Gnezdovo

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Coordinate: 54°46′N 31°47′E / 54.766667°N 31.783333°E54.766667; 31.783333

Kurgan di Gnezdovo
i slavi nell' 700-800

Gnezdovo o Gnyozdovo (russo: Гнёздово) è un sito archeologico situato nei pressi del villaggio di Gnyozdovo, nell'Oblast' di Smolensk, Russia. Il sito contiene numerosi reperti di un insediamento slavo-variago che fiorì nel X secolo, diventando una delle principali stazioni di posta sulla rotta commerciale che univa i Variaghi ai Greci.

Sito archeologico[modifica | modifica sorgente]

Il sito archeologico comprende una cittadella (russo: Городище), prima situata alla confluenza di Dnepr e Svinets, ed un anello di antichi insediamenti rurali (selitba) che occupa un'area di 17,5 ettari, di cui circa 5000 m² sono stati scavati prima della fine del XX secolo. Questo lo rende uno dei più estesi siti di epoca vichinga in Europa: solo Hedeby è più ampio (24 ettari), mentre Birka (13 ettari), Dublino (12 ettari), Ribe (10 ettari) e Danzica (1 ettaro) sono minori.[1] Vi sono circa 3000 tumuli, disposti in otto gruppi di kurgan.

Esistono discussioni tra gli studiosi riguardo a quale gruppo etnico sia predominante a Gnyozdovo. Nonostante esista una pronunciata presenza di Variaghi, diciannove tumuli su venti contengono i resti di uomini e donne Kriviči o baltici.[2] Il rito funerario era prevalentemente la cremazione. I reperti più numerosi sono utensili da casa e ceramiche. In generale, i tumuli di Gnyozdovo hanno stretti legami con i "Družina kurgans" di Černihiv, come ad esempio la tomba nera.[3]

Reperti[modifica | modifica sorgente]

Sette tesori composti da monete bizantine ed arabe ed un disco bizantino raffigurante Simargl dimostrano che la comunità locale operava un prospero commercio lungo il Dnepr. Gli oggetti in metallo comprendono usberghi (non tipicamente scandinavi), elmi, asce da battaglia, spade carolinge e frecce. Tra le scoperte più sorprendenti c'è un antico rasoio pieghevole con maniglia in rame e forbici a fulcro.

Il ritrovamento più inaspettato di Gnyozdovo è un'anfora Kerč' con un'incisione in Antica lingua slava orientale. L'archeologo che la ritrovò disse che il termine горушна (gorušna) scritto sul vaso in alfabeto cirillico indica che conteneva senape.[4] Questa spiegazione non è universalmente accettata come vera, e l'iscrizione sembra prestarsi a diverse interpretazioni.[5] La datazione dell'iscrizione, la metà del X secolo,[6] suggerisce un'inattesa popolarità della scrittura cirillica nel Rus pre-cristiano.[7]

Analisi storica[modifica | modifica sorgente]

Come osservato da Tatiana Jackson, le saghe norrene contengono informazioni maggiormente dettagliate riguardo alla Daugava (norreno: Dyna) rispetto a qualsiasi altro fiume dell'Europa orientale.[8] Questo fatto evidenzia la grande importanza legata alla rotta commerciale della Dvina, sfruttata da avventurieri e commercianti vichinghi.

Gnyozdovo si trova nella parte bassa della Dvina–Dnepr, nel punto in cui lo Svinets ed altri fiumi minori confluiscono nel Dnepr. Come Smolensk più tardi, Gnyozdovo fiorì lungo la rotta commerciale che dal Dnepr scendeva a sud fino a Costantinopoli e risaliva a nord fino alla Dvina ed al Lovat', due fiumi che si buttano nel Mar Baltico.[9] Al momento della sua creazione, la cittadella locale serviva per difendersi da eventuali attacchi.[10] Dopo le tensioni interne con il Rus' di Kiev, il sito di Gnyozdovo "rappresentò il centro di scambio sulla rotta da Mar Baltico a Mar Nero".[11]

Il declino dell'insediamento iniziò nei primi anni dell'XI secolo, in contemporanea con altre stazioni di posta variaghe dell'Europa orientale.

Gnyozdovo e Smolensk[modifica | modifica sorgente]

Gli studiosi non sempre sono d'accordo sul legame tra Gnyozdovo e Smolensk (norreno: Smaleskja), situata alla confluenza tra Dnepr e Smolnya.

