G. Thomson

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G. Thomson (1760Palermo, novembre 1806) è stato un geologo inglese. Muore a Palermo all'età di soli 46 anni[1].

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome è indicato semplicemente con G. poiché il nome completo è sconosciuto[2]. In diverse fonti secondarie si fa riferimento a lui come a William Thomson o William Thompson[3] e a volte è persino confuso con Lord Kelvin (1824-1907). Tuttavia nel suo saggio del 1808 pubblicato negli Atti dell'Accademia Delle Scienze di Siena[4] e nell'articolo di Paneth che riprende questo saggio[5] è indicato come G. Thomson. Infine su altre fonti indirette è indicato anche come W. G. Thomson[6].

La scoperta delle figure di Widmanstätten[modifica | modifica wikitesto]

Le figure di Widmanstätten che appaiono quando si incide con l'acido una meteorite ferrosa

Thomson, un geologo inglese che viveva a Napoli, stava trattando con l'acido nitrico una meteorite di Krasnojarsk allo scopo di pulirla dalla ruggine, quando si accorse che l'acido aveva fatto emergere dal metallo intricati disegni mai visti prima.

«L'acido nitrico distruggendo il lustro ch'era puro effetto dell'arte, mi svelò la tessitura» - G. Thomson

Nel 1804 pubblica la scoperta in francese su Bibliothèque Britannique[1][3][5] e nel 1808 postuma viene pubblicata anche in italiano (in traduzione dal manoscritto inglese) su Atti dell'Accademia Delle Scienze di Siena[4].

La scoperta delle figure di Widmanstätten è comunemente attribuita ad Alois von Beckh-Widmanstätten. Tuttavia, come diversi studiosi del campo hanno più volte sottolineato, è in realtà è da attribuire a Thomson visto che, pur essendo stata indipendente, la scoperta di Widmanstätten è senza dubbio posteriore. Per questo è stato proposto di utilizzare il termine struttura di Thomson al posto o in associazione con figure di Widmanstätten[1][3][7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Gian Battista Vai, W. Glen E. Caldwell. The origins of geology in Italy. Geological Society of America, 2006, ISBN 0-8137-2411-2 [1]
  2. ^ F. Manheim, F. A. Paneth. The discovery and earliest reproductions of the Widmanstatten figures. Geoscience Abstracts, American Geological Institute (1959), pg.17 [2]
  3. ^ a b c John G. Burke. Cosmic Debris: Meteorites in History. University of California Press, 1986. ISBN 0-520-05651-5
  4. ^ a b G.Thomson. Saggio di G.Thomson sul ferro Malleabile trovato da Pallas in Siberia. Atti dell'Accademia Delle Scienze di Siena, 1808, Tomo 9 pg. 37 [3]
  5. ^ a b F. A. Paneth. The discovery and earliest reproductions of the Widmanstatten figures. Geochimica et Cosmochimica Acta, 1960, 18, pp.176-182
  6. ^ The Journal of the Iron and Steel Institute, 1861 [4]
  7. ^ O. Richard Norton. The Cambridge encyclopedia of meteorites. Cambridge, Cambridge University Press, 2002. ISBN 0-521-62143-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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