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Übel Blatt

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Übel Blatt
ユーベルブラット
Ubelblatt1.jpg
La copertina del primo volume italiano
manga
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Autore Etorouji Shiono
Editore Square Enix
Rivista Young Gangan
Target seinen
1ª edizione 25 luglio 2005
Periodicità irregolare
Tankōbon 18 (in corso)
Editore it. Jpop
Periodicità it. irregolare
Volumi it. 16 (in corso)
Generi fantasy, azione, dramma

Übel Blatt (ユーベルブラット Yūberu Buratto?, Spada Malvagia) è un manga seinen in corso di pubblicazione creato da Etorouji Shiono, ed è pubblicato sulla rivista Young Gangan della Square Enix. In Italia è pubblicato dalla casa Jpop a partire dal 2009. Fino ad oggi 18 volumi, incluso il volume 0, sono stati pubblicati in Giappone, di cui il volume 11, dopo un lungo periodo di interruzione, è stato pubblicato, per la prima volta, in contemporanea in Giappone, Francia e Italia il 9 febbraio 2012. Übel Blatt è tradotto anche in lingua francese e inglese, arrivando alla top 15 dei manga in Francia alla posizione 11.[1]

Capitoli[modifica | modifica wikitesto]

Volume Data di prima pubblicazione
Giappone Italia
0 Volume 0 25 luglio 2005 30 settembre 2008
1 Volume 1 25 luglio 2005 29 ottobre 2008
2 Volume 2 25 novembre 2005 30 novembre 2008
3 Volume 3 25 marzo 2006 8 febbraio 2009
4 Volume 4 25 settembre 2006 29 marzo 2009
5 Volume 5 25 aprile 2007 30 aprile 2009
6 Volume 6 25 ottobre 2007 5 luglio 2009
7 Volume 7 25 marzo 2008 27 settembre 2009
8 Volume 8 25 settembre 2008 20 dicembre 2009
9 Volume 9 25 marzo 2009 18 aprile 2010
10 Volume 10 25 settembre 2009 7 novembre 2010
11 Volume 11 9 febbraio 2012 9 febbraio 2012
12 Volume 12 25 settembre 2012 6 novembre 2013
13 Volume 13 25 marzo 2013 5 luglio 2014
14 Volume 14 25 ottobre 2013 2 maggio 2015
15 Volume 15 25 aprile 2014 14 novembre 2015
16 Volume 16 25 novembre 2014 27 febbraio 2016
17 Volume 17 25 maggio 2015

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Übel Blatt si svolge in un'ambientazione di tipo medievale-fantasy. Essa segue i passi di Koinzell, apparentemente un semplice bambino di razza ibrida, dal sangue umano ed elfico, che si distingue per una cicatrice che gli sfregia l'occhio sinistro. In realtà egli è il "Blatt Meister" Ascheriit, alla ricerca di vendetta contro coloro che lo tradirono e lo uccisero, e che adesso sono considerati i Sette Eroi dell'impero.

Circa vent'anni prima dell'inizio della vicenda narrata nel manga, veniamo a conoscenza della storia di Ascheriit, giovane spadaccino prodigioso la cui abilità gli consentì di raggiungere l'ambito titolo di Blatt Meister. Le sue gesta lo misero in luce al punto da far sì che facesse parte del gruppo dei quattordici uomini scelti dal regnante dell'Impero del Szaalenden per la pericolosa missione il cui fine era quello di respingere e sconfiggere un potente nemico invasore, Wischtech, tristemente noto per le sue potenti armi di distruzione e per gli oscuri sortilegi di cui si avvaleva. I quattordici eroi, ciascuno dei quali armato di una lancia benedetta dallo stesso imperatore (da cui il nome "Quattordici Lance"), si addentrarono nei territori logorati dalla guerra con il Nemico, perdendo nel periglioso viaggio tre dei loro compagni. Infine giunsero al limitare di una foresta, dove sette dei restanti undici decisero di rinunciare alla propria missione, temendo per la propria vita. Nonostante ciò Ascheriit e tre di quelli ancora determinati a seguire la volontà dell'imperatore decisero di non desistere, accettando i rischi mortali che il loro compito avrebbe comportato; addentratisi da soli nella foresta, incredibilmente riuscirono nell'impresa e tornarono vittoriosi. Fu allora che i sette rimasti indietro tesero un'imboscata ai loro compagni e li massacrarono. Al loro ritorno raccontarono all'imperatore un'ignobile menzogna, affermando di aver giustiziato Ascheriit ed i suoi compagni in quanto traditori, rivoltatisi contro di loro dopo essersi rifiutati di portare a termine la missione. In tal modo essi furono acclamati come salvatori del regno, e soprannominati i "Sette Eroi", mentre i quattro che furono uccisi divennero simbolo di tradimento e furono ribattezzati "Lance del Tradimento".

La storia racconta il viaggio di Ascheriit che, sopravvissuto al massacro, ha giurato di vendicarsi prendendo la testa suoi compagni traditori ora potenti, nobili e signori della guerra, immeritatamente acclamati dal popolo come eroi.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Protagonisti[modifica | modifica wikitesto]

