Lavin
| Lavin comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Distretto | Inn | ||||
| Lingue ufficiali | Romancio | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 46°46′00″N 10°06′00″E / 46.766667°N 10.1°ECoordinate: 46°46′00″N 10°06′00″E / 46.766667°N 10.1°E | ||||
| Altitudine | 1.435 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 46,26 km² | ||||
| Abitanti | 184 (2005) | ||||
| Densità | 3,98 ab./km² | ||||
| Frazioni | > | ||||
| Comuni confinanti | Ardez, Gaschurn (AT-8), Guarda, Klosters-Serneus, Susch, Zernez | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 7543 | ||||
| Prefisso | 081 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice OFS | 3743 | ||||
| Targa | GR | ||||
| Circolo | Sur Tasna | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Lavin è un comune svizzero del Canton Grigioni di 186 abitanti.
Indice |
Geografia [modifica]
Lavin è situato in Bassa Engadina, sul lato sinistro del fiume Inn. Dista 31 km da Davos, 43 km da Sankt Moritz, 75 km da Landeck e 87 km da Coira. È servito dalla stazione ferroviaria omonima della Ferrovia Retica, sulla linea Pontresina - Scuol.
Il punto più elevato del comune è la cima del Piz Linard (3411 m s.l.m.), sul confine con Susch.
3,6 km² del territorio comunale, comprendenti i laghi della conca morenica di Macun, fanno parte del Parco nazionale svizzero.
Storia [modifica]
Nei pressi di Lavin, in località Las Muottas, vennero ritrovati nel biennio 1938-1939 dei frammenti di ceramica risalenti all'età del bronzo da parte di Hans Conrad. Si presume quindi che il territorio di Lavin fosse già allora abitato.
L'esistenza del villaggio di Lavin propriamente detto è attestata dal XIII secolo. Il paese venne successivamente devastato ben due volte dalle truppe austriache (1499 e 1621-1622). Il villaggio si emancipò definitivamente dal dominio asburgico nel 1652.
Nel 1869 il paese venne parzialmente distrutto da un incendio; le case bruciate vennero ricostruite secondo lo stile architettonico italiano.
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
La chiesa riformata con un San Cristoforo in facciata quasi cancellato. Il coro è adorno di affreschi ancora ben conservati.
Bibliografia [modifica]
AA. VV., Storia dei Grigioni, 3 volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Edizioni Casagrande, Bellinzona 2000