Radici (miniserie televisiva)

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Radici
Titolo originale Roots
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1977
Formato miniserie TV
Genere drammatico, storico
Puntate 8
Durata 573 min
Lingua originale inglese
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio 1.33:1
Colore colore
Audio mono
Crediti
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
Prima visione
Prima TV Stati Uniti d'America
Dal 23 gennaio 1977
Al 30 gennaio 1977
Rete televisiva ABC
Prima TV in italiano (gratuita)
Dal 8 settembre 1978
Al
Rete televisiva Rai 2
Premi

Radici (Roots) è una miniserie televisiva realizzata negli Stati Uniti nel 1977 e basata sul romanzo omonimo di Alex Haley.

È stata trasmessa per la prima volta in Italia da Rai 2 in otto puntate, ogni Venerdì alle 20:40 a partire dall'8 settembre 1978.[1] Tra gli interpreti si segnalano LeVar Burton, Leslie Uggams, Ben Vereen, Brad Davis e Louis Gossett Jr.. La regia dello sceneggiato fu suddivisa tra David Greene (che diresse il primo episodio), Marvin J. Chomsky, John Erman e Gilbert Moses[2].

La colonna sonora fu composta in prevalenza da Gerald Fried, ma le musiche della prima puntata[3] sono opera di Quincy Jones.[4] Fu nominata per una quarantina di Emmy Award e ne vinse nove. Fu inoltre premiata con un Golden Globe ed un Peabody Award. La serie ebbe un seguito: Radici: le nuove generazioni (1979).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La serie racconta la storia di una famiglia di schiavi negli Stati Uniti a partire dal 1750, nascita in Gambia nel villaggio mandinka di Juffure del capostipite Kunta Kinte, il quale giunto all'età di quindici anni, viene portato con altri coetanei in un luogo per l'iniziazione e la circoncisione, secondo i precetti dell'Islam. Tornato a casa sua nonna Nyo Boto gli comanda di andare nella jungla per procurarsi un tronco di legno per fabbricare un tamburo, ma viene catturato dagli slatì, membri di altre tribù ingaggiati dai taubob, gli europei, per catturare schiavi.

Kunta sulla spiaggia per l'imbarco reincontra due suoi amici ora prigionieri, la giovanissima Fanta e il suo maestro di lotta. Kunta e gli altri sventurati sono fortunati giacché il capitano della nave negriera, evangelico osservante, ha optato per il cosiddetto pacco largo, ovvero minor numero di deportati, ma meglio distribuiti e dunque con minor mortalità durante il trasporto.

Durante i tre interminabili mesi, i prigionieri giacciono costantemente incatenati su dei tavolacci. Kunta, convinto che l'Atlantico sia un largo fiume ha lo shock di non vedere alcuna sponda. Una ragazza, temporaneamente libera per appagare la ciurma, cade definitivamente in mare e un tentativo di rivolta viene stroncato con il sangue. Kunta, giunto ad Annapolis nel Maryland, è venduto all'asta a Massa John Reynolds (deformazione dialettale di master, padrone), su consiglio dello schiavo Violino, per venir ribattezzato come Toby.

Kunta non può accettare la sua condizione né il nuovo nome. È orgoglioso, più intelligente degli altri schiavi neri in America, tenta più volte di fuggire - reincontrando Fanta ora chiamata Maggie - per essere riacciuffato e punito duramente finché non subisce la mutilazione di parte del piede. Rassegnato e venduto con altri al fratello Dr. William Reynolds, viene assunto come cocchiere e sposa Mamy Bell per mettere al mondo Kizzy, che nella sua lingua avita significa "colei che rimane". Kizzy cresce, impara da Toby tante cose dell'Africa ma anche a leggere e scrivere dalla nipote del Dr. Reynolds, Missy Anne.

Scoperto ciò Reynolds vende la ragazza a Massa Moore che la violenta. Da ciò nasce George che diviene da grande allevatore di galli da combattimento, con il nomignolo di "Chicken George" ("Gallo George" nella versione italiana). George si sente un privilegiato giacché non deve lavorare nei campi ed accumula del danaro ma un giorno apprende della paternità bianca trovandola una ferita al suo orgoglio. George, in seguito a una sconfitta in un combattimento di galli, lascia l'America e la sua famiglia alla volta del Regno Unito per poter poi dopo alcuni anni tornare ed ottenere la libertà dalla schiavitù. Suo figlio Tom il Fabbro cresce, vive e lavora per Massa Harvey.

Sono tempi duri. C'è la frizione tra gli stati americani, il Nord abolizionista ed il Sud schiavista. George torna da Tom da uomo libero ma non può rimanere pena il decadimento del suo stato. Infuria la Guerra Civile Americana. I massa temono la fuga degli schiavi ora liberi. Esplode la violenza del Ku Klux Klan. George preleva i suoi figli portandoli nel suo terreno appena acquistato nel Tennessee. La prima parte della saga termina con il racconto di George sulle radici familiari, da suo nonno Kunta Kinte nato libero alle nuove generazioni non più schiave ma che avranno ancora molto da lottare.

Sigla[modifica | modifica wikitesto]

  • Il tema della sigla è arrangiato in base all'epoca dell'ambientazione, dal canto tribale africano delle prime puntate fino allo Spiritual americano della seconda metà dell'Ottocento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ sito (IT) [1].
  2. ^ sito (EN) [2].
  3. ^ sito (EN) [3].
  4. ^ sito (IT) [4].

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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