Köinzell (ケインツェル Keintseru?)
Koinzell è il nome fittizio utilizzato da una delle lance ingiustamente etichettate "del tradimento", Ascheriit. Ripercorrendo la storia della sua vita, scopriamo che in origine era un orfano che ha lavorava come fabbro; in seguito, grazie alle sue doti innate, egli fu accettato come allievo nella scuola di scherma di Ms. Glea. Durante il suo addestramento si distinse per la sua eccezionale abilità; già dal primo giorno giunse quasi a padroneggiare la leggendaria tecnica delle "Ali Nere", pur avendo assistito una sola volta alla sua esecuzione. Tale prodezza non passò inosservata, né le aspettative che essa generò furono tradite: egli fu presto designato come il nuovo erede del titolo di "Blatt Meister", un onore concesso per tradizione solo agli spadaccini considerati veri maestri. Divenuto in seguito uno dei quattordici giovani scelti per portare le lance dell'imperatore e porre fine alla guerra con Wischtech, fece parte del ristretto gruppo che compì fino in fondo la propria missione. Come gli altri che lo seguirono,fu poi tradito e brutalmente assassinato dai propri stessi compagni, coloro che si fregiarono poi indegnamente del nome di "Sette Eroi". L'esecuzione di cui Ascheriit fu vittima fu particolarmente violenta e crudele: Glenn, il suo migliore amico, gli cavò l'occhio sinistro, dopodiché gli altri lo fecero letteralmente a pezzi, abbandonando al limitare di una foresta quello che ritenevano essere il suo cadavere. Ma il ragazzo, contrariamente ad ogni previsione, sopravvisse. Divorando le carni di una fata Ascheriit riuscì infatti a rigenerare il proprio corpo, mescolando di conseguenza il proprio sangue umano con quello della creatura: a causa di ciò il suo aspetto è mutato in quello di un ibrido umano-fata, dalle aggraziate fattezze quasi infantili, la carnagione pallida e gli occhi scarlatti. Koinzell è indubbiamente da considerarsi uno dei migliori combattenti della serie, sia per le tecniche di spada di elevato livello da lui padroneggiate (tra cui le leggendarie "Ali Nere"), sia per la sua insolita capacità di evocare un'enorme massa nera di spade incatenate dal suo polso destro, che rispondono al suo comando. Egli inoltre è in grado di trarre potere dalle lune gemelle del suo mondo, anche se fatica a non abusare dello stesso, finendo spesso per esaurire le proprie energie: in questi frangenti il suo corpo sembra rimpicciolire, e il suo aspetto diviene ancora più infantile. In apparenza freddo, spietato, talvolta addirittura brutale (soprattutto quando si dedica alla caccia di quanti lo hanno tradito), è in realtà capace di grande lealtà e spirito di sacrificio nei confronti di coloro che considera amici e alleati, mettendo spesso a rischio per loro la propria stessa vita. Da questo si può facilmente intuire che dietro lo spietato vendicatore si cela ancora l'eroe generoso di un tempo, per quanto indurito dalle numerose traversie che è stato costretto ad affrontare.
Ato (アト Ato?)
Terza principessa del clan Kusharundo, è una giovane ragazza combattiva e coraggiosa, nonché un'abile guerriera; in origine, ella combatteva al fianco dell'amato fratello Klato in difesa dei confini del regno. Dopo la morte di quest'ultimo, giurò vendetta nei confronti di Koinzell, suo carnefice. Ato non riusciva infatti ad accettare che l'uccisione di Klato fosse stata in realtà un atto di pietà da parte del guerriero, poiché la mente e il corpo del ragazzo erano stati profondamente ed irrimediabilmente corrotti dagli esperimenti disumani condotti su di lui dalla falsa Güsstav. Ancora acerba nella sua padronanza delle tecniche di spada, impulsiva ed inesperta, ovviamente non riuscì sulle prime ad ottenere la sua vendetta nei confronti di un guerriero esperto come Koinzell; tuttavia nel corso del suo inseguimento, e attraverso i primi scontri con lui, finì per imparare a rispettarlo giungendo a comprendere le reali motivazioni del suo gesto. Da quel momento Ato è divenuta la sua allieva nonché compagna inseparabile. Ansiosa di mettersi in luce agli occhi dell'amato maestro, ossessionata dal desiderio di essere all'altezza delle sue aspettative, spesso si mette impulsivamente in situazioni pericolose e potenzialmente mortali. Durante uno scontro, nel tentativo di proteggere Koinzell, Ato è stata mortalmente ferita: il sacrificio della ragazza ha profondamente colpito quest'ultimo, che ha finalmente compreso la profondità dei sentimenti di lei. Egli è riuscito a salvarla donandole il proprio sangue, che ne ha guarito le ferite rendendola a sua volta una creatura ibrida umano-fata. Attualmente è in viaggio con lui e lo sostiene nella sua ricerca di vendetta.
Peepi (ピーピ Pīpi?)
Peepi è una bambina elfica, unica superstite del villaggio devastato di Miruel-Mirael. Quando assieme ad altri profughi tentò di attraversare illegalmente il confine con l'impero, fu catturata e rischiò di essere uccisa. Fu salvata da Koinzell, che per riuscire ad impedire la sua morte senza spargimento di sangue si spacciò per suo fratello. Egli in quel frangente si rivolse a lei con il nome fittizio di "Peepi", con il quale in seguito continuò ad essere identificata (ad oggi, il suo vero nome non è ancora noto). Poiché è ancora una bambina, talvolta appare fragile ed è molto facile farla piangere; in realtà ha un carattere molto più forte di quanto sembri, e nei momenti di crisi è in grado di dimostrare un'insospettabile forza d'animo. Il suo sangue elfico le conferisce una naturale propensione per le arti magiche, nelle quali ha dimostrato di avere un discreto talento.

Ikfes[modifica | modifica wikitesto]

È il figlio secondo genito di Kfer: membro delle Quattro Lance del Tradimento. Ikfes era destinato ad essere il legittimo erede che avrebbe governato le terre della sua famiglia: Jber. Ancora prima che nascesse a causa della morte del padre per mano dei sette eroi, bollato come traditore dell'impero, le terre di Jber caddero nel caos e la sua famiglia finì nella miseria, nel ignomia e nel disonore. A causa delle continue persecuzione, la famiglia di Ikfes fu costretta a restare nascosta. Ikfes nacque infine nella più totale miseria, continuando ad essere mal visto da chiunque lo incontrava. Glenn sentendosi responsabile della morte di suo padre, per fare in qualche modo ammenda, lo prese sotto la sua ala, addestrandolo all'accademia della spada dove un tempo si allenò con Ascheriit, per farne il futuro Blatt Meister, sotto lo sguardo indagatore della maestra Gurye. Ikfes stesso non si definisce umano, ma solo uno schiavo che obbedisce al conte Glenn, ritenendolo l'unico uomo che lo abbia trattato con riguardo. Durante uno degli attacchi di Koinzell contro i sette eroi definito dall'impero ora L'uccisore di Eroi dopo avere ucciso due di essi: Schtemwolech e Berestar, Ikfes ingaggia uno scontro con lui, ma ne esce sconfitto, poiché Koinzell sfoggià una delle tecniche segrete dell'accademia della spada: Le Ali Nere. Ikfes rimane stupito di vedere tale tecnica, poiché solo Ascheriit: il precedente Blait Master riuscì ad apprenderla. Eccitato per il combattimento contro Koinzell, Ikfes fa ritorno all'accademia della spada per rafforzarsi per riuscire a rivaleggiare contro Koinzell nel suo prossimo scontro. Glenn gli dona infine la spada appartenuta ad Ascheriit perché così possano essere alla pari. In seguito alla morte del suo maestro per mano di Koinzell, Ikfes per nulla rattristato si offre come guardia del corpo di Lebelond per avere l'occassione di trovare Koinzell che era stato individuato nelle terre di Jebr. Trovatoselo difronte alle porte delle fortezza di Lebelod, I due avversari si riaffrontano. Ifkfes mostrà fin da subito grandi miglioramenti dopo il loro precedente scontro. Il combattimento si trasforma infine in un epico duello, e Ikfes inizia a provare stima e ammirazione verso Koinzell che a sua volta è entusiato di affrontare in combattimento il figlio del duo defunto amico Kfes. Ikfes tuttavia si rifiuta di uccidere Koinzell volendo che gli faccia da maestro per imparare le ali nere. In quel momento Lebelond vigliaccamente, fa colpire entrambi con i suoi cannoni magici. Nonostante il colpo ricevuto Ikfes è spravissuto. Convocato infine da Lebelond che è divenuto intanto il nuovo generale dell'impero, come gesto di riconoscenza per averlo aiutato ad uccidere Koinxell gli regala una delle regioni. Ifkes tuttavia non è interessato a tali cose, cominciando a vedere Lebelond con aria fredda per avere interferito nel combattimento di Koinzell che stava cominciando a stimare. Scorpendo in seguito che il suo maestro Glenn è ancora vivo e anche Koinzell, Ikfes si dirige verso la zona in cui si trovano. Trovandoli infine a scontrarsi, scopre infine che Glenn intende diventare il nuovo sovrano di quelle terre e per farlo uccide il suo stesso padre, l'imperaotre. Ikfes punta la spada contro di Glenn, benché sia il suo maestro, poiché aveva giurato fedeltà verso l'impero promettendo di proteggerlo dai suoi nemici. Unendo le forze insieme a Koinzell che scopre infine trattarsi di Ascheriit, i due generano una tornando oscuro delle ali nere per colpire Glenn. Ma questi ferma il loro attacco con enorme semplicità ferendo gravemnte entrambi. Prossimo cadere in un burrone, Ikfes viene salvato tempestivamente dai nuovi amici di Koinzell che lo portano a bordo di una nave volante. Ripreso dalle ferite dello scontro, Ascheriit insieme hai suoi compagni gli rivelà la verità. Scoprendo infine che suo padre Kfes venne ucciso da Glenn e dagli altri sette eroi bollato come traditore, ne rimane distrutto. Ripresosi dalle ferite, in compagnia di Koinzell, Ikfes fa ritrono all'accademia della spada. Preso dalla più totale collera inizia a fronteggiare dozzine di soldati per migliorare il più rapidamente possibile le sue capacità, per superare la forza di Glenn. Non soddisfatto, sentendo che Glenn è a un livello superiore, chiede ad Ascheriit di allenarsi insieme a lui, poiché la loro tecnica più forte non ha potuto niente contro Gelnn. La mestra Gurye cerca di far desistere Ikfes spiegando che è ancora troppo presto per lui affrontare Glenn. Ma Ikfes furibondo, esclama che per tutto quel tempo ha servito l'assassino di suo padre, offrendogli la sua spada e la sua obbedienza. Scoprendo solo dopo che Glenn è il responsabile della morte di suo padre e di tutte le disgrazie capitate alla sua famiglia. Ikfes giura apertamente vendetta verso Glenn e che non si sarebbe fermato finché non lo avrà ucciso.

