Religione sami

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow.pngVoce principale: Sami.

La religione tradizionale dei Sami o Lapponi è una religione politeista e basata sulle forze della natura che si inquadra sia nell'ambito delle religioni ugrofinniche che nell'ambito delle religioni artiche[1].

Si tratta di forme di culto attestate sin dagli inizi della storia di questo popolo[1], che in seguito hanno subito nel corso dei secoli forti influenze da parte delle religioni dei vicini scandinavi e russi[2]. Il cristianesimo iniziò ad attecchire soltanto a partire dal XVIII secolo.[3]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Spiriti tutelari e luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

Uno sieidi

I Sami credevano che la natura fosse dominata da forze soprannaturali chiamate halde (dal fin. haltia), ovvero degli "spiriti tutelari" o "custodi" che risiedevano nei boschi, nei laghi, ecc.[4]

Gli halde venivano invocati per favorire la caccia o la pesca in luoghi di culto chiamati passe, saivo o saiva.[4] Questi luoghi sacri erano contrassegnati da blocchi di pietra naturali chiamati seite o sieidi, che si riteneva fossero la dimora degli halde.[4]

Inoltre, in ogni villaggio (sita) vi era un luogo di culto dove si veneravano gli spiriti tutelari delle famiglie.[5]

Gli oggetti sacri, tra cui il tamburo sami, venivano conservati nella parte posteriore della tenda (kote), detta påssjo e riservata agli uomini.[5] Nella parte anteriore della tenda, situata vicino all'entrata, trovavano invece posto le divinità tutelari delle donne[5] (vedi sotto).

Culto dell'orso[modifica | modifica sorgente]

Uno degli elementi centrali della religione sami è la festa dell'orso, che si svolgeva dopo aver catturato l'animale, il quale doveva essere ringraziato per non aver ferito il cacciatore.[6] La cerimonia serviva sia per chiedere perdono all'animale[4], sia per propiziare la fortuna nelle battute di caccia future[6].

Durante la cerimonia, una sorta di funerale[4], l'animale veniva rappresentato da uomini e donne[6], mentre la testa dell'animale veiniva posta solitamente su un albero[4]. In seguito, venivano sepolti alcuni resti dell'orso, quali la testa, le ossa, la coda e gli organi riproduttivi.[6]

Sciamanesimo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Noaide.

I Sami credevano che l'uomo possedesse tre cose, il corpo, l'anima e lo spirito[5] e definivano la morte come "la scomparsa dell'anima" , che si rifugiava nel regno dei morti[5].

Per sottrarre una persona malata alla morte, doveva essere rintracciata la sua anima "distaccatasi dal corpo"[5] e questo compito spettava allo sciamano, che i Sami chiamano noaide o noaidi[5].

Lo sciamano dei Sami, che si pensava fosse accompagnato da uno spirito tutelare chiamato Kadze ("Compagno")[5][6], si serviva di uno speciale tamburo, dove erano raffigurati divinità, spiriti tutelari e una sorta di mappa dell'universo[5][6].

Divinità[modifica | modifica sorgente]

Venerazione di Tiermes

Nella mitologia dei Sami, si riscontrano profonde differenze tra quella dei Sami occidentali e quella dei Sami orientali, in quanto la prima è stata fortemente influenza dalla mitologia nordica.[3]

Un tempo gli antichi Sami veneravano come divinità principale Tiermes, il signore della pioggia[1], diventato in seguito Veraldenolmai, Horogalles o Bieggolmai[6].

Nello specifico, nel pantheon sami si ritrovano le seguenti divinità:

Divinità principali[modifica | modifica sorgente]

  • Radien ("Colui che regna") o Veraldenradien ("Colui che regge l'universo") o Veraldenolmai ("L'uomo dell'universo"): era la divinità principale dei Sami occidentali[3]
  • Sarakka o Sarak o Sarakky: era la dea dell'fuoco(sarakka=fuoco puro). Era una delle dee principali. Secondo i Sami, quando era arrabbiata veniva il caldo; quando,al contrario, c'era freddo, era tranquilla.
  • Horagalles o Horogalles: era la divinità principale dei Sami occidentali ed era una figura plasmata su quella del dio germanico Thor[3]
  • Bieggolmai: era il dio dei venti e delle meteore presso i Sami occidentali[3]
  • Ilmaris: era il dio dei venti presso i Sami orientali[3]
  • Jabmeakka: era la dea che presiedeva il regno dei morti[6]. Si credeva che il regno dei morti fosse suddiviso nel regno dei morti buoni, chiamato saivamo e situato tra le montagne, e quello dei morti malvagi, chiamato jabmeaio.[6]

Divinità tutelari[modifica | modifica sorgente]

  • Maderakka ("Vecchia della Terra") e le sue figlie Uksakka ("Vecchia della porta") e Juksakka ("Vecchia dell'arco"): erano le divinità tutelari delle donne[5]
  • Čorve Radien: era un essere a forma di renna, divinità tutelare delle renne presso i Sami occidentali[3]
  • Mintiš o Mientuš o Meantas-ajk: era il corrispondente di Čorve Radien presso i Sami orientali[3]
  • Leibolmai ("Uomo ontano"): era una divinità a forma di uomo o albero (forse un ontano), considerata la divinità tutelare degli orsi (chiamati nelle cronache sami leib-olmak)[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Bellinger, Gerhard J., Enciclopedia delle Religioni [Knaurs großer Religionsführer], Droemersche Verlagsanstalt Th. Knaur Nachf., München, 1986 - Garzanti, Milano, 2005, p. 555
  2. ^ Paulson, Ivar, Le religioni dei popoli artici, in: A.A.V.V., Le religioni dei popoli senza scrittura [Histoire des Religions, vol. III], a cura di Charles Puech, Gallimard, Paris, 1970-1976 - Laterza, Roma-Bari - Mondadori, Milano, 1992, p. 390
  3. ^ a b c d e f g h Paulson, Ivar, cit., p. 391
  4. ^ a b c d e f g Paulson, Ivar, cit., p. 392
  5. ^ a b c d e f g h i j Paulson, Ivar, cit., p. 393
  6. ^ a b c d e f g h i Bellinger, Gerhard J., op. cit., p. 556

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]