Ritratto di Simonetta Vespucci come Cleopatra

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Ritratto di Simonetta Vespucci come Cleopatra
Ritratto di Simonetta Vespucci come Cleopatra
Autore Piero di Cosimo
Data 1480 circa
Tecnica tempera su tavola
Dimensioni 57 cm × 42 cm 
Ubicazione Museo Condé, Chantilly

Il Ritratto di Simonetta Vespucci come Cleopatra è un dipinto a tempera su tavola (57x42 cm) di Piero di Cosimo, databile al 1480 circa e conservato nel Museo Condé di Chantilly.

Descrizione e stile[modifica | modifica sorgente]

Simonetta Vespucci, ideale incarnato di bellezza femminile, era la giovane sposa di Marco Vespucci e fu ammirata da tutta Firenze per la sua straordinaria avvenenza, divenuta poi un mito per la sua morte prematura, nel 1476 a ventitré anni. Sandro Botticelli si ispirò ai suoi lineamenti nella Nascita di Venere e anche Piero di Cosimo ne fu un appassionato estimatore, dedicandole il ritratto del Museo Condé.

La ragazza è effigiata a mezza figura di profilo, voltata verso sinistra e sullo sfondo di un paesaggio aperto, arido a sinistra e rigoglioso a destra. Una nube scura esalta per contrasto il profilo purissimo del volto, dalla carnagione chiarissima. Tradizionalmente viene identificato come un ritratto nelle vesti di Cleopatra, per il seno scoperto e l'aspide attorcigliato al collo con il quale essa morì. Studi più recenti hanno però anche ipotizzato che la donna simboleggi Proserpina, col serpente che simboleggerebbe la speranza di resurrezione in chiave pagana.

Stupisce la purezza dei lineamenti e la ricchezza dell'acconciatura, elaborata con treccine, nastri e perline. La fronte è altissima, secondo la moda del tempo che prevedeva la rasatura dell'attaccatura dei capelli. Il busto, secondo una tipologia quattrocentesca, è leggermente ruotato verso lo spettatore, in modo da favorire la visuale, ed è avvolto da un panno riccamente ricamato e intarsiato. Sul parapetto dipinto si legge un'iscrizione che imita lettere intagliate, uno stratagemma già usato nell'arte fiamminga sin da Jan van Eyck. Vi si legge: SIMONETTA IANUENSIS VESPUCCIA

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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