Palazzo Agostini
Coordinate: 43°43′0.05″N 10°24′0.56″E / 43.7166806°N 10.4001556°E
Palazzo Agostini o Palazzo dell'Ussero o Palazzo Rosso è uno dei più bei palazzi sui lungarni pisani, sede del Caffè dell'Ussero dal 1775 e del Cinema Lumière dal 1899. Appartiene alla famiglia dei conti e patrizi pisani Agostini Fantini Venerosi della Seta.
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[modifica] Palazzo Agostini
Il primo documento dell'archivio privato della famiglia Agostini, che attesta la struttura dell’edificio, è l'atto di acquisto in cui si descrive il palazzo di San Martino alla Pietra composto "di quattro solai ed un giardino d'agrumi con una torre in parte coperta ed in parte scoperta dietro detto palazzo e di quattro botteghe". Altra fonte storica è il Memoriale di Giovanni Portoveneri, che riporta le notizie delle distruzioni dei più importanti edifici cittadini causati dai bombardamenti compiuti dai Fiorentini il 2 ottobre 1495: “E Fiorentini tirano con passavolanti drento in Pisa, e passano drento in Pisa e passano sopra alle mura; e uno n'è dato nella casa degli Astai lungarno presso alla Pietra del Pesce, l'altro nel campanile di San Matteo, e uno nel campanile di San Martino (..)”.
Il palazzo appartenne in principio agli Astai, passò poi in proprietà ai Visdomini che nel gennaio 1465 lo cedettero ad Antonio e Pietro di Celino di Piero da Capannoli, orefici pisani. Nicolao d’Alutine di Celino da Capannoli nel novembre 1496 lo cedette a Mariano e Pietro Agostini, appartenenti ad un casato di origine mercantile, specializzato nel commercio della seta, ascritto da lunga data al patriziato pisano. La famiglia, infatti, come ricorda Goro Stendardi in un suo noto saggio sulle antiche famiglie patrizie pisane, "già nel XII secolo era presente in Pisa tra le maggiori partecipanti nel governo della città; ebbe validissimi combattenti, armò galere per la lotta contro i pirati" e fu impegnata nel mondo degli affari e dei commerci a Pisa, Ancona, Palermo ed Anversa insieme ai Lanfranchi del Barbiere, cui era legata da antichi e stretti vincoli familiari.
La particolarità del palazzo, realizzato tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo, è la superficie esterna in laterizio, completamente decorata con elementi in cotto fitomorfi e antropomorfi oltre a simboli araldici. È uno dei principali esempi di architettura gotica civile in Toscana. Lo schema geometrico della facciata è segnato innanzitutto dai cinque pilastri che la scandiscono per tutta la lunghezza, prolungandosi dal portico al pian terreno fino al tetto. Il passaggio coperto lungo il Lungarno è caratterizzato da archi ribassati e volte, con le ghiere esterne finemente decorate da decori a rilievo che si presentano anche sui piani superiori.
Al primo piano si aprono quattro bifore, mentre a quello superiore sono sostituite nella parte destra da due trifore. Oltre lo stemma Agostini vi sono gli stemmi delle famiglie che si sono estinte negli Agostini (i Fantini di Marti, i Venerosi di Strido ed i della Seta Gaetani Bocca di Corliano). All'ultimo piano esisteva una loggia aperta, poi tamponata, descritta da John Ruskin.
Restaurato nel 1895 su progetto dell'architetto Angelo Giannini; il 12 maggio 1895 venne aggiunta la tettoia, realizzata da Luigi Corona su disegno dell'architetto Luigi Del Moro.
[modifica] Caffè dell'Ussero
Al piano terreno ha sede il Caffè dell'Ussero, fondato il 1 settembre 1775, che ospita l'Accademia Nazionale dell’Ussero[1].
