa altezza. Rispetto ai pazienti sani, quelli affetti da amusia presentano irregolarità nell'emisfero destro, ma al di fuori della corteccia uditiva primaria. Il risultato spiegherebbe così una scorretta comprensione e traduzione dei segnali trasmessi dall'orecchio e la consecutiva mancanza di capacità di ascolto e pratica musicale come un difetto di tipo anatomo-funzionale. Inoltre, il cervello dei pazienti affetti da amusia apparentemente non avverte cambiamenti di tono inferiori ad un semitono, mentre tende a reagire con troppa violenza a cambiamenti di tono maggiori [senza fonte].

L'amusia sembra curabile o migliorabile con l'esercizio nei bambini, come per la dislessia, ma la pratica non sembra avere alcun effetto sugli adulti. Alcuni medici sostengono un legame tra la malattia e la mancanza di ascolto musicale durante l'infanzia, specie se i genitori erano già amusici, ma questo non è mai stato dimostrato. Uno studio effettuato da Denis Drayna, del National Institute of Health negli Stati Uniti, su gemelli sia omozigoti che eterozigoti per valutare le loro capacità musicali, sembra invece dimostrare l'eredità genetica dell'amusia, dovuta, secondo Drayna, per il 70-80 per cento al DNA.

In realtà la letteratura scientifica riguardante studi neuropsicologici sull'amusia è molto più ampia. Nel solo 2005 sono stati pubblicati 7 articoli scientifici inerenti all'amusia. La presenza di amusia pura è molto rara poiché sottostà a deficit molto specifici del cervello. Molto più frequente è l'associazione con afasia, alessìa, agnosia. Storicamente il primo lavoro scientifico sperimentale su pazienti cerebrolesi inerenti alle capacità musicali risale al 1962.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Peretz, I., & Hyde, K. L. (2003). "What is specific to music processing? Insights from congenital amusia." [Review]. Trends in Cognitive Sciences, 7(8), 362-367

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Milner B., Laterality effect in audition, In Mouncastle V.B. (ed), Interhemispheric relation and cerebral dominance, Baltimore, Johns Hopkins Press.
  • (EN) Peretz I, Brattico E, Tervaniemi M. (2005). Abnormal electrical brain responses to pitch in congenital amusia Pubmed

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]