Professore invitato

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Nel mondo accademico, è considerato professore invitato o professore ospite uno studioso che passa un periodo di tempo limitato (solitamente un anno) in un'università straniera (mobilità accademica). Si tratta, di solito, di uno status accademico non retribuito.

Le due qualifiche non sono equivalenti: il termine "professore invitato" si utilizza quando il docente è chiamato a svolgere anche un'attività didattica, mentre si parla di "professore ospite" quando l'impegno riguarda esclusivamente un'attività di ricerca. Per il principio dell'autonomia universitaria, le modalità per la selezione dei docenti stranieri e per l'attribuzione della qualifica sono decise in genere dai singoli atenei, sulla base di apposite deliberazioni.[1]

Il visto in questo caso viene concesso solo ed esclusivamente per il motivo con cui si intraprende il viaggio-studio: per esempio, se si ottiene un visto da visiting scholar negli Stati Uniti, questo non può essere esteso semplicemente trovando un lavoro (bisogna rinnovarlo con nuove causali).

Lo status di professore invitato si ottiene, solitamente, grazie a particolari competenze o abilità in un determinato campo (per cui, ad esempio, si viene invitati per effettuare cicli di lezioni come visiting professor, o per un ciclo di conferenze), oppure per approfondire - grazie all'apporto di fondi provenienti dal paese ospitante - una qualche ricerca iniziata nel paese di provenienza (visiting researcher o research fellow). Gli studenti, solitamente, ottengono lo status passando un periodo (magari estivo) come lettori (visiting lecturer) o per effettuare tesi (visiting scholar).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si veda, a titolo di esempio, il regolamento dell'Istituto italiano di scienze umane.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]