Škoda 7 cm K10

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Škoda 7 cm K10
Cannone da 66/47
Tipocannone navale e costiero
OrigineAustria-Ungheria Austria-Ungheria
Impiego
UtilizzatoriAustria-Ungheria Austria-Ungheria
Italia Italia
ConflittiPrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Produzione
Data progettazione1910
CostruttoreŠkoda
Entrata in servizio1912
Ritiro dal servizio1945
VariantiŠkoda 7 cm K16
Descrizione
Lunghezza3 500 mm
Calibro66 mm
Tipo munizionicartoccio proietto
Peso proiettile4,5 kg
Velocità alla volata880 m/s
Tiro utile10-15 colpi/min
Gittata massima9 140 m
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Lo Škoda 7 cm K10 era un cannone navale austro-ungarico impiegato durante la prima e la seconda guerra mondiale. Fu impiegato anche dalla Regia Marina italiana come cannone costiero, denominato cannone da 66/47[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Classe Viribus Unitis (nave da battaglia).

Questo cannone fu sviluppato dalla Škoda a partire dal 1910 come armamento secondario anti-torpediniera delle navi da battaglia classe Erzherzog Karl e classe Tegetthoff. Su ogni nave erano presenti 12 impianti singoli. Pezzi su installazione antiaerea ed in casamatta armavano anche i cacciatorpediniere come quelli della classe Tátra, in 6 pezzi per nave. Nel 1917 entrò in produzione una versione leggermente migliorata ma con caratteristiche balistiche simili, ovvero lo Škoda 7 cm K16.

Dopo la fine della Grande Guerra, la SMS Tegetthoff, la SMS Erzherzog Friedrich e la SMS Erzherzog Ferdinand Max vennero consegnate dalla k.u.k. Kriegsmarine alla Regia Marina italiana come riparazione di guerra. Poste in disarmo, vennero tutte demolite tra il 1921 ed il 1925. I cannoni da 66/47 furono recuperati (così come i Škoda 30,5 cm K10 e i Škoda 15 cm K10) e vennero assegnati alle batterie costiere antinave della Regia Marina e della MILMART, che li impiegarono nella seconda guerra mondiale. I caccia classe Tátra, anch'essi ceduti all'Italia in conto danni di guerra, vennero immessi in linea come classe Fasana; declassate a torpediniere nel 1929, furono infine radiate nel 1937.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

La canna era in acciaio, con otturatore a cuneo orizzontale tipo Krupp. Impiegava cartocci proietto, con granate ad alto esplosivo di 4,5 kg, propulsa da una carica di lancio da 1,6 kg.

La bocca da fuoco era incavalcata su tre tipi di affusto:

  • un affusto a piedistallo anti-torpediniera, installato sulle torri principali da 305 mm delle navi da battaglia, con settore di elevazione da -10° a +20°;
  • un affusto a piedistallo anti-aereo, con seggiolini per i puntatori, con settore di elevazione da -5° a +90°;
  • un affusto in casamatta, con scudatura semicircolare che si adattava alla cannoniera della casamatta della nave, con settore di elevazione da -6° a +15°.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nella nomenclatura italiana il primo numero indica il calibro espresso in millimetri, il secondo la lunghezza in calibri. Questo secondo valore è inferiore a quello tedesco ed anglosassone poiché gli italiani calcolavano la lunghezza della canna escludendo la camera di scoppio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Campbell, Naval Weapons of World War Two, Naval Institute Press, 1985.
  • Balogh Tamás e Csepregi Oszkár, A Szent István Csatahajó (La corazzata Szent István).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]