Taiko

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Taiko
TaikoDrummersAichiJapan.jpg
Suonatori di taiko.
Informazioni generali
Origine Giappone
Classificazione 21
Membranofoni a percussione
Utilizzo
Musica dell'Asia Orientale

Il termine taiko (太鼓) indica genericamente tutti i tamburi giapponesi, ad eccezione di quelli a clessidra (definiti tsuzumi). La tipologia più nota in Occidente, grazie a gruppi come Kodō, è quella del grande tamburo giapponese a forma di barile.

I tamburi definiti taiko e maggiormente impiegati nelle tradizioni giapponesi sono sostanzialmente riconducibili a due tipologie, entrambi bipelli e percossi con una coppia di bacchette: i già citati tamburi a barile e i tamburi cilindrici.

Origine[modifica | modifica sorgente]

In antichità i taiko erano usati negli eventi militari e nelle feste comunitarie dette matsuri. Dalla pratica strumentale dei matsuri deriva, nei tardi anni '50, un genere neotradizionale imperniato su gruppi di tamburi, definiti kumidaiko (組太鼓). Gruppi come i Kodō hanno elaborato, liberamente e in senso virtuosistico, i repertori di diverse zone del Giappone o utilizzato brani composti ex novo.

La valle di Suwa, distante 150 chilometri dalla città di Tokyo, è nota per il paesaggio maestoso e per avere diversi miti, che hanno come protagonisti divinità naturali; questa località è famosa anche per l'uso dei tamburi. Qui viene usato un taiko per rendere omaggio alle divinità nei sacrari shintoisti.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Eitetsu Hayashi plays taiko 1987
  • Bender Shawn, Drumming from Screen to Stage: Ondekoza's Ōdaiko and the Reimaging of Japanese Taiko, The Journal of Asian Studies (2010), 69: 843-867
  • De Ferranti Hugh, Japanese Musical Instruments, Oxford-New York, Oxford University Press, 2000
  • Sestili Daniele, Musica e tradizione in Asia orientale. Gli scenari contemporanei di Cina, Corea e Giappone, Roma, Squilibri, 2010

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

http://www.kyoshindo.org

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]