L'ombra venuta dal tempo

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L'ombra venuta dal tempo
Titolo originale The Shadow Out of Time
Altri titoli L'ombra calata dal tempo[1], L'ombra fuori del tempo
Autore Howard Phillips Lovecraft
1ª ed. originale 1936
Genere Racconto
Sottogenere Horror
Lingua originale inglese

L'ombra venuta dal tempo (The Shadow Out of Time) è un racconto horror dello scrittore americano Howard Phillips Lovecraft che appartiene al cosiddetto Ciclo di Cthulhu. Scritto tra il novembre 1934 e il febbraio 1935, fu pubblicato per la prima volta nel giugno 1936 sulla rivista fantascientifica Astounding Stories.

Approfondimenti[modifica | modifica wikitesto]

Quest'opera, come anche il frammento narrativo Il prete malvagio (The Evil Clergyman), prende spunto da un sogno. Nella stessa lettera spedita a Clark Ashton Smith dove raccontava dello strano sogno del prete, Lovecraft espone quest'altra visione notturna:

« Circa un anno fa sognai di risvegliarmi su una lastra di una sostanza sconosciuta, in un'enorme sala dal soffitto a volta illuminata fiocamente e direi oscuramente, ma piena di lastre su cui erano distesi una serie di corpi coperti da lenzuola, e dalle proporzioni evidentemente inumane. Tutti i particolari suggerivano l'orribile idea che io non mi trovassi più sulla terra. Inoltre avevo la sensazione che il mio corpo fosse simile a quello degli esseri nascosti dalle lenzuola. A questo punto mi svegliai davvero, e così non c'è una storia da raccontare! »

Da questo sogno lo scrittore prenderà l'avviamento per farne un racconto che scriverà tra il novembre del 1934 e il marzo del 1935. Si tratterà del penultimo racconto che porterà la sua firma, l'ultimo sarà L'abitatore del buio (The Haunter of the Dark) scritto nel novembre del 1935.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un uomo, un certo Nathaniel Wingate Peaslee, professore associato e titolare di cattedra alla Miskatonic University, è vittima di un'amnesia che dura ben cinque lunghi anni, dal 1908 al 1913. Durante tutto il periodo di vuoto mentale ciò che occupa il corpo del professor Peaslee, e quindi la sua mente, non è altro che una presenza esterna venuta da molto lontano. La coscienza del professore, spodestata dal suo stesso corpo, viene invece trasferita nel corpo della creatura che sta occupando il suo, una creatura presente in un particolare luogo della terra milioni di anni addietro rispetto al tempo vissuto dal professore. Tutto questo avviene grazie alle migrazioni mentali di cui questi esseri sono capaci. Così, come la creatura ospite nel corpo di Peaslee ha occasione di esplorare e studiare il tempo del professore, motivo stesso della sua trasmigrazione, allo stesso modo ha occasione di fare il professore nel corpo dell'essere misterioso.

Passati i cinque anni e tornando al proprio corpo il professore non ricorda nulla della sua esperienza extracorporea, a causa delle modifiche che le stesse creature apportano alla sua mente. Con il tempo, indagando su ciò che il suo ospite ha fatto nei cinque anni in cui ha usato il suo corpo, emergono delle rimembranze sempre più verosimili. Il protagonista ne ha la conferma quando in Australia dei ricercatori, venuti a conoscenza delle esperienze del professore, contattano quest'ultimo per informarlo di importanti scoperte archeologiche che presto confermano la reale natura dei suoi ricordi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Racconti fantastici del '900. Vol. I, Mondadori, 1987, ISBN 88-04-30332-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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