Pithana

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Pithana (... – ...) è stato un sovrano dell'Età del bronzo, nativo della città di Kussara (Anatolia).

Difficile fornire una datazione precisa per il regno di Pithana, il quale, pur essendo considerato il capostipite dei re ittiti, come il figlio Anitta, rimane avvolto nell'ombra della leggenda. Alcune fonti indicano approssimativamente il 1790 a.C[1].
L'unico predecessore di Pithana, di cui si abbiano notizie, è Pamba, capo tribù di Kussara nel 2250 a.C. circa.

Fonti documentali[modifica | modifica sorgente]

Le fonti storiche da cui si traggono notizie circa la vita e le imprese di Pithana sono due, entrambe tardive e postume.
La prima fonte è quella più vicina al sovrano: si tratta della cosiddetta Iscrizione di Anitta (KBO 3.22 et al.), un complicato resoconto bi- o tri-partito della vicenda che portò alla prima formazione di un regno hittita in Anatolia. Va ricordato che l'Anatolia negli anni fra il 2000 ed il 1700 a.C. si trova divisa in un gran numero di regni collegati fra loro da un complessa e ricca serie di trattati che avevano lo scopo di garantire la sicurezza degli indispensabili commerci con l'Assiria (per esempio da questi commerci arrivava lo stagno, necessario, con il rame, alla composizione del bronzo). I regni più potenti erano quello di Hatti, con capitale Hattuša, che controllava gran parte della valle del Kızıl Irmak, nell'antiTauro, la città di Zalpa e il regno di Neša (o Kaneš, attuale Kültepe) che era il fulcro della rete commerciale dei mercati anatolici (Karum)[2]. L'importanza politico, commerciale e culturale della città di Neša nella storia ittita è supportato dal fatto che la lingua ittita era chiamata a quei tempi "nesita", nesumnili, cioè lingua di Neša.
L'iscrizione di Anitta, racconta come Pithana, re di Kussara (una città-Stato di cui non si conosce la precisa collocazione geografica, ma che sarà spesso ricordata nei testi ittiti come sede di uno dei rami della famiglia reale), abbia conquistato la città di Neša (Kanesh)[3]. La tavoletta di Anitta cita le gesta del padre Pithana, probabilmente per dimostrare come suo figlio si fosse con coerenza nel solco politico-militare tracciato da Pithana stesso, continuando nella strategia di sottomissione delle città vicine, incluse Hattusa e Zalpuwa (Zalpa).
La seconda fonte è un tardo testo ittita, l' Editto di Telepinu, un corpus normativo riguardante il diritto successorio e il diritto pubblico ittita, redatto molti secoli dopo (1500 a.C. circa), che riproduce liberamente alcune delle iscrizioni riprese dalla tavoletta di Anitta.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Pithana era re di città di Kussara.
La tavoletta di Anitta traccia un breve ritratto della figura di Pithana: «(Pithana) il re di Kusara scese dalla città con tutte le (sue) forze e conquistò di notte Nesa con la forza, catturò il re di Nesa ma non fece alcun male a nessun figlio di Nesa: li trattò come madri e padri»[3].
Sulle possibili interpretazioni di questa descrizione delle conquista di Nesa vedi il più volte citato testo di Trevor Bryce[2]. Pithana inizia dunque la sua ascesa presentandosi come un re forte ma portatore di pace dalla città di Kussara, una città situata nell'Anatolia orientale, la cui locazione geografica resta ancora oggi sfortunatamente sconosciuta.
Le ragioni che spinsero Pythana e poi suo figlio ad intervenire possono essere varie e, se l'ipotesi di una guerra per la supremazia etnica (ittita) è molto debole, più interessante è quella di una guerra nata per motivi commerciali. Dal carteggio ritrovato nell'archivio del palazzo reale di Nesa fra il re di quella città, Warsama, e Anum-Hirbi, re di Mama, Zalwar ed Hussur, si capisce come fosse difficile per i sovrani di quei regni controllare i loro vassalli; i continui piccoli conflitti locali danneggiavano il commercio con l'Assiria su grande scala, rendendo non sicure le vie di comunicazione. Il testo di questa lettera diplomatica è chiaro sull'argomento: Anum-Hirbi, re di Mama, parla come segue: dice Warsama, re di Kanesh 'l'uomo di Taisama è mio schiavo, io lo controllerò, ma tu controllerai l'uomo di Sibuha, tuo schiavo?'. Dato che l'uomo di Taisama è un tuo cane, perché combatte contro gli altri principi? Ha mai combattuto contro gli altri principi l'uomo di Sibuha, mio cane? Un re di Taisama diverrà un terzo re con noi?[4][2][5][6][7]. I due re si accorderanno per un nuovo e più stringente giuramento di alleanza. L'alleanza risolveva i problemi con i regni a Sud e Ovest di Nesa, ma non quelli con i regni a Nord ed Est. Probabilmente il tentativo di sottomettere quei regni, magari chiudendo le vie commerciali ad essi dirette, deve avere provocato la reazione di Pythana
Pithana conquistando Nesa pose le basi per un controllo delle vie commerciali anatoliche che suo figlio Anitta tentò di completare, con gli esiti che vedremo[2].
Ampliato il suo regno Pithana assunse il titolo di Grande re (Lugal gal).
In definitiva, Pithana, da semplice re di Kussara, con operazioni militari vittoriose estende la sua influenza a molti paesi e villaggi e città, iniziando quello che fu il primo tentativo per una koiné anatolica, al punto che tutti i membri della futura dinastia hittita rivendicavano legami e connessioni con la città di Kussara.