Elsaria[modifica | modifica wikitesto]

I Tre Preziosi Defunti[modifica | modifica wikitesto]

Membri delle quattordici lance scelte dall'imperatore in persona per salvare l'impero, compagni e amici di Ascheriit. Sono i primi a perdere la vita durante il tragitto per permettere ai compagni restanti di proseguire la missione.

Ergnach[modifica | modifica wikitesto]

È il primo a perdere la vita durante il viaggio, sacrificandosi per generare un grande cerchio magico da cui vennero generate le Mille Lance di Pietra: un muro impenetrabile per dividere l'impero dalle terre oscure. Il corpo di Ergnach si fuse con le mura diventando il perno sostante delle mura. Venne edificato un tempio intorno ad esso venendo venerato come una preziosa reliquia. Ascheriit dopo essere tornato nell'impero sotto mentite spoglie raggiunto il tempio si trova di fronte la salma pietrificate del suo vecchio compagno e amico. Ascheriit ammette di trovarlo indegno che Ergnach venga definito ora solo un servo dei sette eroi, per l'enorme sacrificio che fece per proteggere la popolazione. Raccontando la verità di quello che fecero i sette eroi nella foresta della morte massacrando i loro stessi amici e compagni. Rammentando che il più grande desiderio di Ergnach era che tutti quanti loro sarebbero sempre stati amici compagni vivendo insieme altre avventure, proteggendo insieme l'impero. Koinzell ringrazia infine Ergnach per avere difeso l'impero, intenzionato ora a passare nelle terre imperiali, per vendicarsi dei sette eroi. Koinzell distrugge a malincuore il corpo del suo amico Ergnach per passare nelle terre imperiali giurando che li avrebbe uccisi. La distruzione del corpo di Ergnach spezza di conseguenza il cerchio magico facendo svanire le mille lance di pietra che dividevano l'impero dalle terre di Wischtech. Non è risaputo cosa accadde agli altri.

Le Quattro Lance del Tradimento[modifica | modifica wikitesto]

Membri delle quattordici sacre lance scelte dall'imperatore per la salvaguardia dell'impero dalle terre oscure Wischtech. Secondo la storia tradirono il volere dell'imperatore e del popolo schierandosi con il nemico venendo infine sconfitti dai sette eroi, chiamati di seguito: Le Lance del Tradimento. La verità della storia fu che quando tre delle quattordici lance persero la vita, rimanendo infine in undici, i sette futuri eroi, in preda alla paura rifiutarono di proseguire la missione, rimanendo indietro. I quattro perseguirono da soli il viaggio portandola a compimento. Giunti di ritorno, i sette eroi gli tesero un'imboscata, massacrando i loro stessi amici e compagni prendendosi la fama e la gloria per loro. I quattro indeboliti dalla traversata del viaggio non riuscirono a reagire venendo infine sopraffatti e uccisi. Ritornati all'impero i sette nuovi eroi, accusarono i quattro di tradimento bollandoli come traditori, infangando la loro fama e reputazione.

Ascheriit[modifica | modifica wikitesto]

Il più giovane delle Quattordici Sacre Lance scelte dall'imperatore. Fin da piccolo, Ascheriit mostrò un eccezionale bravura nell'arte della spada, apprendendo in breve tempo tutte le tecniche di scherma. In poco tempo divenne uno dei più grandi spadaccini dell'impero ottenendo il titolo di Bleit Master. Benché i sette eroi lo massacrarono nelle foresta della morte, buttandolo infine giù da una rupe, nonostante le condizioni in cui versava, Ascheriit riuscì miracolosamente a sopravvivere. Divorando istintivamente una fata nel bosco, il suo corpo si rigenerò assumendo fattezze elfiche e misteriosi poteri. Impiegando quindici anni, Ascheriit riuscì a tornare nelle terre imperiali, giurando vendetta contro i sette eroi e che niente lo avrebbe fermato per ucciderli. Fù Ascheriit in persona, a forgiare le quattordici sacre lance con della pietra fatata, che l'imperatore consegno a loro in seguito per salvare l'impero.

Kfer[modifica | modifica wikitesto]

È fisicamente il più grosso e robusto delle quattordici lance. La sua famiglia gestisce e governa le terre di Jber. Ucciso infine dai sette eroi, e bollato infine come traditore, le sue terre caddero nel caos e la sua famiglia finì nella miseria e nell'ignomia nel disonore e nella povertà. Suo figlio Ifkes poco più di un bambino venne accolto da Glenn che per fare ammenda per avere ucciso suo padre lo addestrò a farlo diventare un guerriero per farne il successore Bleit Master.

Krentel[modifica | modifica wikitesto]

Membro femminile delle quattordici lance scelte dall'imperatore. Non si sa molto sul suo conto, se non, che nonostante la sua giovane età, mostrò delle doti di magia fuori dal comune, riuscì a proteggere i suoi compagni fino alla foresta della morte. Viene uccisa a tradimento dai sette eroi di ritorno dalla missione.

Gustav[modifica | modifica wikitesto]

Secondo membro femminile insieme a Krentel delle quattordici lance dell'imperatore. La sua pelle è olivastra con caratteri fisicamente elfici. Probabilmente non umana. Ha un fisico particolarmente attraente, compensato da grandi capacità nell'utilizzo della spada. Perde la vita di ritorno dalla missione massacrata dai sette eroi.

