Rovine di Gede

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Le rovine di Gede (Gede Ruins National Monument) sono uno dei pochi siti storici del Kenya e sorgono nel villaggio di Gede (dal dialetto Oromo "prezioso"), poco lontano dalla più conosciuta Watamu.

Rovine della grande moschea
Stele lapidea con incisione a caratteri arabi utilizzata per la datazione del sito

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Risalenti fra il tredicesimo e il diciassettesimo secolo, sono i resti della città araba di mercanti Gedi, che aveva una popolazione di oltre 2500 persone. La cittadina, immersa nella fitta vegetazione dell'Arabuko Sokoke, era circondata da due cinte murarie che separavano la classe borghese dai comuni cittadini.
All'interno della parte borghese della cittadina trovano spazio le rovine di tre moschee, del palazzo del sultano e di molte case, all'interno delle quali sono stati ritrovati oggetti provenienti da diverse parti del mondo.Gli oggetti di maggior rilievo trovati sono una lampada proveniente dall'India, delle forbici della Spagna, dei vetri di Venezia e dei cocci di un vaso cinese.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Il complesso delle rovine di Gede è stato dichiarato Monumento Nazionale nel 1927[1] e nel 1948 viene dichiarato Parco Nazionale[2].Nell'anno 2000 è stato inaugurato un museo all'ingresso delle rovine presso il quale è possibile osservare tutti gli oggetti rinvenuti nel sito storico e dove viene spiegata in breve la cultura swahili. Oltre al museo, nello stesso anno, è stata inaugurata una piattaforma per il birdwatching all'interno del parco dalla quale è possibile godere di un fantastico panorama su tutto il sito.

Curiosità e leggende legate alle rovine[modifica | modifica sorgente]

  • Un'antica leggenda vuole che chiunque rovini o rimuova qualsiasi cosa sia perseguitato da spiriti maligni.[3]
  • Nelle Rovine di Gede è stata girata la scena finale del film Nel continente nero.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ KE011Kenya Gede Ruins National Monument, BirdLife.
  2. ^ James Kirkman, "Gedi", 8th edition, 1975, Rodwell Press
  3. ^ Arthur Myers, Curse of the Old Ones in The little giant book of "true" ghost stories, New York, Scholastic Inc, 2001, pp. 248–249, ISBN 0-439-33995-2.