Traducianismo

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Il traducianismo (dal latino traducĕre: trasportare, trasferire) è una dottrina del II secolo, secondo la quale l'anima individuale non è creata da Dio in occasione di ogni nascita, ma viene trasmessa ai figli dai genitori.

Si possono distinguere due forme di traducianismo: la prima, di natura biologica, ritiene che l'anima dei figli venga generata dall'unione fisica dei semi maschile e femminile. L'altra sostiene che l'anima procede immediatamente dall'unione delle anime dei genitori.

Il più noto sostenitore del traducianismo biologico (o materialista) è Tertulliano, cartaginese convertitosi al Cristianesimo, vissuto fra il II ed il III secolo, il quale nel trattato De anima parla addirittura di "corporeità dell'anima".

Agostino di Ippona sostenne il traducianismo poiché lo riteneva in grado di spiegare meglio di altre teorie l'ereditarietà del peccato originale (De genesi ad litteram, cap. x).

Secondo il traducianismo ciascuna anima proviene dall'unione di due anime e/o corpi, in base ad un processo, che inizia con i progenitori primordiali, Adamo ed Eva, le cui anime furono le sole ad essere create direttamente da Dio.