M-learning

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M-learning è l'acronimo di mobile learning o apprendimento con l'ausilio di dispositivi mobili come PDA, telefono cellulare, riproduttori audio digitali, fotocamere digitali, registratori vocali, pen scanner, ecc.
L'M-learning può essere finalizzata alla realizzazione di alcune delle finalità previste dal progetto educativo di unistituzione educativa svincolando l'intervento didattico dai limiti posti dalla compresenza fisica dei discenti. Il nome deriva da e-learning o electronic learning, cioè apprendimento con l'ausilio di dispositivi elettronici (che a sua volta trae origine dal termine d-learning: distance learning o apprendimento a distanza).

La rapida crescita della tecnologia delle comunicazioni e informatica rende possibile sviluppare nuove forme di istruzione. La conoscenza di dispositivi mobili da parte degli studenti di oggi rende possibile l’ingresso dell’apprendimento mobile.

Gli allievi che usano dispositivi di apprendimento mobile ricercano lezioni just-in-time, just-for-me ("appena in tempo, solo per me") in formati piccoli e gestibili, da poter utilizzare laddove ne abbiano bisogno.

In generale, l’apprendimento mobile può essere considerato una forma di insegnamento o di studio che si verifica quando un allievo interagisce attraverso dispositivi mobili.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La storia del m-learning inizia nel lontano 1927 quando Jacques Roston, fondatore di Linguaphone cominciò a distribuire il proprio corso di lingue non più a mezzo di speciali fonolettori ma mediante dischi per i grammofoni di uso comune.

Un passo avanti verso il moderno m-learning fu immaginato da Alan Kay, consulente dello Xerox Palo Alto Research Center Incorporated, che, a partire dal 1968, propose l’idea, rivoluzionaria per l’epoca, di una sorta di computer portatile (dallo stesso denominato Dynabook) con il quale poter approcciare i bambini al mondo dell’informatica.
Bergin, Jr., T.J., and R.G. Gibson (1996). History of Programming Languages - II, ACM Press, New York NY.

Dal 2000 in poi la Commissione Europea ritenne finanziare vari progetti in tal senso, tra cui:

  • nel 2001 il progetto m-learning, volto a catturare l'interesse dei giovani, assistendoli nel perseguire i loro obbiettivi di apprendimento utilizzando materie di loro interesse;
  • nel 2002 il progetto di ricerca mondiale a guida europea MOBIlearn, volto ad esplorare le potenzialità indotte dall’innovazione nel campo delle tecnologie di comunicazione mobile ai fini dell’apprendimento.


Progetti di successo[modifica | modifica sorgente]

Ad oggi una delle applicazioni più apprezzate a livello mondiale per innovatività, completezza ed efficacia, è la piattaforma Federica Web Learning implementata dall’Università degli Studi di Napoli Federico II che, come facilmente intuibile anche dalla forma delle icone utilizzate, è fortemente orientata ad un modello di apprendimento a distanza di tipo mobile, che vede quale strumento ideale di utilizzo i moderni smartphone e tablet pc.

Il progetto è basato su 4 ambienti di apprendimento:

  • Courseware: corsi strutturati secondo un unico formato standard per tutte le discipline, con materiali di studio e di approfondimento, risorse multimediali e risorse scientifiche selezionate direttamente dai docenti
  • Podstudio: formato podcast delle lezioni, fruibile attraverso i lettori multimediali di ultima generazione, per consultare e leggere in qualunque momento e luogo
  • Living Library: fonti scientifiche in rete attraverso un'autorevole selezione di biblioteche e archivi online per ogni Facoltà: riviste, e-book, enciclopedie, collane di prestigio e banche dati, sono a portata di click
  • Piazza Federica: sviluppata con tecnologia 3D è il campus virtuale dell'Università Federico II di Napoli e riunisce in una piazza ideale tutte le Facoltà dell'Ateneo.

Sperimentazioni[modifica | modifica sorgente]

Molteplici ricercatori si sono interessati allo studio del m-learning quale tecnica in grado di contribuire in modo sostanziale alla creazione di un modello didattico innovativo.

  • Marco Arrigo, responsabile tecnico-scientifico e coordinatore di progetti nazionali ed internazionali sul mobile learning presso il CNR Istituto per le tecnologie Didattiche di Palermo.
  • Davide Diamantini, ricercatore della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca e Michelle Pieri hanno contribuito, con indagini relative ad esperienze di formazione a distanza, a valutare l'efficacia formativa di queste nuove metodologie.
  • I ricercatori dell'Università del Michigan, per far comprendere agli studenti delle scuole medie la diffusione delle malattie infettive, hanno sviluppato "Cooties"2, un programma di simulazione per palmari.
  • In Finlandia, presso il Politecnico di Tampere, nel corso del progetto "HandLeR", i PDA sono stati usati per far apprendere la matematica ai bambini sotto forma di gioco.
  • In Inghilterra, l'Anglia Polytechnic University, nell'ambito del progetto "Ultralab's eVIVA, ha sperimentato l'uso dei telefonini cellulari per sostenere gli esami di profitto: il riconoscimento vocale garantiva che colui che rispondeva alle domande fosse proprio lo studente interrogato.

Tali sperimentazioni, inoltre, hanno dimostrato che gli studenti che ricevevano e-mail sul telefono cellulare erano spinti a studiare più spesso, producendo un migliore apprendimento.

E-learning e M-learning[modifica | modifica sorgente]

Le differenze tra e-learning e m-learning sono molteplici. La prima tecnica presuppone la disponibilità di un computer desktop, fruibile solo in alcuni ambienti; ciò costituisce un limite. Anche il portatile, nonostante le dimensioni ridotte non può essere considerato un vero e proprio dispositivo mobile in quanto non utilizzabile in tutte le circostanze. Al contrario, gli strumenti mediante i quali si accede al m-learning non sono vincolati ad un luogo, possono essere fruibili ovunque ed in qualsiasi situazione; possono essere tenuti in un palmo di mano e possono essere portati con sé in modo discreto.