Tu quoque

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L'argomento tu quoque è una fallacia logica in cui si giustificano le proprie azioni menzionando azioni analoghe compiute da altri: si cerca cioè di screditare la posizione di un avversario asserendo la sua incoerenza nel mantenere detta posizione. Si tratta di un argumentum ad hominem, dove viene criticata l'integrità di una persona e non la sua presa di posizione.

Un esempio di affermazione con risposta contenente la fallacia:

"È sbagliato fare del male agli altri."
"Ma anche tu quando sgridi tuo figlio gli fai del male!"

Che è fallace perché il fatto che anche l'interlocutore compia o abbia compiuto il male in realtà è irrilevante nei confronti dell'affermazione che questo sia sbagliato.

L'argomentazione è erronea poiché l'analogia non è una forma di ragionamento garantita dalle leggi del sillogismo.

Aspetti giuridici[modifica | modifica wikitesto]

Tale formula ha anche un risvolto giuridico: nel common law, stabilisce che una persona non può rivolgersi alla Corte di Equità senza essere innocente. Se esiste un nesso tra un illecito compiuto da questi e i diritti che egli intende rivendicare, la corte può negare la sua richiesta. Ad esempio, se il proprietario di una casa infrange una regola riguardo alla proprietà e poi proclama il preavviso di sfratto all'inquilino a causa del mancato rispetto di una regola, la legge può consentire all'inquilino di restare perché anche il proprietario ha infranto una parte dell'accordo. La formula del tu quoque è nota per essere stata appositamente ignorata durante il Processo di Norimberga e dal Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]