Stilo

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Stilo
comune
Stilo – Stemma
Stilo – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Calabria – stemma Calabria
Provincia Reggio Calabria – stemma Reggio Calabria
Sindaco Giancarlo Miriello (Lista Civica Liberi Per Stilo) dal 16/05/2011(2º mandato)
Territorio
Coordinate 38°29′0″N 16°28′0″E / 38.48333°N 16.46667°E / 38.48333; 16.46667 (Stilo)Coordinate: 38°29′0″N 16°28′0″E / 38.48333°N 16.46667°E / 38.48333; 16.46667 (Stilo)
Altitudine 386 m s.l.m.
Superficie 78,49 km²
Abitanti 2 750[1] (30-09-2011)
Densità 35,04 ab./km²
Frazioni Bordingiano, Caldarella, Ferdinandea, Gatticello, Mila
Comuni confinanti Bivongi, Brognaturo (VV), Camini, Guardavalle (CZ), Monasterace, Mongiana (VV), Nardodipace (VV), Pazzano, Serra San Bruno (VV), Spadola (VV), Stignano
Altre informazioni
Cod. postale 89049
Prefisso 0964
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080092
Cod. catastale I956
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti stilidi o stilesi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Localizzazione
Stilo è posizionata in Italia
Stilo
Posizione del comune di Stilo all'interno della provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di Stilo all'interno della provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Stilo (Stilu in calabrese, Stylon in greco-calabro) è un comune italiano di 2.750 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.

Indice

[modifica] Geografia

Stilo di notte.

Stilo si trova ai piedi del Monte Consolino. Nelle vicinanze di Ferdinandea, si estende il bosco di Stilo, un esempio tipico di bosco delle Serre calabresi, con abeti bianchi e faggi e con un ricco sottobosco con forte presenza di eriche e agrifogli. Come fauna sono presenti il gatto selvatico, la martora e numerose specie di picchi. Dista circa 150 Km da Reggio Calabria e 75 km da Catanzaro.

Stilo è una località dove ancora oggi si parla una forma di dialetto simile al greco antico.[senza fonte]

[modifica] Etimologia

Secondo il Barrio e il Marafioti Stilo prende il nome dalla fiumara Stilaro e non viceversa come pensa l'Aceti, il quale ritiene che la città abbia ricevuto tale nome in virtù della conformazione a colonna, in greco: Stylon, del promontorio di Cocinto (attuale Punta Stilo) dove si trovava una volta il primo insediamento. Altri pensano si chiami Stylon, appunto colonna, per la forma del Monte Consolino, sua attuale ubicazione[2].

[modifica] Storia

[modifica] Età antica

Le origini di Stilo sono legate alla distruzione durante il periodo greco da parte di Dionigi di Siracusa della città di Kaulon. Secondo Apollinare Agresta (Vita di San Giovanni Therestis, 1677) fu edificata in ben 3 luoghi diversi, di cui la prima volta nel promontorio di Cocinto, attuale Punta Stilo.

In principio fu una città fortificata, un oppidum magnogreco di nome Consilinum o in greco Kosilinon (ad kosi= villaggio e silinon = della luna)[3].

Stilo nel periodo del basso impero romano era considerata la Kaulonia italiota e successivamente cambiò il nome in Stilida[4].

Il nome Stilida deriva dalla fiumara Stilaro, dalla forma del promontorio allungato e dalla colonna del tempio di Giove Omorio. Considereta nell'Itinerarium Antonianum una stazione itinerante distante 400 stadi (Unità di misura di distanza greca) da Locri[5]

[modifica] Età medievale

La battaglia navale avvenute tra le navi saracene di Nasar e le navi bizantine nell'880, a largo di Punta Stilo. Questa località allora era chiamata "Le colonne", in greco Steilai[6].

Stilida divenne parte dell'Impero Bizantino nel VI secolo. Stilida era situata nei pressi di Punta Stilo alla destra della fiumara Assi. Il 15 luglio del 982 subì danni a causa di una battaglia tra Ottone II e gli arabo-bizantini, vinta da quest'ultimi[7].

Sarà lungo il corso del medioevo che gli abitanti della costa andranno a vivere sempre di più verso l'interno creando i nuclei medievali degli attuali paesi della Vallata dello Stilaro; come gli abitanti di Stilida che si sposteranno sul Monte Consolino e solo in un terzo momento dove si trova oggi Stilo. Nel IX secolo venne costruita la Cattolica di Stilo.

