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Übel Blatt

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Übel Blatt
ユーベルブラット
Ubelblatt1.jpg
La copertina del primo volume italiano
manga
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Autore Etorouji Shiono
Editore Square Enix
Rivista Young Gangan
Target seinen
1ª edizione 25 luglio 2005
Periodicità irregolare
Tankōbon 16 (in corso)
Editore it. Jpop
Periodicità it. irregolare
Volumi it. 13 (in corso)
Generi fantasy, azione, dramma

Übel Blatt (ユーベルブラット Yūberu Buratto?, Spada Malvagia) è un manga seinen in corso di pubblicazione creato da Etorouji Shiono, ed è pubblicato sulla rivista Young Gangan della Square Enix. In Italia è pubblicato dalla casa Jpop a partire dal 2009. Fino ad oggi 15 volumi, incluso il volume 0, sono stati pubblicati in Giappone, di cui il volume 11, dopo un lungo periodo di interruzione, è stato pubblicato, per la prima volta, in contemporanea in Giappone, Francia e Italia il 9 febbraio 2012. Übel Blatt è tradotto anche in lingua francese e inglese, arrivando alla top 15 dei manga in Francia alla posizione 11.[1]

Capitoli[modifica | modifica wikitesto]

Volume Data di prima pubblicazione
Giappone Italia
0 Volume 0 25 luglio 2005 luglio 2008
1 Volume 1 25 luglio 2005 aprile 2008
2 Volume 2 25 novembre 2005 settembre 2008
3 Volume 3 25 marzo 2006 febbraio 2009
4 Volume 4 25 settembre 2006 marzo 2009
5 Volume 5 25 aprile 2007 aprile 2009
6 Volume 6 25 ottobre 2007 giugno 2009
7 Volume 7 25 marzo 2008 settembre 2009
8 Volume 8 25 settembre 2008 dicembre 2009
9 Volume 9 25 marzo 2009 aprile 2010
10 Volume 10 25 settembre 2009 novembre 2010
11 Volume 11 9 febbraio 2012 febbraio 2012
12 Volume 12 25 settembre 2012 novembre 2013
13 Volume 13 25 marzo 2013 5 luglio 2014
14 Volume 14 25 ottobre 2013 29 aprile 2015

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Übel Blatt si svolge in un'ambientazione di tipo medievale-fantasy. Essa segue i passi di Koinzell, apparentemente un semplice bambino di razza ibrida, dal sangue umano ed elfico, che si distingue per una cicatrice che gli sfregia l'occhio sinistro. In realtà egli è il "Blatt Meister" Ascheriit, alla ricerca di vendetta contro coloro che lo tradirono e lo uccisero, e che adesso sono considerati i Sette Eroi dell'impero.

Circa vent'anni prima dell'inizio della vicenda narrata nel manga, veniamo a conoscenza della storia di Ascheriit, giovane spadaccino prodigioso la cui abilità gli consentì di raggiungere l'ambito titolo di Blatt Meister. Le sue gesta lo misero in luce al punto da far sì che facesse parte del gruppo dei quattordici uomini scelti dal regnante dell'Impero del Szaalenden per la pericolosa missione il cui fine era quello di respingere e sconfiggere un potente nemico invasore, Wischtech, tristemente noto per le sue potenti armi di distruzione e per gli oscuri sortilegi di cui si avvaleva. I quattordici eroi, ciascuno dei quali armato di una lancia benedetta dallo stesso imperatore (da cui il nome "Quattordici Lance"), si addentrarono nei territori logorati dalla guerra con il Nemico, perdendo nel periglioso viaggio tre dei loro compagni. Infine giunsero al limitare di una foresta, dove sette dei restanti undici decisero di rinunciare alla propria missione, temendo per la propria vita. Nonostante ciò Ascheriit e tre di quelli ancora determinati a seguire la volontà dell'imperatore decisero di non desistere, accettando i rischi mortali che il loro compito avrebbe comportato; addentratisi da soli nella foresta, incredibilmente riuscirono nell'impresa e tornarono vittoriosi. Fu allora che i sette rimasti indietro tesero un'imboscata ai loro compagni e li massacrarono. Al loro ritorno raccontarono all'imperatore un'ignobile menzogna, affermando di aver giustiziato Ascheriit ed i suoi compagni in quanto traditori, rivoltatisi contro di loro dopo essersi rifiutati di portare a termine la missione. In tal modo essi furono acclamati come salvatori del regno, e soprannominati i "Sette Eroi", mentre i quattro che furono uccisi divennero simbolo di tradimento e furono ribattezzati "Lance del Tradimento".

