Tecnica della razione costante

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La tecnica della razione costante o unifeed (da unique fed, ovvero ’’alimento unico’’[1]) è un metodo di somministrazione degli alimenti usato nell’allevamento, tra cui quello dei bovini, che ha sostituito il metodo tradizionale (o ‘‘ a piatto unico‘‘) di somministrazione degli alimenti.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

L’unifeed è una razione costante composta da foraggi lunghi (tritati in particelle di 3-5 cm), concentrati, sottoprodotti e tutti gli altri alimenti compresi nella dieta dell’animale; miscelati in modo tale da non poter consentire all’animale di poter scegliere cosa mangiare tra i componenti della razione. Una miscela ben composita consente una elevata concentrazione energetica sfruttando al meglio le interazioni tra alimenti somministrati allo stesso tempo ma con caratteristiche differenti. La tecnica unifeed consente un razionamento più rispondente alla fisiologia ruminale, in quanto il Ph del rumine rimane sempre ad un livello costante tra il 5 e il 7 e favorisce il lavoro digestivo; in caso contrario si potrebbero avere acidosi ruminali in seguito all’abbassamento del ph del rumine, con successivi casi di fermentazioni negative.

Differenze col metodo di somministrazione tradizionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel metodo tradizionale la razione giornaliera è messa a disposizione degli animali due o tre volte al giorno, somministrando separatamente i singoli componenti della razione (foraggi, sottoprodotti, concentrati, ecc) in un numero di razioni pari al numero di componenti. Tale metodo provoca molti inconvenienti (soprattutto alle bovine in lattazione), tra cui: Attività ruminale incostante, Bassi rendimenti della digestione, fasi di carenza/eccessi alimentari, immunodepressione, effetti negativi sull’attività ruminale, alterazioni delle attività digerenti in generale e iperconsumo di particolari alimenti da parte della bovina con rifiuto degli altri. Per ovviare a tale problema venne creata la ‘’tecnica della razione costante’’, un sistema di alimentazione che prevede la somministrazione di razioni complete previa miscelazione dei componenti, se necessario trinciati. Nella preparazione dell’unifeed il criterio del razionamento è diverso rispetto al tradizionale, la messa a disposizione del cibo è ad libitum, quindi la miscela deve avere una giusta concentrazione per poter essere mangiata dall’animale senza creare scompensi o eccessi dati dalla sua ingestione. Comunque, avere gli alimenti a continua disposizione crea un autocontrollo agli animali, con un calo di competizione, e garantisce una maggiore efficienza.

Vantaggi e svantaggi[modifica | modifica wikitesto]

I vantaggi sono molteplici: Maggiore ingestione di alimenti[2] (e di conseguenza anche di sostanza secca), maggiore produzione, migliore efficienza dell’uso delle calorie, maggiore fertilità, minore incidenza delle malattie del rumine (solo nei ruminanti), della mammella (solo nei mammiferi) e dell’intestino rispetto a tutti gli altri metodi usati nel passato. L’unifeed ha anche dei lati negativi: Il suo utilizzo non è garanzia di una buona conduzione dell'allevamento, l’applicazione dell’unifeed non è semplice e per ogni azienda va applicata una soluzione differente, in quanto basta poco per cambiarne la composizione in termini di quantità e qualità di alimenti.

Uso dell'unifeed[modifica | modifica wikitesto]

L’unifeed è particolarmente indicata in allevamenti all’aperto o che dispongono di apparecchi autoalimentatori, in grado di bilanciare la razione somministrata in mangiatoia e di completare i bisogni (suddivisi nei vari fabbisogni, tra cui il fabbisogno di mantenimento, di accrescimento, di ingrasso, di lattazione, ecc) degli animali.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il metodo di distribuzione dell'unifeed dipende principalmente dal numero dei capi allevati, dal loro metodo di allevamento e dalle disponibilità finanziarie dell'allevatore.

Distribuzione meccanizzata[modifica | modifica wikitesto]

La distribuzione meccanizzata si basa sull'uso di macchine e macchinari più o meno complessi per la creazione (tramite miscelazione dei vari alimenti e loro eventuale trinciatura) e la distribuzione dell'unifeed.

Gli autoalimentatori sono utilizzati principalmente nella stabulazione libera, dove si adotta l’unifeed con il quale distribuire nella mangiatoia le miscele necessarie per il mantenimento e l’accrescimento dell’animale. Allo scopo ogni bovino è dotato di collare con apparato elettromagnetico di identificazione, che se avvicinato al ricevitore della mangiatoia fa attivare i moduli di comandi che a loro volta attivano il distributore-dosatore, che depositerà nella mangiatoia davanti al bovino la sua razione. La miscela può essere creata con alimentatori ad orologio, che danno modo agli animali di assumere la dose di mangime in maniera frazionata. Questo metodo permette di risparmiare su mangime e manodopera, ricorrendo a carri miscelatori o a carri trita-miscelatori.

Distribuzione manuale[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente non è praticata, si usa negli allevamenti con un numero di animali molto basso, in modo tale che siano gestibili anche da aziende a conduzione familiare o comunque con manodopera ridotta.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Zootecnica Basi tecnico-scientifiche di Dialma Blalasini, edito da Edagricole (prima edizione 2010), cap. 7 par. 1 pag. 427 rigo 10-12.
  2. ^ Zootecnica Basi tecnico-scientifiche di Dialma Blalasini, edito da Edagricole (prima edizione 2010), cap. 3 pag. 362 rigo 12-13.
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