Tra il 1065 e il 1071 Stilo resiste all'invasione Normanna. Ai tempi era definita Oppidum, cioè città fortificata con cinte murarie. Vi erano 5 porte d'accesso: Porta Stefanina, Porta Terra, Porta Reale, Porta Scanza li Gutti e Porta Cacari.

Col periodo normanno Stilo diventa di Regio Demanio a differenza di altre città come Cotrone, Catanzaro e Gerace di proprietà di signori feudali. Conserverà questo privilegio fino nel XIV secolo quando Carlo V di Spagna gli revocherà i privilegi.

Fino al 1094, anno in cui Ruggero II concesse alcune terre demaniali ad istituti religiosi, Stilo comprendeva i casali di[8]:

  • Agrilla
  • Antistilo, scomparso nel 1600
  • Arsafia
  • Barbarito, scomparso nel 1600
  • Baronci
  • Bingi, situato di fronte a Bivongi sull'altra sponda dello Stilaro nei pressi del torrente Pardalà, dipendente da Arsafia e scomparso nel 1300
  • Bivongi, assegnato nel 1094 alla certosa di Serra San Bruno
  • Botteria, distrutto in battaglia, nel '700 nè rimangono ancora i ruderi
  • Calamiona
  • Caldarella
  • Camini
  • Colicestra
  • Cursano, situato alla sinistra dell'Assi tra Stilo e Guardavalle, fu distrutto dai Saraceni nel 986, i ruderi sono visibili ancora nel '700
  • Favaco
  • Mesa
  • Monasterace, casale fino al 1275
  • Oliviano, donato alla certosa di Serra San Bruno nel 1094
  • Palacorio
  • Pazzano, rimase legato a Stilo fino al 1811
  • Pellicciano
  • Plagia o Plaga
  • Rosito, esistente almeno dal 1172, andato in rovina nel XVI secolo
  • Rovito
  • Sakrai
  • Salti
  • Sant'Andrea di Pruppà, esistente almeno dal 1094
  • San Barolomeo, andò in rovina nel XVI secolo
  • San Leonte, nei pressi di Camini in località Sagghjiuonti nel 1212 Federico II lo donò alla Certosa di Santo Stefano
  • San Lorenzo, donato nel 1191 da Tancredi alla Certosa di Santo Stefano
  • Troghion o Trogino o Trogion, esistente almeno dal 1054 lungo il torrente Troiano

Nel 1260, sotto Carlo I d'Angiò, la città di Stilo risulta Demaniale: il suo castello era munito di reale presidio contando per una delle principali fortezze della provincia[9]

[modifica] Età moderna

Nel 1540 Carlo V di Spagna vendette le terre demaniali di molti paesi tra cui Stilo poiché serviva denaro per difendere i territori italiani dalle invasioni turche. Stilo finisce nelle mani del marchese Conclublet di Arena.

Il 5 settembre 1568 nacque a Stilo il filosofo Tommaso Campanella. Nel 1575 il re di Spagna Filippo II restituisce il Demanio e la contea a Stilo[10]. Sotto Filippo III avviene una ribellione capeggiata da Campanella e soffocata dal governo spagnolo[10]. Nel 1599 Tommaso Campanella organizza una rivolta contro gli Spagnoli[10].

[modifica] Stilo nuovamente regio Demanio

Nel 1658 sotto il regno di Filippo IV furono riconcessi i privilegi di regio Demanio da come si evince dalla Copia del Real Decreto Della Maestà del Rè Nostro Signore Filippo Quarto in confirmatione dell'antichisimo Demanio e Reali Pirvilegii ella Regia Città di Stilo nel Regno di Napoli.[11] La gestione del regio demanio era rappresentata da varie figure tra cui la più importante il Sindaco coadiuvato dagli assessori, che restava in carica un anno. La giustizia si compeneva invece del Giudice, amministratore della giustizia ordinaria insieme all'avvocato e all'auditore. Il Baglivo, magistrato, poi c'era il Mastrodatti, cancelliere che redigeva gli atti dei processi, il Baiulo, magistrato che rappresentava il potere del sovrano Il Capitano era invece la persona incaricata di gestire la giustizia criminale insieme a una corte e un notaio. Il Mastrogiurato eseguiva gli ordini del Capitano[12].

