Il libro dei versi

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1leftarrow.pngVoce principale: Arrigo Boito.

Il libro dei versi
Autore Arrigo Boito
1ª ed. originale 1877
Genere poesia
Lingua originale italiano

Il libro dei versi è un'opera di Arrigo Boito uscita in prima edizione nel 1877 assieme a Re Orso, a Torino per Casanova editore. La seconda edizione uscì sempre per lo stesso editore e sempre assieme al poemetto Re Orso nel 1902.

L'opera[modifica | modifica sorgente]

Approfondimento

Il famoso incipit di Dualismo: «Son luce ed ombra; angelica / farfalla o verme immondo» deve molto a Dante, di cui Boito era appassionato lettore. Si veda, infatti, Purgatorio, X 124-25: «siam vermi / Nati a formar l'angelica farfalla». A conferma dell'influenza dantesca, al v. 51 della stessa lirica si legge «che s'indìa», dove il verbo indiare è prelevato direttamente da Paradiso, IV 28.

Il libro dei versi è uno dei documenti poetici più importanti della letteratura scapigliata esprimendo pienamente quel dualismo che è marchio di fabbrica di tutta la Scapigliatura. Vi si trovano componimenti famosissimi che si studiano ancora a scuola come Dualismo che tratta della lacerazione prodotta da due opposti inconciliabili (l’ideale e il reale) e Lezione d'anatomia strutturata sulla contrapposizione tra sogno e scienza profanatrice. Interessante, anche se poco studiata, la poesia Georg Pfecher, degna di «quella che nel 1915 sarebbe stata l' Antologia di Spoon River dello statunitense Edgar Lee Masters»[1] in cui l'autore si diverte a ricercare le origini di questo oscuro monaco, il cui nome compare lungo un muro incrostato di un monastero.

Segno distintivo del libro è inoltre l’ironia (si veda Georg Pfecher o Un torso) che non si deve scambiare per distacco, ma è una sorta di difesa dalla commozione troppo violenta.[2]

La bipolarità o dualismo domina anche la struttura dei singoli componimenti: le liriche, infatti, sono frequentemente costruite su parole antitetiche (ad esempio, nella famosa Dualismo, nella prima strofa alla angelica / farfalla fa da contrasto il verme / immondo); l'antitesi è spesso sottolineata a livello lessicale in quanto si alternano parole colte e letterarie come i dantismi brago oppure indiare e parole basse e realistiche come bestemmia.[3]

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Queste le poesie contenute nel libro:

  • Dualismo
  • Castello antico
  • Case nuove
  • A una mummia
  • Un torso
  • Madrigale
  • Poesia e prosa
  • Ballatella
  • Le foglie
  • Georg Pfecher
  • A Giuseppe Ignazio Kraszewki
  • Lezione d'anatomia
  • A Emilio Praga
  • A Giovanni Camerana
  • ***
  • Scritto sull'ultima pagina del Libro dei versi

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Roberto Carnero, La poesia scapigliata, Milano, Rizzoli, 2007, p. 196.
  2. ^ Sull'ironia di Arrigo Boito, cfr. Claudio Mariotti, L'inspiration c'est de travailler tous les jours: Arrigo Boito e il primato della poesia, in Arrigo Boito, Il libro dei versi, a cura di C. Mariotti, Modena, Mucchi, 2008, pp. 30-32.
  3. ^ Per un'analisi più dettagliata, si veda Claudio Mariotti, L'inspiration c'est de travailler tous les jours: Arrigo Boito e il primato della poesia, in Arrigo Boito, Il libro dei versi, a cura di C. Mariotti, Modena, Mucchi, 2008.

Bibliografia del Libro dei versi[modifica | modifica sorgente]

  • Arrigo Boito, Il libro dei versi. Re Orso, Torino, Casanova, 1877.
  • Arrigo Boito, Il libro dei versi. Re Orso, Torino, Casanova, 1902.

Edizioni commentate[modifica | modifica sorgente]

  • Arrigo Boito, Poesie e racconti, a cura di Rodolfo Quadrelli, Milano, Mondadori, 1981.
  • Arrigo Boito, Opere letterarie, a cura di Angela Ida Villa, Milano, Edizioni Otto/Novecento, 2001.
  • Arrigo Boito, Il libro dei versi, a cura di Claudio Mariotti, Modena, Mucchi, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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