Proclama di Rimini

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Il Proclama di Rimini, conservato al Museo nazionale del Risorgimento a Torino
« Italiani! L'ora è venuta che debbono compiersi gli alti vostri destini. »
(Incipit del Proclama di Rimini di Gioacchino Murat)

Il proclama di Rimini è un appello con il quale, il 30 marzo 1815, Gioacchino Murat, insediato sul trono di Napoli da Napoleone, dopo aver dichiarato guerra all'Austria si rivolse agli italiani, chiamandoli alla rivolta contro i nuovi padroni, e presentandosi come alfiere dell'indipendenza italiana, nel tentativo di trovare alleati nella sua disperata battaglia per conservare il trono. In realtà il proclama venne emesso, con la falsa data del 30 marzo, da Gioacchino Murat e fu rivolto ai napoletani, il 12 maggio, dopo la disfatta di Tolentino,[1] che segnò la fine del Regno di Murat su Napoli.

Il proclama colpì positivamente Alessandro Manzoni che compose una canzone dal titolo omonimo ma che rimase incompiuta in seguito all'esito negativo della campagna militare di Gioacchino Murat.

Invece negativa fu l'opinione del Colletta, che lo definì «...tardo e ridevole sostegno di cadente trono».[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giuseppe Campolieti, Il re lazzarone, Milano, Mondadori, 1999 ISBN 88-04-40528-7. p. 410
  2. ^ Giuseppe Campolieti, Il re lazzarone, Milano, Mondadori, 1999 ISBN 88-04-40528-7. p. 411

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