Plasticità sinaptica

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La plasticità sinaptica è la capacità del sistema nervoso di modificare l'intensità delle relazioni interneuronali (sinapsi), di instaurarne di nuove e di eliminarne alcune. Questa proprietà permette al sistema nervoso di modificare la sua struttura e la sua funzionalità in modo più o meno duraturo e dipendente dagli eventi che li influenzano come ad esempio l'esperienza.

Per questa ragione è la proprietà neurobiologica che si ritiene alla base del fenomeno della memoria e degli eventi di apprendimento. Tra gli eventi di plasticità sinaptica vi sono l'aumento o riduzione della forza di trasmissione di una sinapsi, rispettivamente potenziamento a lungo termine (Long term potentiation o LTP) e depressione a lungo termine (Long term depression o LTD).

La plasticità sinaptica, insieme alla plasticità intrinseca e plasticità strutturale (che comprende i fenomeni di modificazione della struttura dei neuroni, compresi dendriti e assoni, o della struttura delle reti di neuroni, compresa la formazione di nuovi neuroni, o neurogenesi) fa parte dei fenomeni di plasticità neuronale (o neuroplasticità).[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Berlucchi G, Buchtel HA, Neuronal plasticity: historical roots and evolution of meaning in Exp Brain Res, vol. 192, 2009, pp. 307-319. DOI:10.1007/s00221-008-1611-6, PMID 19002678.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]