La storia racconta il viaggio di Ascheriit che, sopravvissuto al massacro, ha giurato di vendicarsi prendendo la testa suoi compagni traditori ora potenti, nobili e signori della guerra, immeritatamente acclamati dal popolo come eroi.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Protagonisti[modifica | modifica wikitesto]

Köinzell (ケインツェル Keintseru?)
Koinzell è il nome fittizio utilizzato da una delle lance ingiustamente etichettate "del tradimento", Ascheriit. Ripercorrendo la storia della sua vita, scopriamo che in origine era un orfano che ha lavorava come fabbro; in seguito, grazie alle sue doti innate, egli fu accettato come allievo nella scuola di scherma di Ms. Glea. Durante il suo addestramento si distinse per la sua eccezionale abilità; già dal primo giorno giunse quasi a padroneggiare la leggendaria tecnica delle "Ali Nere", pur avendo assistito una sola volta alla sua esecuzione. Tale prodezza non passò inosservata, né le aspettative che essa generò furono tradite: egli fu presto designato come il nuovo erede del titolo di "Blatt Meister", un onore concesso per tradizione solo agli spadaccini considerati veri maestri. Divenuto in seguito uno dei quattordici giovani scelti per portare le lance dell'imperatore e porre fine alla guerra con Wischtech, fece parte del ristretto gruppo che compì fino in fondo la propria missione. Come gli altri che lo seguirono,fu poi tradito e brutalmente assassinato dai propri stessi compagni, coloro che si fregiarono poi indegnamente del nome di "Sette Eroi". L'esecuzione di cui Ascheriit fu vittima fu particolarmente violenta e crudele: Glenn, il suo migliore amico, gli cavò l'occhio sinistro, dopodiché gli altri lo fecero letteralmente a pezzi, abbandonando al limitare di una foresta quello che ritenevano essere il suo cadavere. Ma il ragazzo, contrariamente ad ogni previsione, sopravvisse. Divorando le carni di una fata Ascheriit riuscì infatti a rigenerare il proprio corpo, mescolando di conseguenza il proprio sangue umano con quello della creatura: a causa di ciò il suo aspetto è mutato in quello di un ibrido umano-fata, dalle aggraziate fattezze quasi infantili, la carnagione pallida e gli occhi scarlatti. Koinzell è indubbiamente da considerarsi uno dei migliori combattenti della serie, sia per le tecniche di spada di elevato livello da lui padroneggiate (tra cui le leggendarie "Ali Nere"), sia per la sua insolita capacità di evocare un'enorme massa nera di spade incatenate dal suo polso destro, che rispondono al suo comando. Egli inoltre è in grado di trarre potere dalle lune gemelle del suo mondo, anche se fatica a non abusare dello stesso, finendo spesso per esaurire le proprie energie: in questi frangenti il suo corpo sembra rimpicciolire, e il suo aspetto diviene ancora più infantile. In apparenza freddo, spietato, talvolta addirittura brutale (soprattutto quando si dedica alla caccia di quanti lo hanno tradito), è in realtà capace di grande lealtà e spirito di sacrificio nei confronti di coloro che considera amici e alleati, mettendo spesso a rischio per loro la propria stessa vita. Da questo si può facilmente intuire che dietro lo spietato vendicatore si cela ancora l'eroe generoso di un tempo, per quanto indurito dalle numerose traversie che è stato costretto ad affrontare.
Ato (アト Ato?)
Terza principessa del clan Kusharundo, è una giovane ragazza combattiva e coraggiosa, nonché un'abile guerriera; in origine, ella combatteva al fianco dell'amato fratello Klato in difesa dei confini del regno. Dopo la morte di quest'ultimo, giurò vendetta nei confronti di Koinzell, suo carnefice. Ato non riusciva infatti ad accettare che l'uccisione di Klato fosse stata in realtà un atto di pietà da parte del guerriero, poiché la mente e il corpo del ragazzo erano stati profondamente ed irrimediabilmente corrotti dagli esperimenti disumani condotti su di lui dalla falsa Güsstav. Ancora acerba nella sua padronanza delle tecniche di spada, impulsiva ed inesperta, ovviamente non riuscì sulle prime ad ottenere la sua vendetta nei confronti di un guerriero esperto come Koinzell; tuttavia nel corso del suo inseguimento, e attraverso i primi scontri con lui, finì per imparare a rispettarlo giungendo a comprendere le reali motivazioni del suo gesto. Da quel momento Ato è divenuta la sua allieva nonché compagna inseparabile. Ansiosa di mettersi in luce agli occhi dell'amato maestro, ossessionata dal desiderio di essere all'altezza delle sue aspettative, spesso si mette impulsivamente in situazioni pericolose e potenzialmente mortali. Durante uno scontro, nel tentativo di proteggere Koinzell, Ato è stata mortalmente ferita: il sacrificio della ragazza ha profondamente colpito quest'ultimo, che ha finalmente compreso la profondità dei sentimenti di lei. Egli è riuscito a salvarla donandole il proprio sangue, che ne ha guarito le ferite rendendola a sua volta una creatura ibrida umano-fata. Attualmente è in viaggio con lui e lo sostiene nella sua ricerca di vendetta.
Peepi (ピーピ Pīpi?)
Peepi è una bambina elfica, unica superstite del villaggio devastato di Miruel-Mirael. Quando assieme ad altri profughi tentò di attraversare illegalmente il confine con l'impero, fu catturata e rischiò di essere uccisa. Fu salvata da Koinzell, che per riuscire ad impedire la sua morte senza spargimento di sangue si spacciò per suo fratello. Egli in quel frangente si rivolse a lei con il nome fittizio di "Peepi", con il quale in seguito continuò ad essere identificata (ad oggi, il suo vero nome non è ancora noto). Poiché è ancora una bambina, talvolta appare fragile ed è molto facile farla piangere; in realtà ha un carattere molto più forte di quanto sembri, e nei momenti di crisi è in grado di dimostrare un'insospettabile forza d'animo. Il suo sangue elfico le conferisce una naturale propensione per le arti magiche, nelle quali ha dimostrato di avere un discreto talento.

