Ponte della Maddalena

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Ponte della Maddalena
Borgo a Mozzano Ponte della Maddalena.jpg
Stato Italia Italia
Città Borgo a Mozzano
Attraversa Serchio
Coordinate 43°59′08.4″N 10°33′06.54″E / 43.985667°N 10.551817°E43.985667; 10.551817Coordinate: 43°59′08.4″N 10°33′06.54″E / 43.985667°N 10.551817°E43.985667; 10.551817
Mappa di localizzazione: Italia
Tipo Ponte ad arco
Materiale pietra
Costruzione XI secolo - prima costruzione-inizio del XIV secolo - ricostruzione
 
Ponte della Maddalena
Targa

Il Ponte della Maddalena (detto Ponte del Diavolo) attraversa il fiume Serchio nei pressi di Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il ponte è una mirabile opera di ingegneria medievale, risalente al XIV secolo, su fondazioni probabilmente dell'XI, dovute forse alla volontà della contessa Matilde di Canossa; fu fatto restaurare da Castruccio Castracani. Del ponte si parla in una novella di Giovanni Sercambi del XIV secolo.

Intorno al 1500 prese il nome di Ponte della Maddalena, da un Oratorio che si trovava ai piedi della struttura sulla sponda sinistra. Il Consiglio generale della Repubblica di Lucca nel 1670 proibì con decreto di passarvi sopra con "ceppi" e macine di mulino con l'intento di preservare il ponte nella sua integrità.

Nel 1836 il ponte subì gravi danni per una piena e nei primi anni del 1900, per far posto alla ferrovia Lucca-Aulla, fu aperto un nuovo arco sulla parte destra del ponte che ne alterò notevolmente l'architettura originaria.

Leggenda[modifica | modifica sorgente]

Il Ponte della Maddalena è comunemente identificato come "Ponte del Diavolo". Come molte altre imprese che ai coevi parevano impossibili, la leggenda popolare ne attribuisce la costruzione al diavolo, il quale vien poi truffato in vari modi[1]. La leggenda narra del capo muratore impegnato nella costruzione del Ponte che era molto preoccupato del ritardo accumulato nella stessa costruzione. Egli dunque scese a patti con il Diavolo, il quale gli consentì di completare l'opera in una sola notte in cambio della prima anima che avesse attraversato il Ponte. Il capo muratore accettò e il Ponte fu ultimato. Il capo muratore, disperato per l'imminenza del pesante tributo al Diavolo, corse dal Parroco del paese, il quale, ascoltata la confessione, escogitò uno stratagemma: fece attraversare il Ponte ad un cane, il Diavolo lo prese e si buttò nelle acque del fiume. Si racconta inoltre che il cane, un pastore maremmano del tutto bianco, ogni tanto si veda passeggiare sul ponte nelle ultime sere di ottobre che rappresenti il diavolo che ancora cerca l'anima del capocantiere. Leggende simili si narrano per altri ponti come il Ponte Gobbo sul fiume Trebbia nella località di Bobbio o il Puente del Diablo a Martorell in Spagna.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ si veda la leggenda della fondazione della Cappella Palatina di Aquisgrana in cui la statua bronzea di un lupo conservata nel westwerk ha fatto sorgere la leggenda che al diavolo fosse stato consegnato un lupo anziché un uomo con l'inganno

2. esistono vari ponti del diavolo in Italia, soprattutto tra la Toscana e la Romagna. La maggior parte delle leggende toscane riporta che il primo essere vivente cui fu concesso di attraversare il ponte fosse un maiale.

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