Valenza verbale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La valenza di un verbo è il numero di elementi necessari a completare il significato del verbo. Le valenze o argomenti insieme al verbo formano la frase nucleare. Queste valenze indispensabili (in genere, il soggetto, l'oggetto diretto e indiretto) sono dette argomenti, mentre ogni altro elemento non indispensabile (per esempio, un complemento di tempo o di luogo) è detto espansione.

Dettagli[modifica | modifica wikitesto]

Esempi:

  • Nevica. Piove. Il verbo non ha alcun soggetto né oggetto. (verbo "avalente" o "zerovalente")
  • Il verbo lavorare necessita del solo soggetto come espansione ed è così "monovalente": l'impiegato lavora.
  • Amare è bivalente: [io] amo [te].
  • Il verbo dare al contrario necessita del soggetto, di un'espansione diretta ("oggetto diretto") e di un'espansione indiretta ("oggetto indiretto"'): [io] do a Paolo [un libro]. Dare è "trivalente".

Un dizionario delle valenze elenca i verbi con la loro valenza corrispondente. Lo stesso verbo può avere una valenza diversa in completamenti diversi. Così studiare può essere monovalente ([Pierino] studia = "è uno studente") o bivalente ([Pierino] studia [matematica]).

La valenza verbale dipende solo dagli "argomenti" richiesti, anche se non sempre questi vengono espressi. Una frase può essere grammaticale anche se qualche argomento può essere sottinteso. Questi casi di argomento opzionale si distinguono in due tipi: contestuali, quando l'argomento è sottinteso perché il contesto è chiaro (per esempio "Il ragazzo legge (un libro)" detto in presenza di una persona che sta leggendo un libro: il contesto consente di non esprimere l'argomento), o illimitate, come p.e. "quel ragazzo legge (libri o altro)" (cioè: "ama la lettura" senza necessità di specificare che cosa il soggetto ami leggere). Questi casi non vano confusi con la non obbligatorietà dei circostanziali, in genere complementi di vario tipo, come complementi di tempo, di luogo, ecc., che possono essere presenti o assenti in maniera totalmente libera e indipendente dal verbo.

Griglia tematica[modifica | modifica wikitesto]

L'insieme dei ruoli tematici che un predicato possiede è definita griglia tematica e questi ruoli possono essere agente, paziente, tema, fine.

Es:

  • mangiare <agente, paziente o tema>
  • starnutire <agente>

Generalmente se non si completa la griglia tematica la frase è agrammaticale ma esistono casi di iposaturazione che danno risultati grammaticali (Antonio mangiò) mentre l'ipersaturazione è sempre agrammaticale, salvo casi particolari (dormire un sonno). È fondamentale distinguere i ruoli dalle funzioni grammaticali; sono infatti comuni casi in cui agente e soggetto non corrispondano.

  • Gianni si è rotto il braccio (speriamo davvero che Gianni non sia l'agente, ma il paziente)
  • Gianni cade

Nella teoria dei principi e parametri la distinzione fra ruoli e funzioni grammaticali è fondamentale soprattutto per quanto riguarda la teoria e le configurazioni di assegnazione del caso (capita spesso infatti che si abbia un caso accusativo e un ruolo di agente oppure un caso nominativo e un ruolo di paziente).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ágel, Vilmos (2000): Valenztheorie. Tübingen.
  • Eichinger, Ludwig M./ Eroms, Hans Werner (Hgg.) (1995): Dependenz und Valenz. Hamburg.
  • Emons, R.: Valenzgrammatik für das Englische. Tübingen 1978.
  • Engel, U. / Schumacher, H.: Kleines Valenzlexikon deutscher Verben. Tübingen, ²1978.
  • Lucien Tesnière: Elements de syntaxe structurale (1959). (prima opera sulla valenza verbale)
  • Helbig, Gerhard (1992): Probleme der Valenz- und Kasustheorie. Tübingen.
  • Helbig, Gerhard / Schenkel, Wolfgang (1991): Wörterbuch zur Valenz und Distribution deutscher Verben. 8., durchges. Aufl. Tübingen.
  • Sabatini, Francesco, Lettera sulla grammatica.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

linguistica Portale Linguistica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di linguistica