I sette eroi[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo erano parte dei quattordici scelti dall'imperatore in persona per compiere una missione per la salvezza del popolo dalle terre oscure Wischtech. Come loro simbolo l'imperatore donò a loro delle lance, dotate di poteri magici per attraversare le terre oscure. I quattordici scelti furono chiamati infine: le sacre lance. La storia racconta che durante il viaggio dei quattordici eroi, tre morirono durante il viaggio, chiamati poi; i preziosi defunti. Quattro si ribellarono e si allearono con il nemico venendo infine abbattuti, vennero chiamati le "Lance del tradimento". Infine i grandi sette tornarono incolumi, riportando così la pace sulla terra di Szaalandien. Per il successo dell'impresa, l'imperatore li nominò ufficialmente i "Sette Eroi" guadagnandosi così la stima del popolo, ricevendo fama, fortuna, terre, ricchezze e potere. La verità della storia fu: che quando tre delle sacre lance morirono durante il viaggio, rimanendo infine in undici, giunti alla foresta della morte, ultima tappa per concludere la missione, i sette futuri eroi, per paura, si rifiutarono di proseguire, rimanendo indietro. I quattro rimasti andarono avanti e conclusero infine la missione. A ritorno i sette futuri eroi, gli tesero un'imboscata, massacrarono e uccisero i loro stessi amici e compagni, prendendosi infine la fama e la gloria per loro. Di ritorno dall'imperatore, i sette eroi, accusarono i quattro di tradimento, facendo così infangare il loro nome e la loro reputazione, bollandoli infine come traditori. Ascheriit uno dei quattro, creduto morto dai sette, nonostante le gravi condizioni in cui versava, riuscì a sopravvivere. Divorando istintivamente una fata che abitava nella foresta, si fuse infine con essa acquisendo un corpo giovane dotato di strani poteri e che non sembra risentire dalla malattia o della vecchiaia. Ascheriit giurò vendetta verso i sette eroi e che non si sarebbe fermato difronte a nulla finche non li avesse uccisi tutti.