I Sette Eroi[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo erano parte dei quattordici scelti dall'imperatore in persona per compiere una missione per la salvezza del popolo dalle terre oscure Wischtech. Come loro simbolo l'imperatore donò a loro delle lance, dotate di poteri magici per attraversare le terre oscure. I quattordici scelti furono chiamati infine: le sacre lance. La storia racconta che durante il viaggio dei quattordici eroi, tre morirono durante il viaggio, chiamati poi; i preziosi defunti. Quattro si ribellarono e si allearono con il nemico venendo infine abbattuti, vennero chiamati le "Lance del tradimento". Infine i grandi sette tornarono incolumi, riportando così la pace sulla terra di Szaalandien. Per il successo dell'impresa, l'imperatore li nominò ufficialmente i "Sette Eroi" guadagnandosi così la stima del popolo, ricevendo fama, fortuna, terre, ricchezze e potere. La verità della storia fu: che quando tre delle sacre lance morirono durante il viaggio, rimanendo infine in undici, giunti alla foresta della morte, ultima tappa per concludere la missione, i sette futuri eroi, per paura, si rifiutarono di proseguire, rimanendo indietro. I quattro rimasti andarono avanti e conclusero la missione. A ritorno i sette futuri eroi, gli tesero un'imboscata, massacrarono e uccisero i loro stessi amici e compagni, prendendosi infine la fama e la gloria per loro. Di ritorno dall'imperatore, i sette eroi, accusarono i quattro di tradimento, facendo così infangare il loro nome e la loro reputazione, bollandoli infine come traditori. Ascheriit uno dei quattro, creduto morto dai sette, nonostante le gravi condizioni in cui versava, riuscì a sopravvivere. Divorando istintivamente una fata che abitava nella foresta, si fuse infine con essa acquisendo un corpo giovane, dalle fattezze elfiche, dotato di strani poteri, e che non sembra risentire dalla malattia o della vecchiaia. Ascheriit giurò vendetta verso i sette eroi e che non si sarebbe fermato di fronte a nulla finché non li avesse uccisi tutti. Si mostrano per la prima volta nella storia, tutti riuniti insieme, in un accampamento per sedare una rivolta interna, nelle periferie dell'impero, dovute alla povertà di coloro che stanno all'esterno delle mura. Assistendo da lontano alla distruzione delle mille lance di pietra per mano di Koinzell, provano un senso di terrore, intuendo l'avversari della profezia dell'ancella della luna.

Schtemwolech[modifica | modifica wikitesto]

Compagno e amico di Ascheriit. Un tempo, era un bandito, fu scelto poi dall'imperatore per la missione per la salvezza dell'impero. Insieme ai suoi compagni intraprese la missione con Ascheriit. Giunto infine alla foresta della morte, in preda alla paura, Schtemwolech rimase indietro insieme agli altri sei lasciando che Ascheriit la concludesse. Corrotto dalla fama, dalle ricchezze, e dal potere che avrebbe ricevuto, tradisce i suoi stessi compagni e amici, trucidandoli a ritorno della missione compiuta. Ad Ascheriit mozzò il braccio destro prima che gli altri sei lo finissero. Divenuto uno dei sette eroi, una volta fatto ritorno dall'impero, Schtemwolech venne nominato conte regionale di Mollan. Dopo essere diventato conte regionale, con il suo potere a disposizione, mantenne un equilibrio di pace nelle sue terre a causa di famiglie nobili in continuo conflitto, facendola durare per venti anni. Fondò poi un tempio di monaci guerrieri che venne costruito nella zona di confine dell'impero vicino a Ergnach, uno dei tre preziosi defunti che si sacrificò evocando con la magia un muro chiamato; le mille lance di pietra, dividendo così l'impero dalle terre oscure. I monaci guerrieri non si fecero scrupoli ad usare la loro autorità per tassare ed uccidere qualsiasi cittadino che non rispettava le loro regole servendosi della fama di Schtemwolech per non essere giudicati dalla legge e la giustizia. Assiste in lontananza insieme agli altri eroi, alla distruzione delle mille lance di pietra per mano di Ascheriit sotto le nuove sembianze elfiche nominatosi Koinzel, giunto nell'impero per ottenere vendetta verso i sette eroi che hanno massacrato lui e i suoi altri compagni bollandoli come traditori. Tale avvenimento lo spaventa tanto, percependo di una catastrofe imminente. Nonostante le apparenze, Schtemwolech nel corso dei vent'anni passati, rapì nell'ombra ragazze di razze elfiche, per via del loro sangue magico. Deportandole di nascosto dai suoi uomini nei sotterranei del suo castello, le sottopose ad esperimenti di ogni genere per cercare di potenziare il proprio corpo, cercando di ottenere l'immortalità. Schtemwolech dopo essere divenuto conte regionale, in preda al delirio di onnipotenza di essere superiore a qualsiasi altro individuo, non si fece scrupoli a sacrificare gente innocente per raggiungere il suo obbiettivo. Dei sette eroi è il primo a subire la vendetta spietata di Koinzel (Ascheriit). Koinzel grazie all'aiuto dei suoi nuovi amici e compagni, sorpassa le linee nemiche protette da soldati che credono nella grande stima di Schtemwolech, infiltrandosi infine nei sotterranei. Schtemwolech per via del nuovo aspetto di Ascheriit non riconosce il suo vecchio compagno. Osservando orripilato i resti di migliaia di vittime usate da Schtemwolech per i suoi esperimenti magici, Ascheriit comprende che il suo ex compagno è rimasto marcio nell'animo come in passato, ammettendo infine compiaciuto, che lo ucciderà senza remore e con grande soddisfazione. I due ingaggiano un combattimento e Schtemwolech grazie agli esperimenti praticati sul suo corpo sembra avere la meglio. Ascheriit tuttavia stanco di trattenersi ribalta le sorti dello scontro mettendolo in difficoltà. Schtemwolech riconoscendo lo stile di combattimento, scopre infine, di avere davanti il suo vecchio compagno Ascheriit sotto nuove sembianze creduto morto anni fa nella foresta della morte. Le guerriere comandate da Schtemwolech tramite mezzi magici, essendo in superiorità numerica riescono a bloccare Ascheriit. Schtemwolech ordina i suoi sacerdoti di prepararlo a farne una cavia da laboratorio, bramoso di scoprire come Ascheriit abbia ottenuto un corpo giovane e apparentemente immortale. Koinzell sente improvvisamente, nella sua testa le grida di dolore delle ragazze trasformate in marionette da Schtemwolech che implorano di essere uccise. Koinzell in preda all'odio e alla sete di vendetta, scatena un potere enorme; trasformandosi in un angelo elfico, trucida i sacerdoti di Schtemwolech per poi mozzargli infine un braccio e una gamba. Messo con le spalle al muro, Schtemwolech terrorizzato, implora l'amico di fermarsi, ricordandogli gli anni passati assieme come compagni. Ascheriit risponde che lui ora è solo il primo della lista, e Schtemwolech viene infine smembrato sotto urla di dolore.

Barestar[modifica | modifica wikitesto]

