Teatro dell'oppresso

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Il Teatro dell'oppresso, Teatro do Oprimido, è una metodo teatrale che comprende differenti tecniche create dal regista brasiliano Augusto Boal, già direttore del Teatro Arena di San Paolo. Le accomuna l'obiettivo di fornire strumenti di cambiamento personale, sociale e politico per tutti coloro si trovino in situazioni di oppressione.

Ispirato alle idee di Paulo Freire ed al suo conosciuto trattato, La pedagogia degli oppressi, il Teatro dell'Oppresso nasce in Brasile, in un clima di lotte operaie e contadine, in tempi in cui il regime oppressivo degli anni '60 del Novecento non consentiva l'espressione di critiche né di liberi pensieri e opinioni in pubblico. Boal portò il teatro nella vita quotidiana delle persone, mostrando che ognuno di noi può influenzare attivamente gli sviluppi socio-politici. Con gli anni si è poi diffuso in tutto il mondo dove viene comunemente utilizzato.

Tutte le tecniche del TdO rappresentano una forma di educazione popolare basata sulla comunità, che usa il teatro come strumento per il cambiamento sociale a livello individuale , locale e globale. Tecniche che sono utilizzate in oltre 100 paesi in vari ambiti di attivismo sociale e politico, di risoluzione dei conflitti, di costruzione di comunità, di terapia, riabilitazione, sensibilizzazione e anche per creare legislazione. Progettato per i non-attori, utilizza il linguaggio universale del teatro come un mezzo per indagare la vita da parte di persone e comunità intere, di identificare i loro sogni e reinventare il loro futuro.

Non un teatrino o un talk show, il TdO invita al pensiero critico e al dialogo. Si tratta di analizzare piuttosto che dare risposte, agire e interagire e non solo parlare. Boal sviluppò specifiche tecniche teatrali con gli attori in modi che gli spett-attori potevano diffondere il messaggio di critica sociale. Boal sviluppò una varietà di tecniche, basate sull'interazione tra "spettattore" e attori.

Cacciato dal Brasile, Boal si trasferì a Parigi, esportando le sue idee in Europa. Se in origine questo metodo era principalmente un mezzo per rendere coscienti le persone rispetto ai conflitti sociali, nel suo passaggio in Europa il Teatro dell'Oppresso è stato utilizzato per lavorare sui conflitti personali. Boal lo insegnò in giro per il mondo fino alla sua morte nel 2009.

Secondo le intenzioni di Boal, le tecniche teatrali vanno usate per incoraggiare le persone alla cittadinanza attiva e per partecipare attivamente alla vita politica e sociale. Se è vero infatti che i cambiamenti socio-politici influenzano la vita di tutti, comprese le persone più deboli, anch'esse, come noi se ci uniamo, possono attuare cambiamenti in tutti gli ambiti della società. In questo senso il teatro ha il fine di rappresentare le oppressioni quotidiane con l'intento di trovare strategie per affrontarle e possibilmente trasformarle.

Uno dei motivi della popolarità del TdO è l'idea di attivare lo spettatore (chiamato appunto spett/attore), ponendolo al centro del lavoro teatrale, al fine di includere differenti rappresentazioni della realtà ed esplorarne possibili trasformazioni in forma creativa e socializzata.

Le tecniche principali[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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