Glenn, Schtemwolech, Lebelond, Ischudine, Gullengurv, Nigrenfeld, Barestar


Schtemwolech

Compagno e amico di Ascheriit. Un tempo, era un bandito, fu scelto poi dall'imperatore per la missione per la salvezza dell'impero. Insieme hai suoi compagni intraprese la missione con Ascheriit. Giunto infine alla foresta della morte, in preda alla paura, Schtemwolech rimase indietro insieme agli altri sei lasciando che Ascheriit la concludesse. Corrotto dalla fama, dalle ricchezze, e dal potere che avrebbe ricevuto, tradisce i suoi stessi compagni e amici, trucidandoli a ritorno della missione compiuta. Ad Ascheriit mozzò il braccio destro prima che gli altri sei lo finissero. Divenuto uno dei sette eroi, una volta fatto ritorno dall'impero, Schtemwolech venne nominato conte regionale di Mollan. Dopo essere diventato conte regionale, con il suo potere a disposizione, mantenne un equilibrio di pace nelle sue terre a causa di famiglie nobili in continuo conflitto, facendola durare per venti anni. Fondò poi un tempio di monaci guerrieri che venne costruito nella zona di confine dell'impero vicino a Ergnach, uno dei tre preziosi defunti che si sacrificò evocando con la magia un muro chiamato; le mille lance di pietra, dividendo così l'impero dalle terre oscure. I monaci guerrieri non si fecero scrupoli ad usare la loro autorità per tassare ed uccidere qualsiasi cittadino che non rispettava le loro regole servendosi della fama di Schtemwolech per essere giudicati dalla legge e la giustizia. Assiste in lontananza insieme agli altri eroi, alla distruzione delle mille lance di pietra per mano di Ascheriit sotto le nuove sembianze elfiche nominatosi Koinzel, giunto nell'impero per ottenere vendetta verso i sette eroi che hanno massacrato lui e i suoi altri compagni bollandoli come traditori. Tale avvenimento lo spaventa percependo di una catastrofe imminente. Nonostante le apparenze, Schtemwolech nel corso dei vent'anni passati, rapì nell'ombra ragazze di razze elfiche, per via del loro sangue magico. Deportandole di nascosto dai suoi uomini nei sotterranei del suo castello, dissezionandole e facendo esperimenti di ogni genere per cercare di potenziare il suo corpo, apportandogli varie modifiche, tendando di assimilare il loro sangue, per ottenere l'immortalità. Schtemwolech dopo essere divenuto conte regionale, in preda al delirio di onnipotenza e di essere superiore a qualsiasi altro individuo, non si fece scrupoli a sacrificare gente innocente per ottenere il suo obbiettivo. Dei sette eroi è il primo a subire la vendetta spietata di Koinzel (Ascheriit). Koinzel grazie all'aiuto dei suoi nuovi amici e compagni, sorpassa le linee nemiche protette da soldati che credono nella grande stima di Schtemwolech, infiltrandosi nei sotterranei. Schtemwolech per via del nuovo aspetto di Ascheriit non riconosce il suo vecchio compagno. Osservando orripilato i resti di migliaia di vittime usate da Schtemwolech per i suoi esperimenti magici, Ascheriit comprende che il suo ex compagno è rimasto marcio nell'animo come in passato, ammettendo infine compiaciuto, che lo ucciderà senza remore e con grande soddisfazione. I due ingaggiano un combattimento e Schtemwolech grazie agli esperimenti praticati sul suo corpo sembra avere la meglio. Ascheriit tuttavia stanco di trattenersi ribalta le sorti dello scontro mettendolo in difficoltà. Schtemwolech riconoscendo lo stile di combattimento, scopre infine, di avere davanti il suo vecchio compagno Ascheriit sotto nuove sembianze. Le guerriere comandate da Schtemwolech tramite mezzi magici, essendo in superiorità numerica riescono a bloccare Ascheriit. Schtemwolech ordina i suoi sacerdoti di prepararlo a farne una cavia da laboratorio, bramoso di scoprire come Ascheriit abbia ottenuto un corpo giovane e apparentemente immortale. Koinzell sente improvvisamente, nella sua testa le grida di dolore delle ragazze trasformate in marionette da Schtemwolech che implorano di essere uccise. Koinzell in preda all'odio e alla sete di vendetta, scatena un potere enorme; trasformandosi in un angelo elfico, trucida i sacerdoti di Schtemwolech per poi mozzargli infine un braccio e una gamba. Messo con le spalle al muro, Schtemwolech terrorizzato, implora l'amico di fermarsi, ricordandogli gli anni passati assieme come compagni. Ascheriit risponde che lui ora è solo il primo della lista, e Schtemwolech viene infine smembrato sotto urla di dolore da Koinzell.