È il secondo dei sette eroi a soccombere alla vendetta di Ascheriit. Prima di divenire uno delle quattordici Sacre Lance, scelte dall'imperatore, era il figlio di un mercante che faceva affari di commercio con l'esercito. Il padre non lo prendeva in molta considerazione, poiché aveva visto che Barestar, non aveva istinto per gli affari, considerato forse come "l'ultima ruota del carro" nella famiglia. Divenuto compagno di Ascheriit e intrapreso con lui il viaggio. Barestar si rese ben presto conto che il suo compagno, possedeva una determinazione e una volontà che lui non aveva. Come gli altri sei, ebbe paura di proseguire e rimase indietro nella foresta della morte. Insieme agli altri sei, colpì a tradimento Ascheriit e i suoi altri compagni di ritorno dalla missione per prendersi il merito. Con una lancia ferì vigliaccamente Ascheriit da lontano finendo poi per massacrarlo. Tornato nell'impero, divenne conte, chiamato anche: il conte cannone, governando la regione Ledma. Nel corso degli anni, Barestar cerca di aumentare il proprio potere cercando di ingrandire il suo esercito, ma molte delle sue richieste gli vengono negate, mentre a Glenn furono concesse. Questo fece instaurare in Barestar un odio nascosto verso Glenn, considerandolo non diverso da lui, poiché anch'egli si era macchiato del loro stesso crimine, di avere ucciso i loro stessi compagni. Fra tutti i sette eroi è quello che risente di più del delitto commesso nella foresta della morte, continuando ad avere incubi su Ascheriit, vedendolo come uno spirito vendicativo che sarebbe venuto presto ad ucciderli. Il suo stato mentale si aggrava ulteriormente quando viene ricevuto il messaggio che il conte Schtemwolech, uno dei sette eroi, è stato ucciso da Koinzell (Ascheriit). Questi avvenimenti rendono Barestar paranoico e mentalmente instabile, cominciando ad avere paura che chiunque, intorno a lui, voglia assassinarlo, portandolo ad uccidere le sue donne di compagnia e diffidare dai suoi stessi soldati. Viene convocato infine, insieme agli altri eroi, alla corte imperiale. L'imperatore da l'ordine di fermare e catturare Koinzell con ogni mezzo possibile, chiamato ormai "l'uccisore di eroi" Venendo a sapere che Koinzell si trova nella città libera Jullasballas, ignora l'ordine ricevuto di lasciare fare hai soldati di Glenn e fa attaccare la città dal suo esercito. A bordo del suo castello volante armato di cannoni magici, Barestar attacca la città radendola al suolo, portando il popolo a ribellarsi contro di lui e contrattaccare i suoi soldati. Koinzell a bordo di una nave presa all'esercito di Glenn riesce a sfondare le mura del suo castello. Barestar cerca di requisire una scialuppa di salvataggio per salvarsi, ma viene calciato via dai suoi stessi soldati che si danno alla fuga lasciandolo indietro. Raggiunto infine il conte, Ascheriit si presta ad ucciderlo. Barestar in preda alla pazzia regredisce con la mente a quando aveva intrapreso il viaggio con Ascheriit, affermando di volere tornare a casa da suo padre e i suoi fratelli sentendo che la vita di guerriero non faceva per lui, domandando infine ad Ascheriit dove si trovava il suo villaggio, così un giorno gli avrebbe fatto da guida per conoscerlo. Ascheriit tuttavia lo uccide con un colpo netto di spada, esclamando tra le lacrime che ormai aveva perso il posto dove voleva tornare e il futuro che lo attendeva, dandogli infine dello stupido, se non sapeva la strada di casa, non avrebbe potuto fargli da guida.

Glenn[modifica | modifica wikitesto]

Membro scelto dall'imperatore per entrare a far parte delle quattordici sacre lance per la salvezza dell'impero. Figlio diretto dell'imperatore. Giunto esausto alla foresta della morte, si rifiuta di continuare la missione, e per la paura rimane indietro a Schtemwolech, Lebelond, Ischudine, Gullengurv, Nigrenfeld e Barestar, mentre Ascheriit e gli altri tre continuano per concludere la missione. In preda alla gelosia e all'invidia convince gli altri ad uccidere i suoi stessi compagni di ritorno dalla missione. Glenne cavò l'occhio sinistro ad Ascheriit mentre lo massacrava. Di ritorno all'impero come uno dei sette eroi, venne nominato conte Glenn. Consapevole di avere commesso un crimine orribile, decise di diventare diretto garante dell'impero per potere espiare in qualche modo il crimine commesso in passato. Un'altra sua azione compiuta per cercare di espiare la propria colpa fu quello di edificare una tomba di quattro grandi pilastri di pietra in onore delle quattro lance del tradimento nella sua regione: Jber. La maestra Gulie insegnate di Glenn e Ascheriit fin dal suo ritorno non credette mai che Ascheriit passò al nemico divenendo poi un traditore. Sapendo la verità di quello che Glenn e gli altri fecero, non li perdonò continuando ad odiarli per oltre vent'anni. Glenn assiste insieme agli altri eroi al crollo delle mille lance di pietra percependo di una incombente minaccia abbattersi sull'impero. Giunto davanti alla zona del crollo delle mura, si mostra davanti ad Ascheriit ma che non riconosce poiché ha assunto nuove sembianze e si fa passare col nome di: Koinzell. Preso dalla sete di vendetta Ascheriit si butta contro Glenn cercando di ucciderlo, ma viene bloccato dai soldati di Glenn. La folla che li circonda incita il conte Glenn ad uccidere Koinzell, ma Glenn davanti al popolo gli concede la grazia credendo che fosse uno degli abitanti delle zone esterne che soffrivano per la carestia. Il popolo esulta per la magnanimità di Glenn. Dopo la morte di Schtemwolech e Barestar viene convocato dall'imperatore che ordina di catturare Koinzell per poterlo giustiziare. Glenn consapevole delle capacità combattive di Koinzell (Ascheriit) decide di farlo combattere contro il suo allievo Ifkes figlio di Kfes guerriero delle quattro lance del tradimento, compagno e amico di Ascheriit. A causa della morte di suo padre bollato come traditore a insaputa del popolo dai sette eroi, la regione che governava la famiglia di Kfes, cadde nel caos, per poi essere ripresa sotto il controllo di Glenn. La famiglia di Kfes finì infine nel ignominia, nel disonore e nella povertà. Glenn sentendosi responsabile e comprendendo di avere causato tutto questo per il suo crimine, forse per fare ammenda, prese sotto la sua ala il figlio di Kfes; Ifkes come apprendista addestrandolo all'accademia della spada dove in passato si allenarono Glenn e Ascheriit per farne il futuro Blatt Meister. Ifkes ingaggia un scontro con Koinzel, ma dopo una dura battaglia, ne esce infine sconfitto. Dopo la morte di due dei sette eroi, Glenn viene convocato dall'imperatore insieme hai restanti eroi. L'imperatore non apprezza quello che fece il conte Barestar alla città libera, e constatando che ne l'esercito di Schtemwolech, ne quello di Barestar, sono bastati a fermare l'avanzata di Koinzell, da pieno potere a Glenn di comandare l'esercito imperiale con lo scopo di fermarlo. Venuto a sapere che l'allievo di Glenn, Ifkes ha combattuto contro Koinzell, considerato come il futuro Blatt Meister, uscendone però sconfitto, afferma al suo stesso figlio Glenn, che trova un'assurdità, cercare qualcuno che possa essere allo stesso livello di Ascheriit. Queste parole sembrano far risentire molto Glenn, che cede infine la spada appartenuta un tempo ad Ascheriit ad Ifkes cosicché possa affrontare Koinzell ad armi pari al prossimo scontro. Venuto a conoscenza che il ribelle si sta avvicinando al luogo dove risiedono i restanti eroi, Glenn applica un piano per poterlo catturare. La strategia sembra funzionare e Koinzel viene messo alle strette. Tuttavia Lebelond, non accetta che Glenn faccia i suoi comodi nel suo territorio,e invia il suo esercito ad uccidere il ribelle. Ma le sue azioni fanno effetto contrario. Portando confusione da ambo le parti, permette così a Koinzell di scappare. In groppa a un drago, Ascheriit fa cadere una nave da battaglia e tramite la confusione si dirige verso Glenn e Lebelond. Lebelond sfida apertamente Koinzell a combattere contro di lui, ma egli lo sorpassa dando la priorità a Glenn. Dopo alcuni colpi contro Glenn, Koinzell ammette che il suo vecchio compagno ha fatto progressi, ma lo finisce all'istante squarciandogli il petto con la spada. Il corpo di Glenn viene infine portato nella terra di Jebr. Per svariato tempo viene creduto morto, per poi comparire improvvisamente vivo e ringiovanito, con sul petto la cicatrice appartenuta alla lama di Koinzell. Riapparso davanti ai suoi soldati annuncia che scoglie l'esercito delle sette lance al suo servizio, affermando che ora non è più il conte Glenn.

