al-Baqara

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Copia del Corano con pagine della Sura II

Al-Baqara (in arabo البقرة? «La Giovenca») è la seconda sūra del Corano (rivelata a Medina subito dopo l'Egira [1]); con i suoi 286 āyāt (o versetti) è la più lunga – e così, fra gli altri, pure il verso 282 [2].

Si noti inoltre l'importanza rivestita dal famoso verso al-Kursī (II:255), come pure dai due āyāt posti in chiusura

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Il nome della sura si rifà a una disputa – tra il profeta Mosè e gli Israeliti – in merito a una vacca che avrebbero dovuto sacrificare per conoscere l'assassino di un uomo dilaniato (da non scambiarsi per il famoso episodio biblico [II:51, 54] in cui Mosè proibì l'adorazione di un vitello d'oro).

Ampia è la serie dei temi trattati, fra cui una parte sostanziale della Shari'a e delle origini dell'uomo da Adamo fino a Mosè (passando per Abramo). Un altro tema saliente è quello della guida: invitare gli ebrei e i pagani di Medina ad abbracciare l'Islam, avvertendo questi e gli ipocriti del destino che Dio aveva riservato a quanti in passato avevano ignorato il suo monito.

Infine, la Baqara contiene molti passi relativi all'arte della guerra e alla condotta militare.

«Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, che Allah non ama coloro che eccedono.»

«Uccideteli ovunque li incontriate, scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione é peggiore dell'omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a quando non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa é la ricompensa dei miscredenti.»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alcuni versetti – come quelli che vietano interessi sui prestiti – furono rivelati in seguito; gli ultimi tre, in particolare, già nel periodo meccano.
  2. ^ Physical Aspects of the Noble Qur'an, in www.al-islam.org. URL consultato il 10 maggio 2008.

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