Barestar

È il secondo dei sette eroi a soccombere alla vendetta di Ascheriit. Prima di divenire uno delle quattrodici Sacre Lance, scelte dall'imperatore, era il figlio di un mercante che faceva affari di commercio con l'esercito. Il padre non lo prendeva in molta considerazione, poiché aveva visto che Barestar, non aveva istinto per gli affari, considerato forse come "l'ultima ruota del carro" nella famiglia. Divenuto compagno di Ascheriit e intrapreso con lui il viaggio. Barestar si rese ben presto conto che il suo compagno, possedeva una determinazione e una volontà che lui non aveva. Come gli altri sei, ebbe paura di proseguire e rimase indietro nella foresta della morte. Insieme agli altri sei, colpì a tradimento Ascheriit e i suoi altri compagni di ritorno dalla missione per prendersi il merito. Con una lancia ferì vigliaccamente Ascheriit da lontano finendo poi per massacrarlo. Tornato nell'impero, divenne conte, chiamato anche: il conte cannone, governando la regione Ledma. Nel corso degli anni, Barestar cerca di aumentare il proprio potere cercando di ingrandire il suo esercito, ma molte delle sue richieste gli vengono negate, mentre a Glenn furono concesse. Questo fece instaurare in Barestar un odio nascosto verso Glenn, considerandolo non diverso da lui, poiché anche egli si era macchiato del loro stesso crimine, di avere ucciso i loro stessi compagni. Fra tutti i sette eroi è quello che risente di più del delitto commesso nella foresta della morte, continuando ad avere incubi su Ascheriit, vedendolo come uno spirito vendicativo che sarebbe venuto presto ad ucciderli. Il suo stato mentale si aggrava ulteriormente quando viene ricevuto il messaggio che il conte Schtemwolech, uno dei sette eroi, è stato ucciso da Koinzell (Ascheriit). Questi avvenimenti rendono Barestar paranoico e mentalmente instabile, cominciando ad avere paura che chiunque, intorno a lui, voglia assassinarlo, portandolo ad uccidere le sue donne di compagnia e diffidare dai suoi stessi soldati. Viene convocato infine, insieme agli altri eroi, alla corte imperiale. L'imperatore da l'ordine di fermare e catturare Koinzell con ogni mezzo possibile, chiamato ormai "l'uccisore di eroi" Venendo a sapere che Koinzell si trova nella città libera Jullasballas, ignora l'ordine ricevuto di lasciare fare hai soldati di Glenn e fa attaccare la città dal suo esercito. A bordo del suo castello volante armato di cannoni magici, Barestar attacca la città radendola al suolo, portando il popolo a ribellarsi contro di lui e contrattaccare i suoi soldati. Koinzell a bordo di una nave presa all'esercito di Glenn riesce a sfondare le mura del suo castello. Barestar cerca di requisire una scialuppa di salvataggio per salvarsi, ma viene calciato via dai suoi stessi soldati che si danno alla fuga lasciandolo indietro. Raggiunto infine il conte, Ascheriit si presta ad ucciderlo. Barestar in preda alla pazzia regredisce con la mente a quando aveva intrapreso il viaggio con Ascheriit, affermando di volere tornare a casa da suo padre e i suoi fratelli sentendo che la vita di guerriero non faceva per lui, domandando infine ad Ascheriit dove si trovava il suo villaggio, così un giorno gli avrebbe fatto da guida per conoscerlo. Ascheriit tuttavia lo uccide con un colpo netto di spada, esclamando tra le lacrime che ormai aveva perso il posto dove voleva tornare e il futuro che lo attendeva, dandogli infine dello stupido, se non sapeva la strada di casa, non avrebbe potuto fargli da guida.