Nel 1783 un terremoto danneggia il borgo di Stilo. La cittadina venne saccheggiata dalle truppe francesi nel 1806.

[modifica] Età contemporanea

Stilo nel 1904

Dal 2000, si è ripresa la celebrazione del Palio di Ribusa che avviene ogni prima domenica di agosto. Dal 2009 il Castello normanno di Stilo è in restauro. Nel 2010 è stata restaurata la Cattolica.

[modifica] Evoluzione demografica

Panorama Stilo vecchio

Abitanti censiti

[modifica] Chiese, musei e monumenti

Stilo nella sua storia ha annoverato ben 18 chiese, molte delle quali perdute dopo il terremoto del 1783.

La Cattolica
(Gentile concessione)
Chiesa di San Domenico
Abbazia di San Giovanni Theresti
Chiesa Matrice Duomo
Laura della Pastorella (interno)

L'ingresso è caratterizzato da un portone in granito grigio e rosa, al di sopra vi è un balcone con inciso il nome del priore che lo fece costruire. Ha una cupola impostata su 4 pilastri con 2 archi a tutto sesto e 2 archi a sesto acuto. All'interno c'è un dipinto del XII secolo del periodo svevo della Madonna in trono con la mano destra sulla spalla del bambino che benedice. Qui nel 1600 furono portate le reliquie di San Giovanni Theresti da un vecchio convento con il consenso del papa Alessandro VIII tramite la lettera Ad futuram Dei memoriam[13].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cattolica di Stilo.

Chiesa di architettura bizantina del X secolo, finita di ristrutturare alla fine del 1927

Chiesa del XVII secolo facente parte di un convento domenicano di cui sono rimasti solo i ruderi. Qui le famiglie nobili stilesi avevano della cappelle dove seppellivano i loro defunti. Il Campanella scrisse la tragedia Maria Regina di Scozia, il trattato teologico De preadestinatione et gratia contra Molinam pro Thomistis, Articuli prophaetales e l'opera La Monarchia di Spagna. Nel 1783 a causa di un terremoto il convento crollò fino alle fondamenta. Nel 1927 la chiesa fu in parte ricostruita per il crollo del tetto. È una chiesa a croce latina.[14]

Chiesa del settecento

  • Chiesa di Santa Caterina
  • Chiesa di San Nicola da Bari
  • Chiesa di Sant'Onofrio
  • Chiesa di San Biagio al Borgo

Qui fu battezzato Tommaso Campanella

  • Chiesa di Santa Barbara
  • Chiesa di Santa Marina e Lucia
  • Chiesa della Madonna delle Grazie
  • Chiesa della Badia
  • Duomo o Chiesa Matrice
  • Chiesa dei Cappuccini
  • Convento delle Clarisse con Chiesa di Santa Chiara

Costruito nel XIII secolo, fu dedicato a Santa Maria di Ognissanti, tra le più antiche sedi vescovili calabresi caratteristico sono i piedi di una statua romana attaccati alla parete frontale vicino al portale di arte gotica. Attualmente è in corso di restaurazione.

  • Laura della Pastorella

Fu una laura dedicata a santa Maria di Tramontana (da un atto del 1115), nel 1906, don Vincenzo Papaleo la riconverti in chiesa rupestre. All'interno c'è un quadro di Antonio Chirilli del 1931 mentre dietro l'altare c'è una piccola cavità, che è l'originale grotta primitiva.

Laura con affreschi di origine bizantina, uno rappresentante il redentore che benedice i due santi Cosma e Damiano, un altro raffigurante San Sebastiano. Viene ricordata da Tommaso Campanella nel sonetto Sovra il monte di Stilo[15].

  • La fontana dei delfini o Gebbia

Opera araba che testimonia l'alleanza tra Bizantini e Arabi, rappresentati da due delfini intrecciati, per scacciare Ottone II di Germania da queste terre. Il 13 luglio dell'anno 982 si svolse difatti la battaglia di Stilo con la sconfitta dell'imperatore sassone.

Il castello, costruito da Ruggero il Normanno sul monte Consolino, risale all'XI secolo. Di forma rettangolare e cinto da opere di difesa oramai ai nostri giorni ne rimangono i ruderi delle mura perimetrali, delle torri e delle porte. Fu distrutto dai Francesi durante la guerra con Carlo V nel XVI secolo.