Conquiste militari[modifica | modifica sorgente]

Mappa dell'Anatolia ai tempi dei primi re Ittiti

L'ascesa militare e politica di Pithana divenne re circa nel 1790 a.C. In questo primo periodo, il regno ittita fu chiamato Regno di Kussara.
La prima città ad essere conquistata da Pithana fu la vicina Nesa circa nel 1775[1] quando il re era già anziano: «Il re di Nesa era caro a Tarhuna (una divinità?) del cielo, ma sebbene fosse caro a Tarhuna il re di Nesa [fu] sot[tomesso] al re di Kusara».
Il re di Nesa all'epoca era Waršama, figlio di Inar.
Durante il primo periodo Assiro, le due città anatoliche più potenti erano Kanesh e Hattush (la futura Hattusa, attuale Bogazköi).
Sarà solo con Hattusili I che il centro del potere ittita avrà trovato sede a Hattusa, e lo stesso Hattusili I, nell'autobiografia di un suo omonimo tardo successore (Hattusili III), sarà ancora ricordato come re di Kussara, e non di Hatti. Durante il suo regno, Pithana conquistò quindi la città di Kanesh, cuore della rete commerciale di colonie assire in Anatolia, e cuore dei territori di lingua ittita, morì poco dopo, circa nel 1770, lasciando al figlio Anitta il compito di completare le conquiste.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) William J. Hamblin;Warfare in the Ancient Near East to 1600 BC: Holy Warriors at the Dawn of History; Routledge, 2006; [1]
  2. ^ a b c d (EN) Trevor Bryce:« The Kingdom of the Hittites, new edition », url = http://books.google.co.jp/books?id=Agg5-lpVI2MC&printsec=frontcover&dq=trevor+bryce&hl=en&sa=X&ei=SC71UKvsEMXCkQXM24H4CA&redir_esc=y; anno 2005; Oxford University Press
  3. ^ a b (EN) dal Proclama di Anitta http://www.utexas.edu/cola/centers/lrc/eieol/hitol-1-R.html
  4. ^ (EN) Orlin, Louis L. (1970) Assyrian Colonies in Cappadocia, Mouton, The Hague
  5. ^ (EN) Noel Weeks; Admonition and Curse: The Ancient Near Eastern Treaty/Covenant Form as a Problem in Inter-Cultural Relationships (Library Hebrew Bible/Old Testament Studies); Bloomsbury T&T Clark; 1 edition (December 1, 2004)
  6. ^ (EN) K.Balkan; Letter of King Amun-Hirbi of Mama to King Warshama of Kanesh; Turk, Tarish Kurumu Basimevi, Ankara, 1957
  7. ^ (EN) M.Forlanini; The Kings of Kanis, Atti del secondo congresso mondiale di Hittologia; Gianni Iuculano editore, Pavia, 1995

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia sul testo di Anitta[modifica | modifica sorgente]

  • E. Neu, StBoT 18; H. Otten, MDOG 76 (1938); F. Starke, in ZA 69 (1979); O. Carruba, Anittae Res Gestae, 2001.
  • Trevor Bryce, The Kingdom of the Hittites, Oxford (1999).
  • C. W. Ceram, The Secret of the Hittites: The Discovery of an Ancient Empire, Phoenix Press (2001), ISBN 1-84212-295-9.
  • CARRUBA O., Anitta res gestae: paralipomena I, in «Akten des IV Kongresses fur Hethitologie» (Wurzburg, Okt. 1999), Harrassowitz, Wiesbaden, pp.51–72, in memoriam E. Neu (2001).
Predecessore Re ittiti Successore
Sconosciuto
Ultimo predecessore conosciuto
Pamba
circa 1790 a.C.-1770 a.C. Anitta