Glenn


Membro scelto dall'imperatore per entrare a far parte delle quattordici sacre lance per la salvezza dell'impero. Figlio diretto dell'imperatore. Giunto esausto alla foresta della morte, si rifiuta di continuare la missione, e per la paura rimane indietro a Schtemwolech, Lebelond, Ischudine, Gullengurv, Nigrenfeld e Barestar, mentre Ascheriit e gli altri tre continuano per concludere la missione. In preda alla gelosia e all'invidia convince gli altri ad uccidere i suoi stessi compagni di ritorno dalla missione. Glenne cavò l'occhio sinistro ad Ascheriit mentre lo massacrava. Di ritorno all'impero come uno dei sette eroi, venne nominato conte Glenn. Consapevole di avere commesso un crimine orribile, decise di diventare diretto garante dell'impero per potere espiare in qualche modo il crimine commesso in passato. Un'altra sua azione compiuta per cercare di espiare la propria colpa fu quello di edificare una tomba di quattro grandi pilastri di pietra in onore delle quattro lance del tradimento nella sua regione: Jber. La maestra Gulie insegnate di Glenn e Ascheriit fin dal suo ritorno non credette mai che Ascheriit passò al nemico divenendo poi un traditore. Sapendo la verità di quello che Glenn e gli altri fecero, non li perdonò continuando ad odiarli per oltre vent'anni. Glenn assiste insieme agli altri eroi al crollo delle mille lance di pietra percependo di una incombente minaccia abbattersi sull'impero. Giunto davanti alla zona del crollo delle mura, si mostra davanti ad Ascheriit ma che non riconosce poiché ha assunto nuove sembianze e si fa passare col nome di: Koinzell. Preso dalla sete di vendetta Ascheriit si butta contro Glenn cercando di ucciderlo, ma viene bloccato dai soldati di Glenn. La folla che li circonda incita il conte Glenn ad uccidere Koinzell, ma Glenn davanti al popolo gli concede la grazia credendo che fosse uno degli abitanti delle zone esterne che soffrivano per la carestia. Il popolo esulta per la magnanimità di Glenn. Dopo la morte di Schtemwolech e Barestar viene convocato dall'imperatore che ordina di catturare Koinzell per poterlo giustiziare. Glenn consapevole delle capacità combattive di Koinzell (Ascheriit) decide di farlo combattere contro il suo allievo Ifkes figlio di Kfes guerriero delle quattro lance del tradimento, compagno e amico di Ascheriit. A causa della morte di suo padre bollato come traditore a insaputa del popolo dai sette eroi, la regione che governava la famiglia di Kfes, cadde nel caos, per poi essere ripresa sotto il controllo di Glenn. La famiglia di Kfes finì infine nel ignominia, nel disonore e nella povertà. Glenn sentendosi responsabile e comprendendo di avere causato tutto questo per il suo crimine, forse per fare ammenda, prese sotto la sua ala il figlio di Kfes; Ifkes come apprendista addestrandolo all'accademia della spada dove in passato si allenarono Glenn e Ascheriit per farne il futuro Blatt Meister. Ifkes ingaggia un scontro con Koinzel, ma dopo una dura battaglia, ne esce infine sconfitto. Dopo la morte di due dei sette eroi, Glenn viene convocato dall'imperatore insieme hai restanti eroi. L'imperatore non apprezza quello che fece il conte Barestar alla città libera, e constatando che ne l'esercito di Schtemwolech, ne quello di Barestar, sono bastati a fermare l'avanzata di Koinzell, da pieno potere a Glenn di comandare l'esercito imperiale con lo scopo di fermarlo. Venuto a sapere che l'allievo di Glenn, Ifkes ha combattuto contro Koinzell, considerato come il futuro Blatt Meister, uscendone però sconfitto, afferma al suo stesso figlio Glenn, che trova un'assurdità, cercare qualcuno che possa essere allo stesso livello di Ascheriit. Queste parole sembrano far risentire molto Glenn. Gelnn cede infine la spada appartenuta un tempo ad Ascheriit ad Ifkes cosicché possa affrontare Koinzell ad armi pari al prossimo scontro. Venuto a conoscenza che il ribelle si sta avvicinando al luogo dove risiedono i restanti eroi, Glenn applica un piano per poterlo catturare. La strategia sembra funzionare e Koinzel viene messo alle strette. Tuttavia Lebelond, non accetta che Glenn faccia i suoi comodi nel suo territorio,e invia il suo esercito ad uccidere il ribelle. Ma le sue azioni fanno effetto contrario. Portando confusione da ambo le parti, permette così a Koinzell di scappare. In groppa a un drago, Ascheriit fa cadere una nave da battaglia e tramite la confusione si dirige verso Glenn e Lebelond. Lebelond sfida apertamente Koinzell a combattere contro di lui, ma egli lo sorpassa dando la priorità a Glenn. Dopo alcuni colpi contro Glenn, Koinzell ammette che il suo vecchio compagno ha fatto progressi, ma lo finisce all'istante squarciandogli il petto con la spada. Il corpo di Glenn viene infine portato nella terra di Jber. Per svariato tempo viene creduto morto, per poi comparire improvvisamente vivo e ringiovanito, con sul petto la cicatrice appartenuta alla lama di Koinzell. Riapparso davanti hai suoi soldati annuncia che scoglie l'esercito delle sette lance al suo servizio, affermando che ora non è più il conte Glenn.