Il caffè (conosciuto nell'Ottocento anche come Caffè delle Stanze e Caffè dell'Unione) ospitò le riunioni del primo Congresso Italiano degli Scienziati nel 1839 ed ha le pareti coperte di ricordi dei suoi illustri frequentatori: Filippo Mazzei (l'italiano che suggerì uno degli emendamenti della costituzione americana: la ricerca della felicità), Francesco Domenico Guerrazzi, Antonio Guadagnoli, Giuseppe Giusti (che lo rese famoso nelle sue Memorie di Pisa), Renato Fucini, Enrico Panzacchi, Giosuè Carducci (primo italiano vincitore di un Premio Nobel), Cesare Abba, Giuseppe Montanelli, Alessandro D'Ancona (primo direttore del quotidiano La Nazione), Bino Sanminiatelli e molti altri personaggi quali Paolo Mascagni, Charles Didier (che vi ambientò il suo romanzo Chavornay[2]), Giovanni Battista Niccolini, Pietro Bastogi, Carlo Bombrini, Pietro Gori, Enrico Ferri, Giovanni Gentile, Filippo Tommaso Marinetti, Giuseppe Lipparini, Luigi Puccianti, Titta Ruffo, Curzio Malaparte, Ezra Pound, Giovanni Gronchi, Mario Tobino, Mario Praz, Giovanni Spadolini, Enzo Carli, Indro Montanelli, Tiziano Terzani, Renata Tebaldi, Luigi Comencini, Arnoldo Foà, Carlo Azeglio Ciampi, Antonio Tabucchi, Romano Battaglia.
Il nome del caffè, di origine incerta e controversa ma riportato già in un contratto di affitto del 1799, potrebbe derivare dall'ungherese Huszár (Ussaro), che proviene dal greco "chosários" (corsaro).
Requisito dalle Forze Armate Americane nel 1944, il locale venne riaperto come caffè-tabaccheria nel 1945 con il nome di "Usserino" nei locali adiacenti al vicolo del Tidi. Il caffè fu restaurato e riaperto negli attuali locali nel 1959 con la fondazione, il 9 settembre dello stesso anno, del Sodalizio Culturale dell'Ussero.
[modifica] Cinema Lumière
Il retro del Palazzo ospita il Cinema Lumière, il più antico cinema italiano in esercizio, che iniziò le proiezioni nella sala dei biliardi del Caffè dell'Ussero nel 1899. Ristrutturato il 15 dicembre 1905 dall'architetto Luigi Bellincioni sul retro del palazzo, dove sorgevano alcuni antichi edifici originariamente costituenti la chiesa di Sant'Ilario in Porta Aurea. Il 19 ottobre 1906 vi venne realizzato il primo esperimento di sonorizzazione di pellicole da parte del professore Pietro Pierini dell'Università di Pisa, brevettato dalla Fabbrica Pisana di Pellicole Parlate sotto la dizione Sistema elettrico per sincronismo di movimenti e, dopo averne migliorato il funzionamento, come ‘Isosincronizzatore’. Danneggiato dai combattimenti cittadini durante la Seconda Guerra Mondiale, il locale venne chiuso nel 1944 e riaperto nel 1946 con il nome di "Supercinema".
[modifica] Altre immagini
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Caffè dell'Ussero nel 1869 (L'insegna nel Palazzo Tilli è quella dell'Albergo dell'Ussero)
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Il palazzo nell'estate 1945, alla fine della seconda guerra mondiale
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Pisa Case Torri, Collana CD guide, Pisa, Cld e Leadernet, 1999.
- L'Ussero: un caffè universitario, Pisa, Edizioni ETS, 2000.
- Alessandro Panajia, I palazzi a Pisa nel manoscritto di Girolamo Camici Roncioni, Edizioni ETS, 2004.
- Renato Bovani e Rosalia Del Porro, Il Lumière di Pisa, Pisa, Felici Editore, 2005.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Palazzo Agostini
[modifica] Collegamenti esterni
- Storia multimediale Palazzo dell'Ussero
- Giardino pensile del Palazzo dell'Ussero - storia
- Giardino pensile del Palazzo dell'Ussero
- Storia del Cinema Lumière - 1905
- Radio24: Storia Caffè e Cinema dell'Ussero
- Storia del Caffè dell'Ussero - 1775
- Articolo sul libro dedicato alla storia del Caffè dell'Ussero
- La storia passa dall’Ussero
- Unità d'Italia e Caffè dell'Ussero
- sito Caffè dell'Ussero
- sito Accademia Nazionale dell'Ussero
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