Lebelond[modifica | modifica wikitesto]

Membro delle quattordici sacre lance scelte dall'imperatore per salvare l'impero e compagno di Ascheritt. Giunto infine alla foresta della morte per concludere la missione, in preda alla paura rifiutò di proseguire. Convinto dalle parole di Glenn insieme agli altri sei, tese un'imboscata ad Ascheritt, Gusstav, Kfer e Krentel massacrandoli. Di ritorno dall'impero, accusò insieme agli altri, i quattro per tradimento. Venendo nominato conte, divenendo infine uno dei sette eroi, la regione che si guadagnò furono: le terre di Krohzen. Lebelond si dimostrò un conquistatore estremamente brutale e crudele, trasmettendo tali metodi anche hai suoi dieci figli. Il quarto figlio Barand, a soli nove anni, gli fu assegnato il comando di alcune truppe, arrivando a massacrare perfino donne e bambini. Per fiaccare ed intimidire le rivolte, impalò le teste dei ribelli su dei pali di legno, mettendole sui confini. Lebelond si complimentò con il figlio, che in questo modo avrebbe eguagliato i suoi fratelli maggiori. Nel corso dei venti anni dopo il tradimento nella foresta della morte, Lebelond cercò di acquistare sempre più potere, per divenire il più potente dei sette eroi, come obiettivo finale di diventare il nuovo imperatore. Tuttavia, molte delle sue richieste furono respinte dall'impero, mentre a Glenn furono concesse. Come Berestar, Lebelond iniziò a provare sentimenti di sfida e di odio nei suoi confronti, poiché Glenn si mostra ad un livello superiore agli altri eroi. alcuni anni dopo il tradimento, Lebelond esclama furibondo che per quanto cerchi di nasconderlo, Glenn è "peccatore" come loro. Dopo la morte di Schtemwolech e Berestar, Lebelond viene convocato insieme agli altri alla corte imperiale. L'imperatore da pieni poteri a Glenn di servirsi dell'esercito imperiale potendo sconfinare così nei territori degli altri sette eroi per fermare Koinzell ora chiamato "Uccisore di eroi". Lebelond non sopporta che l'esercito di Glenn agisca indisturbato nel suo territorio, e invia il suo esercito per anticipare Glenn durante la caccia. La sua interferenza tuttavia, ha effetto contrario. La strategia effettuata da Glenn per catturare Koinzell fallisce, permettendogli così di avvicinarsi al castello dove avevano preso temporanea dimora gli Eroi restanti. Trovandosi davanti Koinzell, Lebelond lo sfida apertamente per fronteggiarlo a un duello singolo, ritenendosi superiore. Koinzell tuttavia, lo sorpassa, dando la precedenza a Glenn, squarciandogli infine il petto, sotto gli occhi scioccati dei presenti. Con la morte di Glenn, Lebelond segretamente compiaciuto della sua dipartita, inizia il suo piano per divenire imperatore. Ikfes, per nulla rattristato per la morte del suo maestro, chiede di divenire un soldato al suo servizio come unico desiderio di ritrovare Koinzell. Accettando la sua richiesta, Lebelond propone infine hai restanti soldati di Glenn: le sette lance, di prenderli sotto al suo servizio. Essi tuttavia rifiutano, rimanendo fedeli al loro vecchio conte. Lebelond inizia a provare odio verso gli altri vedendo nei loro occhi che essi lo ritengono inferiore rispetto a Glenn. Per dimostrarsi l'assoluto Garante dell'impero, chiede all'imperatore, il pieno potere di usare l'esercito imperiale. L'imperatore, rattristato e abbattuto per la morte del figlio glielo concede. Scoprendo che Koinzell si trova a Jebr, Lebelond fa rotta con il suo esercito per intercettarlo, insieme al suo primo figlio Galerial, il terzo Rozgunner, il quarto Barand, la quinta figlia Spads e il sesto Gueruud. Giunto nella grande gola di Jebr, Lebelond inizia a costruire il suo quartier generale, ordinando hai suoi figli di andare a parlare con i capi che dirigono le fazioni separate della regione, di consegnarli Koinzell che ha trovato asilo nella loro terra. Tuttavia nessuno dei capi ha intenzione di consegnarlo, consapevoli della reputazione sanguinaria del conte. Lebelond da infine un ultimatum: che se non gli avessero consegnato il ribelle entro dieci giorni, avrebbe accusato la regione Jebr di tradimento verso l'impero, per poi infine invaderli. Passato il tempo stimato, i capi delle fazioni mandano dei messaggeri per riferire di non essere stati in grado di trovarlo. Lebelond per tutta risposta fa ghigliottinare i messaggeri mostrando infine le loro teste su delle lance. Sul punto di iniziare l'invasione, Koinzell al galoppo di una bestia che si rivela il re della foresta proibita si presenta davanti a Lebelond fermando l'attacco. Mentre Koinzell avanza, le porte della base di Lebelond si aprono lasciando uscire Ifkes desideroso di scontrarsi una seconda volta con Koinzell. Scoprendo infine che è il figlio di Kfes, compagno defunto delle lance del tradimento e amico di Ascheriit, Koinzell diventa riluttante nell'affrontarlo. Entrambi tuttavia iniziano a provare nuove sensazioni nello scontro. Il combattimento si trasforma infine in un epico duello tra guerrieri visto agli occhi di tutta la popolazione di Jebr. Ikfes tuttavia si rifiuta di uccidere Koinzell volendo che gli faccia da maestro per imparare le ali nere. Tuttavia Lebelond vigliaccamente, fa colpire entrambi con i suoi cannoni magici colpendo sia Koinzell che Ikfes. I cittadini osservando scioccati l'accaduto, soprattutto su Ikfes che avevano cominciato a considerare il degno successore per riportare l'armonia nella regione Jeber, attaccando infine il quartier generale con l'intento di uccidere Lebelond ritenendolo un' indegno a governare Jebr. Sul punto di spazzarli via con i cannoni magici, gli ex soldati di Glenn intervengono mettendoli fuori uso. Tuttavia, a dare man forte a Lebelond per la situazione, intervengono i suoi figli che a guida delle navi volanti, sopprimono la rivolta con la forza. Creduto morto Koinzell, Lebelond giunge alla riunione delle dieci famiglie reali per ricevere il controllo delle regioni Mollan, Ledma e Jebr. Ikfes, sopravvissuto, al colpo dei cannoni, accompagnato dal conte, come gesto di riconoscenza per averlo aiutato ad uccidere Koinxell gli regala una delle regioni. Ifkes tuttavia non è interessato a tali cose, cominciando a vedere Lebelond con aria fredda per avere interferito nel combattimento di Koinzell che stava cominciando a stimare. Dopo questi avvenimenti Lebelond viene ufficialmente eletto, Generale supremo dell'impero. Durante la cerimonia, Lebelond mostra alcuni demoni delle terre di Wischtech. Giustiziandoli davanti hai presenti, dichiara una nuova guerra verso di loro, come quella conclusasi venti anni fa per mano delle quattordici sacre lance. Guerudh; figlio più piccolo di Lebelond, scoprendo che il ribelle Koinzell è ancora vivo, desideroso di mostrarsi alla pari dei suoi fratelli e degno della stima del padre tenta di attaccarlo. Lebelond temendo per l'incolumità del figlio, aveva predisposto che fosse seguito di nascosto dal fratello Barand. Guerudh non sopportando il fatto di sentirsi inferiore hai suoi fratelli avanza, per poi infine attaccare le sue stesse navi che si stavano ritirando. Koinzell interviene tranciando infine le ali della sua nave che precipita al suolo per poi esplodere. Lebelond preso dalla disperazione per la morte del figlio ordina hai suoi fratelli di cercare il ribelle per vendicare la sua morte. Riuscito a raggiungere con le navi Koinzell, grazie all'aiuto dei figli, Lebelond ingaggia uno scontro brutale con lui, furioso per avere perso il figlio Guerudh, benché Koinzell non ne fosse al corrente. Nonostante la forza e l'esperienza di Lebelond sui campi di battaglia, si è ormai invecchiato e non è più in grado di tenere desta a Koinzell. Nello stesso momento si presentano: Glenn misteriosamente vivo e ringiovanito, in compagnia del conte Ischudine uno dei sette eroi. Glenn contattando Lebelond gli intima di restituire i poteri che possiedo all'impero poiché indegno per le azione compiute. Minacciandolo che si fosse rifiutato lo avrebbe spazzato via con il suo esercito. Sentitosi rifiutare, Glenn da infine l'attacco che distrugge la flotta di Lebelond che è costretto a ritirarsi nel nord est di Krohzen sull'alto piano di Dollbaranass. Trascorsi tre mesi, tutte le terre di Lebelond comprese la città imperiale, gli intimano di restituire i poteri ricevuti. Rinchiuso nel suo castello, Lebelond accusa furioso Koinzell, per non essere riuscito ad uccidere Glenn. Gullengurv e Nigrenfeld due dei sette eroi, vengono chiamati da Lebelond con i loro eserciti. Ma anch'essi cercano di convincere Lebelond che ormai la sua è una guerra persa. Disperato per perdere sempre più terreno, Lebelond cerca risposte dalla veggente della luna. Questa parlando in trace, vede una piccola stella, un tempo grande e splendida, ora rimpicciolitasi, essere inghiottita dall'oscurità. Lebelond rifiutandosi categoricamente di sottomettersi a Glenn lancia un attacco disperato alle sue navi che contrattaccano distruggendo il suo castello. Dalle orecchie d'oro compare improvvisamente la voce Rozgunner che schieratosi con Glenn intima a suo padre di arrendersi. Il figlio afferma che il sogno che suo padre di unire tutti i popoli in un unico impero è ancora vivo e intendono realizzarlo, ma sotto il comando di Glenn. Lebelond si rifugia infine nei sotterranei, deliramte di poter ancora ribaltare le sorti della guerra. Rozgunner e Spads figli di Lebelond si sono uniti infine a Glenn divenendo suoi soldati, ringiovanendo anche loro acquistando capacità particolari e forza sovrumane, che raggiunto il padre, si apprestano ad ucciderlo per dimostrare la loro lealtà a Glenn. Galerial accusando i fratelli di avere tradito la famiglia, per far scappare il padre si sacrifica, trasformandosi in una bestia attaccando Rozgunner e Spads. Scioccato Lebelond assiste disperato allo scontro tra i suoi figli. Riuscito a seminarli Lebelond si ritrova davanti Koinzell in forma di angelo elfico, che lo informa di avere ucciso Gullengurv e Nigrenfeld. Lebelond riconosce infine di avere davanti il suo vecchio compagno Ascheriit, ammettendo tra le lacrime, che era consapevole già da tempo di avere sbagliato strada, da quando aveva deciso di partecipare al complotto di Glenn nella foresta della morte. E per scelta di questo, egli ha ormai perso tutto. Lebelond viene infine squartato dalle lame di Ascheriit.

