Granulocita
I granulociti sono un tipo di globuli bianchi; sono così definiti poiché contengono delle granulazioni nel loro citoplasma dalle cui affinità tintoriali dipende la loro classificazione. Queste granulazioni assumono poco i coloranti acidi e basici nei neutrofili, mentre si colorano con coloranti acidi negli eosinofili e con quelli basici nei basofili.
Sono anche noti come leucociti nucleopolimorfi o polimorfonucleati (PML o PMN) per via della forma variabile del loro nucleo cellulare, che di solito è trilobato. La maggior parte dei granulociti presenti nel sangue sono neutrofili: in effetti, i termini "granulocita" e "neutrofilo" sono spesso usati in modo intercambiabile nella letteratura medica.
Percentuali di abbondanza nel sangue:[1]
- Granulocita neutrofilo: 55-65%
- Granulocita eosinofilo: 0-3%
- Granulocita basofilo: 0-2%
I granulociti sono riscontrabili: nel midollo, come riserva che viene riversata in circolo al bisogno; nel sangue, come cellule circolanti; nei tessuti, dove migrano dal sangue per extravasazione leucocitaria, attirati da fattori chemiotattici rilasciati in caso di infezione. I granulociti una volta usciti dal circolo sanguigno non sono più in grado di rientrarvi, al contrario di quanto accade per i linfociti. Tra l'altro, i granulociti lasciato il sangue vanno incontro a morte per apoptosi in poche ore.
Granulociti neutrofili: cellule molto mobili dotate di attività fagocitaria, intervengono nelle fasi iniziali della risposta infiammatoria come costituenti del pus. Nel sesso femminile possono presentare un nucleo con appendice di cromatina a bacchetta di tamburo, il cosiddetto "corpo di Barr" (cromosoma X). Contengono vari enzimi idrolitici, perossidasi, lactoferrina, lisozima ed enzimi in grado di degradare i mediatori dell'infiammazione (detriti, batteri, danni fisici). Una volta migrati nel tessuto infiammato e svolta la loro azione muoiono, il che porta alla costituzione del pus.
Granulociti eosinofili: cellule con nucleo in genere bilobato, e numerosi granuli con proprietà tintoriali acidofile (si colorano con coloranti acidi come l'eosina, da cui il nome eosinofili). I granuli contengono: idrolasi lisosomiali e perossidasi, nonché due proteine caratteristiche, la Proteina Basica Maggiore (MBP) e la Proteina Cationica degli Eosinofili (ECP), sostanze ad elevato potere citotossico nei confronti di batteri e di cellule in generale. Gli eosinofili sono in grado di movimento e di attività fagocitaria, ma intervengono raramente in processi infiammatori e infettivi (ruolo svolto prevalentemente dai neutrofili), mentre si può dimostrare "eosinofilia" (ovvero un loro aumento di numero rispetto alle condizioni fisiologiche) in caso di risposte allergiche o di parassitosi (infestazioni da parassiti).
Granulociti basofili: hanno un nucleo bilobato o a forma di S, in genere oscurato dagli abbondanti granuli basofili che, colorandosi intensamente, impediscono di vedere distintamente il nucleo. I loro granuli contengono istamina, eparina, leucotrieni e vari enzimi quali perossidasi, fosfatasi acida, arilsolfatasi. Svolgono funzione analoga a quella dei mastociti (principale differenza tra i due tipi cellulari è la localizzazione: i mastociti sono infatti cellule residenti nei tessuti connettivi propriamente detti, soprattutto connettivi lassi). In seguito a stimolazione, che può essere sia aspecifica che specifica (mediata dal riconoscimento di specifici antigeni, soprattutto IgE) - è più frequente quest'ultimo caso - vanno incontro ad una degranulazione massiva con liberazione di istamina, che determina vasodilatazione e un aumento della permabilità vasale. In genere la vasodilatazione è locale, ma in casi estremi può essere generalizzata: in questo caso si può avere uno shock anafilattico, che è caratterizzato da un brusco calo della pressione arteriosa.
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