Mitologia finlandese

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La mitologia finlandese è un sistema di miti e di leggende sviluppatosi in Finlandia, che presenta diversi punti di similitudine con altre mitologie finniche, tra cui la vicina mitologia estone e con quelle di loro vicini di ceppo diverso, i Balti e gli Scandinavi.

Diversa è la mitologia lappone.

La mitologia finlandese sopravvisse attraverso una tradizione orale fino al XVIII secolo.

Anche se la graduale influenza delle culture circostanti enoteistiche fecero man mano assurgere la figura del dio del cielo a dio padre, in origine il dio "Ukko" (vecchio uomo) era solamente uno spirito della natura, come tutti gli altri. L'animale più sacro, li cui vero nome non era mai pronunciato, era l'orso, che era visto come incarnazione delle anime degli antenati, e per questa ragione era chiamato con molti nomi: mesikämmen ("palma di nettare"), otso ("fronte larga"), "kontio" ("abitante delle terre").

La prima menzione storia delle credenze dei finlandesi è contenuta nell'introduzione alla traduzione in finlandese del Nuovo Testamento da parte del vescovo Mikael Agricola. Egli descrive qui molti degli dèi e degli spiriti della Tavastia e della Carelia. Studi più approfonditi sulla mitologia finlandese vennero compiuti solo a partire dal XVIII secolo, ad opera dell'etnologista Lars Leevi Laestadius prima, e successivamente nel XIX secolo, quando Elias Lönnrot raccolse il maggior numero di informazioni possibili su questa cultura, e compilò il Kalevala, il poema nazionale finlandese.

Indice

Le origini del mondo [modifica]

La leggenda narra che, all'inizio del tempo, vivesse nel cielo una fanciulla di nome Ilmatar, la quale, stanca della solitudine in cui era costretta a vivere, discese verso il basso e qui vi trovò un mare infinito. A quel punto, una forte tempesta la investi e fu sospinta tra i flutti e venne fecondata dal vento e dal mare. La gravidanza fu lunghissima, durò settecento anni e fu non poco dolorosa, così dopo aver nuotato fino ai confini del mondo, Ilmatar iniziò a lamentarsi delle doglie, invocando anche il dio supremo Ukko. Dal cielo comparve un uccello in cerca di un luogo dove fare il nido, quando Ilmatar lo vide, alzò il ginocchio sopra il pelo dell'acqua ed il volatile vi si posò, facendo il nido e deponendo sei uova d'oro e una di ferro. Dopo tre giorni di cova, Ilmatar iniziò a sentire un caldo fortissimo che iniziò ad estendersi dal ginocchio a tutto il corpo, scosse l'arto e fece cadere il nido e le uova in acqua, queste si ruppero: la parte superiore divenne il firmamento, la parte inferiore la terra ferma, il tuorlo il sole, l'albume la luna, dando così inizio all'universo.

Dopo ulteriori nove anni di nuoto, Ilmatar alla decima estate iniziò una nuova opera di creazione con i promontori ed i fondali marini, ivi comprese le rocce e la vegetazione. Nel ventre della madre era ancora il figlio non nato di nome Väinämöinen, che nel frattempo era invecchiato per la lunghissima gestazione e si agitava per uscire, dopo inutili implorazioni si dette da fare e finalmente venne al mondo tuffandosi nel mare infinito.

La struttura del mondo [modifica]

La struttura del mondo secondo la mitologia finlandese
A Cupole del cielo
B Stella del nord
C Colonna del cielo
D Kinahmi, il Gorgo
E La regione del nord, il Pohjola
F Mondo abitabile
G Lintukoto al bordo del mondo
H La terra dei morti, Tuonela, sotto terra

Si supponeva che il mondo avesse avuto originariamente la forma di un uovo di uccello, poi esploso. Il cielo era il guscio di quest'uovo, sorretto da un'alta colonna al polo nord, sotto la Stella Polare.

I movimenti delle stelle erano spiegati con la rotazione della cupola del cielo attorno alla stella polare; questo movimento causava, però, anche la rotazione della colonna del cielo, la quale si immergeva nel mare. In corrispondenza del polo nord, quindi, dove si trovava la colonna, c'era un grande gorgo, attraverso il quale le anime dei morti raggiungevano la terra dei morti, Tuonela.

La Terra era probabilmente creduta essere piatta, anche se non abbiamo espliciti riferimenti a questo fatto. Sul bordo della Terra c'era il Lintukoto, "la casa degli uccelli", una regione calda nella quale gli uccelli vivevano durante l'inverno, quando i finlandesi vedevano migrare gli uccelli al sud. La Via lattea era chiamata "Linnunrata" in finlandese.

Gli uccelli avevano un significato importante nella mitologia finlandese; era un uccello, infatti, a portare, alla nascita, l'anima di un bambino, ed era sempre un uccello che la portava via al momento della morte. In alcune aree era in un uso tenere vicino al letto una statuina in legno di un uccello, per propiziarsi questa figura, ed impedire all'anima di fuggire durante il sonno, proteggendola nei percorsi del sogno.

Tuonela, la terra dei morti [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tuonela.

La versione finlandese dell'Ade greco, è Tuonela, la terra dei morti. Era pensato come una casa o una città sotterranea, scuro e senza vita, dove tutti le anime finivano dopo la morte, senza distinzioni di merito. Una bravo sciamano poteva viaggiare nel Tuonela, attraverso il raggiungimento di stati alterati di coscienza, dove poteva chiedere i consigli e la guida degli antenati.

Ukko, il dio del cielo e del tuono [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ukko.

Ukko ("vecchio uomo") era il dio del cielo, del tempo atmosferico e dei raccolti. È senza dubbio il dio più importante della mitologia finlandese, e parole ancora oggi in uso, come ukkonen ("tuono"), derivano dal suo nome. Egli fa le sue apparizioni nel mito mai in forma umana, ma soltanto attraverso manifestazioni naturali.

Le armi di Ukko sono un martello, un'ascia e una spada, attraverso la quale egli lancia le sue saette. L'animale simbolo del dio è la vipera.