Nigrenfeld[modifica | modifica wikitesto]

Membro delle quattordici sacre lance scelte dall'imperatore per salvare l'impero e compagno di Ascheritt. Giunti infine alla foresta della morte per concludere la missione, in preda alla paura rifiutò di proseguire. Convinto dalle parole di Glenn, Nigrenfeld insieme agli altri futuri eroi, tese un'imboscata ad Ascheritt e agli altri compagni di ritorno dalla missione uccidendoli. Fatto ritorno nell'impero divenne conte insieme agli altri eroi. Passati venti anni, assiste alla distruzione delle Mille lance di pietra per mano di Koinzell, avverte come gli altri di un immane pericolo. Dopo la morte di Schtemwolech e Barestar per mano di Koinzell, viene convocato insieme hai restati eroi dall'imperatore, per fermare Koinzell. Il pensiero che due dei sette eroi siano stati trucidati dalla stessa persona, lo preoccupa, ammettendo infine che se Ascheritt fosse stato ancora vivo, il misterioso ribelle sarebbe stato fermato da tempo. Glenn gli ricorda che sono stati loro ad ucciderlo insieme agli altri, e che l'unico modo che hanno per fare a menda è di proteggere l'impero. Durante il combattimento di Lebelond e Glenn, Nigrenfeld offre il suo esercito a quest'ultimo. Comprendendo che Lebelond ormai impazzito, crede di potere ancora vincere, si allea con Gullengurv per uccidere Lebelond e portare la sua testa a Glenn per avere salva la vita. In quel mentre compare Koinzell che commenta disgustato che ancora una volta intendono tradire un compagno come accaduto in passato. Nigrenfeld e Gullengurv riconoscono di avere davanti Ascheritt creduto morto fino a quel momento. Gullengurv cerca di scusarsi con Ascheritt, proponendogli di portarlo da Lebelond. Ascheritt per tutta risposta estrae la propria spada che scatena il panico di Nigrenfeld, che si avventa su di lui cercando di colpirlo con una falce. Ascheritt disarma facilmente Nigrenfeld che si da alla fuga, per poi fermalo trafiggendo la sua gamba con una lancia. Nigrenfeld si aggrappa a Gullengurv ma quest'ultimo gli schiaccia la mano con una mazza per fargli perdere la presa dandosi alla fuga. Nigrenfeld afferra infine un'accetta che nel tirarla colpisce Gullengurv alla schiena facendolo cadere. Koinzell osserva scioccato e disgustato le azioni dei suoi ex compagni. Nigrenfeld implora che uccida Gullengurv, Koinzell per tutta risposta lo decapita.

Gullengurv[modifica | modifica wikitesto]