Lebelond


Membro delle quattordici sacre lance scelte dall'imperatore per salvare l'impero e compagno di Ascheritt. giunti infine alla foresta della morte per concludere la missione, in preda alla paura rifiutò di proseguire. Convinto dalle parole di Glenn insieme agli altri sei, tese un imboscata ad Ascheritt, Gusstav, Kfer e Krentel massacrandoli. di ritorno dall'impero venne nominato insieme agli altri conte proclamato infine uno dei sette eroi. La regione che si guadagnò come conte sono le terre di Krohzen. Nei corse dei venti anni che fu conte, Lebelond cercò di acquistare sempre più potere per divenire il più potente dei sette eroi. Tutta via molte delle sue richieste furono respinte mentre a Glenn furono concesse. Come Berestar, anche Lebelond iniziò a provare sentimenti di sfida nei suoi confronti. Dopo la morte di Schtemwolech e Berestar, Lebelond viene convocato insieme agli altri conti dall'imperatore. Glenn si propone per fermare l'uccisore di eroi: Koinzell. L'imperatore da pieni poteri a Glenn di servirsi dell'esercito imperiale potendo sconfinare così nei territori degli altri conti. Lebelond non sopporta che l'esercito di Glenn agisca indisturbato nel suo territorio, e invia i suoi soldati per anticipare Glenn. La sua interferenza tutta via, ha effetto contrario. La strategia effettuata da Glenn per catturare Koinzell fallisce, permettendogli così di avvicinarsi al castello dove avevano preso temporanea dimora i conti restanti. Trovandosi davanti Koinzell, Lebelond lo sfida apertamente per fronteggiarlo a un duello singolo, ritenendosi superiore. Koinzell tutta via lo sorpassa dando la precedenza a Glenn per finirlo squarciandogli il petto, sotto gli occhi impauriti di Lebelond . Morto Glenn a Lebelond si presenta Ikfes, per nulla rattristato per la morte del conte Glenn chiede di divenire un soldato al suo servizio come unico desiderio di affrontare Koinzell. Accettando infine la sua richiesta Lebelond propone hai restanti soldati di Glenn, le sette lance di prenderli sotto al suo servizio, ma essi rifiutano. Lebelond inizia a provare disprezzo vero gli altri che lo guardano, vedendo nei loro occhi che essi lo ritengono inferiore rispetto a Glenn. Per dimostrarsi l'assoluto Garante dell'impero, chiede all'imperatore, il pieno potere di usare l'esercito imperiale. L'imperatore, rattristato per la morte di Glenn glielo concede. Ricevendo l'informazione dei suoi soldati che Koinzell si trova a Jber, Lebelond va rotta con il suo esercito per fermarlo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ France | ComiPress

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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