Piede d'atleta

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Piede d'atleta
Athlete's foot.JPG
Piede d'atleta
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 110.4
ICD-10 (EN) B35.3
Sinonimi
Tinea pedis
Tricofitosi

Il piede d'atleta (o tinea pedis o anche tricofitosi) è una micosi causata da un fungo microscopico dermatofitico detto Trichophyton o anche altri tipi di funghi del genere Epidermophyton che si localizzano inizialmente tra le dita della pianta del piede.

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

È frequente soprattutto d'estate, quando il caldo favorisce la macerazione della pelle, rendendola indifesa dagli attacchi. Il contagio avviene per contatto con il terreno (tipicamente in piscina o in luoghi umidi), usando calzature indossate da altri o con altre persone.

Clinica[modifica | modifica sorgente]

L'infezione causa alcuni disturbi (inizialmente può essere asintomatica) e difficoltà a calzare le scarpe e può estendersi alle unghie, che appaiono inspessite e contornate. Si ricorda tra l'altro:

  • Il paziente ha prurito, o sensazione di bruciore o di tensione tra le dita della pianta del piede
  • La cute tra il terzo ed il quarto spazio fra le dita del piede inizia ad arrossarsi, a desquamarsi e a fessurarsi e diviene umida
  • In genere la pelle desquamata può comparire rossa brillante a causa dell'infiammazione.
  • Possono comparire piccole vescicole ed eruzioni.
  • Possono comparire abrasioni purulenti e piccole ragadi.[1]

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Come già detto, le cause sono date da dei miceti i quali si sviluppano in ambienti umidi e sono molto contagiosi: si possono trovare soprattutto in luoghi pubblici come piscine e spogliatoi. L'infezione colpisce soprattutto soggetti di sesso maschile.

Prevenzione e trattamento[modifica | modifica sorgente]

La prevenzione è fondamentale: è bene tenere piedi freschi e asciutti e non camminare senza scarpe, nemmeno in casa. Si raccomandano quindi scarpe che permettono la traspirazione, calze di cotone (che possono essere lavate ad alte temperature per eliminare i germi) o meglio di seta e argento (che sono batteriostatiche anche mentre si indossano) e l'uso di ciabatte e di asciugamani personali in piscina. È importante asciugare sempre bene i piedi, soprattutto tra le pieghe delle dita.

Si tratta di un'infezione che non può guarire da sola. Il più delle volte, comunque, è sufficiente un prodotto reperibile in farmacia. La terapia prevede uso di creme antifungine, ma più efficace è un intervento sistemico che provoca la guarigione nella maggior parte dei casi con un trattamento di 7-10 giorni. La terapia sistemica (i livelli ematici dei principi attivi restano elevati anche dopo la sospensione) evita il prolungamento delle cure necessario con i rimedi topici. È consigliabile proseguire con il trattamento ancora per almeno una settimana dopo la scomparsa dei sintomi per evitare che il disturbo si ripresenti. Infatti il fungo può continuare a persistere nelle unghie o nei capi e comunque bisogna sempre evitare di tenere i piedi nell'umido e quindi asciugarli sempre bene.

Nuovi farmaci promettono la guarigione con un solo trattamento.[2] Utile anche l'uso di Bicarbonato di Sodio, cospargendolo sulla pianta del piede asciutto e lasciandolo interagire dai 20 ai 30 minuti per poi risciacquare con acqua tiepida ed asciugare bene soprattutto tra le dita. Il trattamento va ripetuto più volte nell'arco di una settimana.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Micosi per saperne di più", di Federico Mereta, pubbl. su "Sapere&Salute speciale micosi", num. 26, apr.2000, anno V, pag.9
  2. ^ M.D. numero 32, 5 novembre 2008, M.D. numero 32, 5 novembre 2008

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