Salv'a lo vescovo senato

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Salv'a lo Vescovo senato
Autore sconosciuto
1ª ed. originale XII-XIII secolo
Genere poesia
Lingua originale italiano
« Salv'a lo Vescovo senato,

lo mellior c'umque sia nato, ke da l'ora fue sagrato tutt'allumina 'l cericato! »

Salv'a lo vescovo senato conosciuto come Cantilena giullaresca, o Ritmo laurenziano perché ritrovato in un codice della Biblioteca Mediceo Laurenziana di Firenze, è un componimento poetico che risale agli ultimi anni del secolo XII o al principio del XIII scritta in volgare da un giullare toscano.

Si tratta di venti doppi ottonari monorimi, scritti nell'ultima pagina di un codice laurenziano che contiene un Martirologio ed è rivolto a un vescovo pisano di nome Villano (forse Villano Villani) per ottenere in dono un cavallo.
Così scrive Bruno Migliorini[1] "Il giullare si rivolge a un vescovo (Villano, arcivescovo di Pisa, secondo l'ipotesi del Cesareo, accolta dal Mazzoni) facendone lodi sperticate e pronosticandogli nientemeno che il pontificato, con la speranza di ottenere in dono un cavallo: se lo ottiene, lo mostrerà al vescovo di Volterra, Galgano".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bruno Migliorini, Storia della lingua italiana, Sansoni, Firenze, 1971, pag. 104

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