Stobi

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Mappa degli scavi del sito romano
Bassorilievo romano

Stobi era una città della regione storica della Peonia, conquistata dai macedoni, incorporata in seguito nella provincia romana detta Macedonia Salutaris e situata oggi nell'attuale Macedonia ed è nota come Gradsko. È collocata sulla principale rotta che porta il Danubio al Mar Egeo ed era costruita sull'inserzione dei due fiumi Erigon e Axios, dove costituiva un importante centro commerciale e militare a causa della posizione strategica. Oggi è uno dei siti archeologici macedoni più importanti.

Il periodo preromano[modifica | modifica wikitesto]

La città di Stobi fu costruita dal popolo dei Peoni nella fertile valle del Vardar, vicino all'unione dei due fiumi Erigon e Axios e rappresentò subito un centro economico importante, specializzandosi specialmente nella produzione di marmo, proveniente dal vicino monte Klepa, sviluppandosi fino a raggiungere l'estensione di circa 25000 m² e scalzando Bylazora da capitale della Peonia, fino alla conquista dell'intera regione da parte dei macedoni.

Il periodo romano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 168 i romani sconfiggono Perseo di Macedonia e la Macedonia viene divisa in quattro repubbliche separate. Solo nel 148 le quattro aree saranno riunificate in un'unica provincia romana. La città viene menzionata per la prima volta da Livio nel 197 e con Augusto conosce un periodo di grande incremento demografico. I cittadini di Stobi godettero addirittura dello ius italicus e la città fu a capitale della provincia romana Macedonia Salutaris, l'imperatore Teodosio I si stabilì addirittura a Stobi nel 388. Lo sviluppo della città fu però stroncato nel V secolo da due eventi: il saccheggio da parte degli Ostrogoti di Teodorico nel 479 ed il terremoto del 518. Le invasioni degli Avari nel VI secolo contribuirono a far decadere definitivamente l'economia e lo sviluppo della città.

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