Aldo Fascetti

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Aldo Fascetti
Fascettialdo.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature I, II
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Circoscrizione Pisa
Incarichi parlamentari
  • Componente e Vicepresidente della X Commissione (Industria e commercio) - I legislatura
  • Componente della X Commissione (Industria e Commercio) - II legislatura
  • Segretario della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge n. 1762: "Delegazione al Governo di emanare norme sulle attività produttive e sui consumi" - I legislatura
  • Presidente della Commissione speciale per l'esame della proposta di legge Fadda ed altri n. 1513: "Sistemazione in Sardegna della sovrappopolazione di altre regioni mediante valorizzazione delle risorse agricole ed industriali dell'isola. Istituzione dell'Opera per la valorizzazione della Sardegna" - I legislatura
  • Vicepresidente della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge n. 2442: "Ordinamento e attribuzioni del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro - I legislatura
  • Componente e Segretario della Giunta per i trattati di commercio e la legislazione doganale - I legislatura
  • Componente della Commissione speciale per l'esame e l'approvazione dei disegni di legge sulla stampa - I legislatura
  • Componente della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge n. 2511: "Provvedimenti per lo sviluppo dell'economia e l'incremento dell'occupazione" - I legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare per il parere sulla nuova tariffa generale dei dazi doganali - I legislatura
  • Componente della Commissione speciale per l'esame della proposta di legge Angelini Armando n. 427: "Dichiarazione di pubblica utilità e norme per l'espropriazione degli stabilimenti industriali inattivi" - II legislatura

Dati generali
Titolo di studio laurea in Giurisprudenza
Professione avvocato

Aldo Fascetti (Pisa, 22 ottobre 1901Pisa, 25 settembre 1960) è stato un avvocato e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Deputato alla Camera nella I e II legislatura, Aldo Fascetti aderì politicamente al Partito popolare italiano. Fu Presidente del circolo pisano «Galileo Galilei» della Federazione universitaria cattolica italiana dal 1921 al 1923.

Nel 1943 fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana pisana, e partecipò alla lotta partigiana. Subito dopo la liberazione è designato dal Comitato di liberazione nazionale (CLN) presidente della provincia di Pisa: mantiene l'incarico fino all'inizio del 1948, impegnandosi particolarmente nella ricostruzione dei servizi e delle infrastrutture del territorio e della città, gravemente colpiti dalle distruzioni belliche. Nello stesso periodo partecipa al dibattito pubblico con articoli sul settimanale cattolico pisano «Vita nova»e sul quotidiano democristiano livornese «Giornale del popolo», in cui manifesta la sua adesione alla linea di politica degasperiana, con una particolare sensibilità per le esperienze del laburismo inglese nel campo delle nazionalizzazioni.

La sua attività di deputato è prevalentemente orientata ai problemi di politica economica e industriale: dal 1950 è vicepresidente della decima commissione (Industria e commercio); partecipa inoltre alla commissione speciale per la legge sulla valorizzazione della Sardegna, alla commissione per l'esame dei disegni di legge sull'ordinamento e le attribuzioni del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e alla giunta per i trattati di commercio e la legislazione doganale. Dal 1954 al 1956 è anche presidente della Società Larderello, che opera in provincia di Pisa nei settori chimico e geotermoelettrico.

Nel 1956 lascia il seggio parlamentare e viene nominato presidente dell'Istituto per la ricostruzione industriale (IRI), carica che mantiene fino alla morte, nel 1960, dopo la riconferma per un secondo mandato, nel 1959. Nella sua nomina hanno un ruolo importante il ministro delle Finanze, Ezio Vanoni, e soprattutto il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, a cui è legato da una amicizia che risale alla comune militanza giovanile negli ambienti cattolici pisani. Il quadriennio della presidenza Fascetti rappresenta una fase di passaggio fondamentale per la definizione dell'assetto dell'impresa pubblica in Italia, sia per le scelte allora operate nell'indirizzare lo sviluppo economico del Paese, sia per quanto riguarda gli equilibri interni al gruppo industriale che fa capo all'Istituto.

La nomina di Fascetti a capo della conglomerata pubblica ha inoltre una accentuata valenza politica, nella fase di costruzione della DC come partito organizzato di massa, intrapresa a partire dalla segreteria di Amintore Fanfani: nel ruolo assunto dall'esponente democristiano si rispecchia la crescente consapevolezza del potere economico delle partecipazioni statali e la volontà dei gruppi dirigenti del partito di maggioranza relativa di far leva sulle imprese pubbliche per affrancarsi dall'influenza politica ed economica delle associazioni degli imprenditori, ma anche come strumento di consenso politico.

Durante la sua presidenza si realizza una significativa estensione dei settori coperti dalle partecipazioni statali sia per iniziativa diretta, sia in regime di concessione monopolistica: dal settore telefonico (con la Stet guidata da Guglielmo Reiss Romoli) al settore delle autostrade, in cui la società del gruppo IRI guidata da Fedele Cova viene incaricata come concessionaria della costruzione la nuova rete autostradale, nel quadro della politica delle grandi infrastrutture e del sostegno allo sviluppo dell'industria automobilistica nazionale; dal settore dei trasporti aerei, con la costituzione della nuova Alitalia, ai settori di frontiera, come quello elettronico. Il settore elettrico è invece oggetto di un dibattito sui confini della presenza pubblica nell'economia, che avrà come esito la nazionalizzazione dell'industria elettrica nell'avvio dell'esperienza dei governi di Centrosinistra.

Fascetti muore a Pisa nel settembre del 1960.

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

La documentazione archivistica prodotta da Aldo Fascetti nel corso della propria carriera imprenditoriale è conservata in parte nei fondi Archivio generale (numerazione rossa)[1] e Archivio secondo (numerazione nera)[2] dell'archivio dell'Istituto per la ricostruzione industriale (IRI) (estremi cronologici:1933-1954, con docc. dal 1922)[3], ora presso l'Archivio Centrale dello Stato a Roma [4], e in parte nel fondo Larderello (estremi cronologici: 1818-1962)[5] conservato presso l'Ente nazionale per l'energia elettrica - ENEL. Ex Compartimento di Firenze. Archivio storico Piero Ginori Conti[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ fondo Archivio generale, su GGASI. Guida Generale degli Archivi di Stato. URL consultato l'11 settembre 2018.
  2. ^ fondo Archivio secondo, su GGASI. Guida Generale degli Archivi di Stato. URL consultato l'11 settembre 2018.
  3. ^ Istituto per la ricostruzione industriale (IRI), Roma, su GGASI. Guida Generale degli Archivi di Stato. URL consultato l'11 settembre 2018.
  4. ^ Archivio centrale dello Stato, su SIUSA - Sistema informativo unificato per le soprintendenze archivistiche. URL consultato l'11 settembre 2018.
  5. ^ fondo Larderello, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato l'11 settembre 2018.
  6. ^ ENEL. Archivio storico, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato l'11 settembre 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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