Membro delle quattordici sacre lance scelte dall'imperatore per salvare l'impero e compagno di Ascheritt. Durante la missione dell'imperatore, dopo la morte di tre membri del gruppo, rimanendo infine in undici, giunti infine alla foresta della morte, in preda alla paura rifiutò di proseguire, esclamando che è una follia cercare di concludere la missione, desideroso di ottenere il titolo nobiliare per ricevere potere, si rifiuta di mettere a repentaglio la propria vita, insieme a quella degli altri e di proseguire. Insieme agli altri futuri eroi tese un'imboscata ad Ascheritt massacrandolo insieme agli altri. Di ritorno dall'impero fu nominato conte, proclamato infine uno dei sette eroi che ha portato la pace nel regno. Assiste insieme agli altri alla distruzione delle lance di pietra. Dopo la morte di Schtemwolech e Barestar viene concavato insieme hai restati eroi dall'imperatore, cominciando a provare inquietudine che due dei sette eroi siano morti per mano di un ribelle, che il polo comincia a stimare, in quanto gli eroi morti si comportavano con dittatura nelle proprie terre. Coinvolto nella guerra di Lebelond contro Glenn, invia il suo esercito per dare man forte. Consapevole infine che Lebelond non può più vincere la guerra cerca di convincerlo a fermarsi. Lebelond tuttavia si rifiuta di lasciarlo andare, accusandolo di essere un ometto debole che lecca i piedi agli altri. Per avere salva la vita Gullengurv e Nigrenfeld si procurano delle armi per uccidere Lebelond portando infine la sua testa a Glenn. Ascheritt compare in quel momento accusandoli che il loro modo di tradire non è passato. Gullengurv riconosce di avere davanti il suo vecchio compagno Ascheritt. Comprendendo infine che è stato lui ad uccidere Schtemwolech e Barestar, si inginocchia chiedendo perdono, spiegando che fu Glenn in passato nella foresta della morte a convincerli ad uccidere lui e gli altri compagni. Ascheritt commenta di avere già ucciso una volta Glenn e che può farlo ancora. Nigrenfeld terrorizzato, tenta di attaccare Ascheritt che lo disarma facilmente per poi infine trafiggerlo alla gamba con una lancia per impedirgli di scappare. Nigrenfeld aggrappandosi a Gullengurv che reagisce rompendogli la mano con un martello facendogli perdere la presa. Nigrenfeld furibondo scaraventa una accetta alla schiena di Gullengurv, sotto lo sguardo disgustato di Ascheritt. Nigrenfeld rifiuta di essere il primo ad essere ucciso ed implora ad Ascheritt di uccidere prima Gullengurv. Ascheritt per tutta risposta lo decapita di netto facendo volare la sua testa hai piedi di Gullengurv. Scioccato e terrorizzato, Gullengurv esclama che non è diverso da Lebelond e Glenn. Ascheritt lo finisce infine squarciandogli la gola col filo della spada.

Ishudien[modifica | modifica wikitesto]

Altri personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Lord Rosen

Membro dei cavalieri delle sette lance, alle dirette dipendenze di Glenn; uno dei sette eroi. Venuto a conoscenza che un mese fa l'astrologo Mondenburgen della fortezza della luna, leggendo gli astri, predisse, di un futuro avverso e terribile abbattersi sull'impero, si affrettò ad avvertire l'imperatore e i sette eroi, che i massacri nelle zona di frontiera sono il principio della calamità prossima a devastare l'impero. La profezia continua che colui che lo potrà fermare è un eroe che comparirà nelle stesse zone di frontiera dell'impero. Giunto nei confini, Rosen, incontra Koinzell, intento a proteggere un villaggio da un attacco dei banditi agli ordini di uno degli impostori che si fingono le quattro lance del tradimento. Osservando le incredibili doti combattive di Koinzell, Rosen si convince che è lui il prescelto della profezia notando che le tecniche di spada che ha mostrato appartengono al Blatt Meister Ascheriit una delle quattro lance del tradimento morto venti anni fa. Decide di scortarlo nelle terre dell'impero per scoprire se è lui l'eroe che stavano cercando. Lord Rosen ascoltando di nascosto la discussione di Koinzell con uno degli impostori delle lance del tradimento, sulla sua vera identità e la verità degli atti meschini e crudeli, che fecero i sette eroi, contro di lui, e i suoi compagni, ne rimane infine distrutto. Benché conscio della verità, appena scoperta, Rosen con rammarico e cuore dolente, impugna la spada contro Koinzell, chiedendogli di fermarsi, sostenendo che lui è l'eroe che salverà l'impero. Koinzell ribatte di non sentirsi affatto come l'eroe di quella profezia, paragonandosi di più al cataclisma che porterà l'impero nel caos. Nonostante la verità, Rosen tiene fede alla liberta e alla pace che i sette eroi hanno portato nell'impero e che essi rappresentano ora un equilibrio del popolo necessario. Koinzell è ammirato per la grande onesta di Rosen. Ammettendo che Glenn, non merita di avere sotto il suo comando una persona leale come lui. I due ingaggiano un breve scontro dove Rosen ne esce sconfitto. Koinzell ammette apertamente che si vendicherà verso i sette eroi per tutto ciò che essi hanno fatto a lui, i suoi compagni e verso l'impero. Avendo costruito le loro ambizioni sul sangue di innocenti e di menzogne. Fatto ritorno nell'impero scoprendo che Konizell è stato lasciato andare da Glenn creduto uno delle terre esterne che pativa la fame, Lord Rosen informa gli altri cavalieri delle sette lance e Schtemwolech; uno dei sette eroi, del pericolo di quello che vuole fare contro di loro. Rosen versa lacrime di tristezza, sopportando a fatica la verità. Schtemwolech mostra subito una particolare arroganza. E per nulla intimorito afferma che nessuno lo potrà toccare per essere uno di coloro che salvò l'impero. Rosen rammenta in quell'istante ciò che gli disse Koinzell, convincendosi sempre di più delle sue parole. Decidendo all'ultimo momento, di non rivelare a nessuno, neppure a Glenn, della sua vera identità. Lord Rosen si mostra subito combattuto da sentimenti opposti, per proteggere una pace seppur sostenuta da delle menzogne per proteggere il popolo e da Koinzell che cerca di ottenere vendetta e liberare l'impero da un gruppo di individui marci e corrotti. Venuto a conoscenza che Koinzell è entrato nelle terre di Schtemwolech, cerca di raggiungerlo per fermarlo. Giunto a destinazione scopre troppo tardi che ha infine ucciso Schtemwolech. Benché lo nasconda, Rosen prova dentro di sé un senso di felicità e di ammirazione verso Koinzell, nascondendo il suo compiacimento che abbia ucciso uno dei sette eroi.

Gurye

Maestra dell'accademia delle armi. Viene mostrata fin da subito come una giovane donna molto bella che insegna la scherma hai giovani spadaccini all'accademia delle armi. Anni addietro quando conobbe Ascheriit per la prima volta, durante gli allenamenti, nonostante fosse un ragazzino orfano senza nessun particolare titolo, esso mostrò capacità con la spada ben superiore a quelle di tutti gli allievi dell'accademia. Gurye lo considerò subito come un prodigio nato. Facendogli da maestra gli insegnò tutte le arti della scherma. In breve tempo Ascheriit divenne il migliore spadaccino dell'accademia. Tanto che venne nominato dall'imperatore il Bleat Master: titolo dato al migliore spadaccino dell'impero, onore mai ricevuto a nessuno fino a quel momento. Col proseguire del tempo Gurye infine se ne innamora. Giunti alla partenza delle quattordici sacre lance, Gurye augurò buona fortuna ad Ascheriit di stare attento e di ritornare. Progettando di farne il suo successore all'accademia delle armi, vedendo come un eccellente maestro che avrebbe riportato luce sull'accademia, addestrando le nuove reclute. Poco tempo dopo, conclusasi la missione dell'impero, delle quattordici sacre lance, solo i sette futuri eroi fecero ritorno. Sentendo la notizia della morte di Ascheriit e di suoi altri compagni uccisi dai sette eroi ritenuti traditori verso l'impero, Gurye ne rimane infine distrutta. Gurye non credette mai che Ascheriit avesse tradito l'impero. Scoprendo infine la verità prese ad odiare Glenn e gli altri eroi non potendo perdonarli per ciò che fecero. Negli anni seguenti Glenn per fare in qualche modo ammenda per il suo crimine, portò all'accademia delle armi; Ifkes figlio di Kfer uno delle lance del tradimento per addestrarlo. Nell'addestrarlo Gury vide in lui le stesse abilità di Ascheriit, iniziando ad addestrarlo per farne il suo successore.

Altea[modifica | modifica wikitesto]

Gerampen[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ France | ComiPress

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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