  • Porta Stefanina

Uno degli antichi 5 ingressi di Stilo, accanto alla Chiesa di San Domenico, rimaneggiata nel Seicento era chiamata così perché confinava con il territorio del Convento di Santo Stefano del Bosco[16].

  • Museo del territorio e dell'archeologia industriale
  • Monumento in bronzo al filosofo Campanella (1923)

[modifica] Feste

Palio di Ribusa

Festa ripresa nel 2009 dopo 50 anni. La statua dell'assunta parte dala Chiesa di San Francesco e arriva fino alla Cattolica, Qui viene celebrata una messa per poi fare ritorno in chiesa e concludere con uno spettacolo pirotecnico. La festa cattolica riprende l'antica festa della Dormitio Virginis ortodossa dei monaci italo-greci come raffigurato anche all'interno della Cattolica.

[modifica] Personaggi celebri

Tommaso Campanella

[modifica] Sport

Stilese
Stilese alé.ogg

[modifica] Calcio

  • Squadra di calcio A.S.D. STILESE " ALFONSO TASSONE " ... Nasce nell'anno 2006/2007 dove disputa il campionato di terza categoria classificandosi al secondo posto dopo aver disputato lo spareggio per la promozione in seconda categoria.. nell'anno sportivo 2007/2008 si ripete con un campionato eccellente, ma anche questa volta viene sconfitta in finale play-off.. Dopo tanti sacrifici nel campionato 2008/2009 data ufficiale (22/03/2009) arriva la meritata promozione in seconda categoria con numeri spaventosi " 10 vittorie consecutive - 16 vittorie su 19 gare giocate - 40 goal fatti - 22 goal subiti " .. nella stagione 2009/2010 perde i play-off per la promozione in prima categoria.. nell'ultimo campionato 2010/2011 si classifica al sesto posto nel campionato di seconda categoria..Gioca nello stadio " GUIDO MESITI " di Stilo... Da sottolineare anche la massima partecipazione e gli ottimi risultati della società negli altri campionati, iniziando dai primi calci per finire all'under 18...

[modifica] Economia

[modifica] Industria

Insegna Mangiatorella

[modifica] Mangiatorella

A Stilo è presente l'azienda d'imbottigliamento Mangiatorella con uno stabilimento di 8000 m².

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giancarlo Miriello (Lista Civica Liberi Per Stilo) dal 16/05/2011(2º mandato)

[modifica] Galleria

[modifica] Bibliografia

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  2. ^ Damiano Bova, Bivongi.Nella valle dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p176. 978-88-88758-43-5
  3. ^ Damiano Bova, Bivongi.Nella valle dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p38. 978-88-88758-43-5
  4. ^ Damiano Bova, Bivongi.Nella valle dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p39. 978-88-88758-43-5
  5. ^ Damiano Bova, Bivongi.Nella valle dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p37. 978-88-88758-43-5
  6. ^ Damiano Bova, Bivongi.Nella valle dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p191. 978-88-88758-43-5
  7. ^ Damiano Bova, Bivongi.Nella valle dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p38. 978-88-88758-43-5
  8. ^ Damiano Bova, Bivongi.Nella valle dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p216-223. 978-88-88758-43-5
  9. ^ foglio 78, Archivio della Reale Zecca di napoli
  10. ^ a b c Luigi Cunsolo, La storia di Stilo e del suo regio demanio, Roma, Gangemi Editore, 1987, p83.
  11. ^ la storia di Stilo e del suo regio demanio di Luigi Cunsolo, p83-86
  12. ^ Luigi Cunsolo, La storia di Stilo e del suo regio demanio, Roma, Gangemi Editore, 1987, p891-92.
  13. ^ Luigi Cunsolo, La storia di Stilo e del suo regio demanio, Roma, Gangemi Editore, 1987, p224-231.
  14. ^ p243-246, La chiesa dei domenicani, La storia di Stilo e del suo regio demanio di Luigi Cunsolo, Gangemi editore
  15. ^ Luigi Cunsolo, La storia di Stilo e del suo regio demanio, Roma, Gangemi Editore, 1965, p214. ISBN 88-7448-185-3
  16. ^ Luigi Cunsolo, La storia di Stilo e del suo regio demanio, Roma, Stab. Aristide Staderini, 1965, p52. ISBN 88-7448-185-3
  17. ^ Ibs.it. URL consultato il 15 marzo 2009.

[modifica] Voci correlate

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