In bocca al lupo

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In bocca al lupo è un augurio scherzoso di buona fortuna che si rivolge a chi sta per sottoporsi ad una prova difficile.

Nei secoli l'espressione ha assunto un valore scaramantico: per scongiurare l'eventualità di un avvenimento indesiderato, lo si esprime sotto forma di augurio. Andare nella bocca del lupo è infatti una palese metafora per cacciarsi nei guai. Una consuetudine più recente del modo di dire in sé vuole che si risponda con "Crepi (il lupo)!" a chi formula l'augurio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Anche se l'origine del modo di dire non è chiara, come altre analoghe espressioni che hanno per protagonista il lupo, sembrerebbe legata all'immagine del lupo nella tradizione popolare come personificazione stessa del male: il lupo, considerato animale feroce e dall'insaziabile voracità, seminò morte e terrore fra gli abitanti delle campagne e delle zone di montagna, soprattutto fra i pastori e i cacciatori, divenendo in tutta l'Europa il protagonista negativo di numerose favole, leggende e storie che furono tramandate attraverso i secoli: basti ricordare le favole di Esopo e di La Fontaine, il lupo del Roman de Renart o il Lupo di Gubbio dei Fioretti di S. Francesco. Di questa visione paurosa del lupo permangono tracce in numerose lingue europee sotto forma di modi di dire e proverbi.[1]

La III edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca, del 1691, riporta l'espressione andare in bocca al lupo con il significato di "andare nel potére del nimico, incontrare da sé il pericolo" e l'espressione andare in bocca, di significato più generico, definita come "andare in preda, restare nel potere" del nemico (uomo, animale o spirito maligno). L'espressione (ed altre simili come correre nella bocca del lupo, mettersi in bocca al lupo, cascare in bocca al lupo, andare nella tana del lupo), col significato di "finire nelle mani del nemico" o "andare incontro a grave pericolo" compare successivamente in altri dizionari, come ad esempio il Vocabolario dell'uso toscano di Pietro Fanfani del 1863.[1]

Interpretazione[modifica | modifica sorgente]

Il detto sarebbe quindi nato dal linguaggio dei cacciatori come frase d’augurio di buona fortuna, rivolta per antifrasi (cioè con significato opposto a quello letterale) ai cacciatori stessi, e, per estensione, a chi si appresta ad affrontare una prova rischiosa o difficile.[2] La risposta "Crepi il lupo!" sarebbe invece nata per estensione da altre espressioni, costruite analogamente col verbo crepare, nelle quali alla lingua viene attribuito il potere magico di allontanare la cattiva sorte oppure di scongiurare un cattivo presagio, come, ad esempio, "Crepi l'avarizia!" e "Crepi l'astrologo!".[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Sull'origine della formula in bocca al lupo - Accademia della Crusca. URL consultato l'11 febbraio 2014.
  2. ^ "Lupo" in Vocabolario - Treccani. URL consultato l'11 febbraio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • F. Di Natale, N. Zacchei: In bocca al lupo: Espressioni idiomatiche e modi di dire tipici della lingua italiana, Perugia 1996 ISBN 978-88-7715-191-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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