Secondo un punto di vista, Gnyozdovo era il predecessore funzionale ed economico dell'attuale Smolensk. Archeologi sovietici hanno stabilito che i primi insediamenti sul sito di Smolensk risalgono all'inizio dell'XI secolo.[12] In altri termini, la nascita di Smolensk coincide con il declino di Gnyozdovo. Il centro regionale potrebbe essere stato spostato da Gnyozdovo a Smolensk seguendo la Conversione al Cristianesimo della Rus' di Kiev effettuata da Vladimir I di Kiev.[13]

Un'altra scuola di pensiero è portata avanti da Petrukhin e Pushkina, i quali sostengono che Smolensk e Gnyozdovo abbiano coesistito pacificamente per tutto il X secolo.[14] Secondo questa versione Gnyozdovo era un pogost del re di Kiev, il quale era solito riscuotere un tributo dai Kriviči. Dato che il družina di knyaz era composto principalmente da norsemen, una forte presenza variaga a Gnyozdovo sarebbe ben motivata. Contemporaneamente Smolensk era un centro urbano abitato dalla popolazione slava (Kriviči), in cui si trovava il veče. Dopo che Vladimiro il Grande ebbe stabilito un principato per il figlio, il centro amministrativo della regione e la sede del principato vennero spostati da Gnyozdovo al castello di Smyadyn nei pressi di Smolensk.[15]

La dicotomia di centro veče slavo e družina variaga trova paralleli in altre zone del Rus: basti osservare Novgorod e Holmsgard, Černihiv e Shestovitsa, Rostov e Sarskoye Gorodishche, Jaroslavl' e Timeryovo.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Viene registrato la prima volta in documenti del XVII secolo. Gli storici non concordano su quale sarebbe l'originario nome del luogo. Coloro che ritengono che Gnyozdovo sia la vecchia Smolensk, affermano che Smolensk era il nome originale.

Vasmer ed altri etimologi fanno derivare il nome di Smolensk dal fiume Smolnya. In questo caso l'originale nome slavo di Gnyozdovo dovrebbe essere diverso. Tatiana Jackson ipotizza che possa derivare dal fiume Svinets, ricostruendolo come Svinechsk (Свинеческъ). Dato che il nome del fiume sembra legato al termine russo per "suino" e Gnyozdovo si trovava vicino ad un promontorio, Jackson identifica questo insediamento con Sýrnes ("promontorio dei suini" in lingua norrena), una delle otto città di Garðaríki elencate nel trattato geografico norreno Hauksbók.[16]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The New Cambridge Medieval History. Cambridge University Press, 2000. Pag 90.
  2. ^ Авдусин Д.А. Гнездово и днепровский путь. // Новое в археологии. Mosca, 1972.
  3. ^ Сизов В.И. Курганы Смоленской губернии. // Материалы по археологии России, №28. San Pietroburgo, 1902.
  4. ^ The Great Soviet Encyclopaedia, 2nd ed. Article "Гнездовская надпись".
  5. ^ Roman Jakobson, Linda R. Waugh, Stephen Rudy. Contributions to Comparative Mythology. Walter de Gruyter, 1985. Pag 333.
  6. ^ Le ultime monete trovate nella stessa tomba risalgono al 295 AH, ovvero al 906/907 d.C.
  7. ^ Delle tre iscrizioni runiche trovate nell'antica Rus, solo una proveniente da Ladoga è antecedente a quella di Gnyozdovo.
  8. ^ Джаксон Т.Н. Austr i Gordum: древнерусские топонимы в древнескандинавских источниках. Mosca, 2001. Pag 71-72.
  9. ^ Un cronico di lingua slava dice che esisteva un importante passaggio tra Lovat' e Dnepr.
  10. ^ Булкин В.А. Гнездовский могильник и курганные древности Смоленского Поднепровья. Leningrado, 1973.
  11. ^ A Comparative Study of Thirty City-State Cultures (ed. Mogens Herman Hansen). Kgl. Danske Videnskabernes Selskab, 2000. Pag 265.
  12. ^ Авдусин Д.И. К вопросу о происхождении Смоленска и его первоначальной топографии. // Смоленску 1100 лет. Smolensk, 1967.
  13. ^ Булкин В.А., Лебедев Г.С. Гнездово и Бирка (к проблеме становления города). [Gnyozdovo and Birka]. // Культура средневековой Руси. Leningrado, 1974.
  14. ^ В. Я. Петрухин, Т. А. Пушкина. К предыстории древнерусского города. // История СССР, №4. Mosca-Leningrado, 1979. Pag 100-112.
  15. ^ Questa residenza dei principi di Smolensk è la prima registrata per l'anno 1015 nel Life of Sts. Boris and Gleb, attributo a Nestor di Pečerska.
  16. ^ Джаксон Т.Н. Austr i Gordum: древнерусские топонимы в древнескандинавских источниках. Mosca, 2001. Pages 72-74.

Altra informazione[modifica | modifica sorgente]


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