Giandomenico Fracchia

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Personaggio creato e interpretato da Paolo Villaggio per la trasmissione televisiva, È domenica, ma senza impegno nel 1969, Giandomenico Fracchia è un impiegato che nei confronti di chi lo tiene in soggezione (generalmente il capufficio, interpretato da Gianni Agus), cerca di compiacerlo in tutti i modi, pendendo dalle labbra di quest'ultimo. Assieme a Kranz e a Fantozzi è una delle maschere che ha permesso a Villaggio di imporsi sulla scena della comicità italiana nel secondo dopoguerra.

Indice

[modifica] Descrizione del personaggio

A differenza dell'irruente e aggressivo, anche se pusillanime Professor Kranz, e al sottomesso, ma tiranno in famiglia, Fantozzi, Fracchia non ha quella capacità reattiva delle altre due maschere villaggiane, è completamente terrorizzato dai superiori, accetta supinamente umiliazioni e soprusi non reagendo né in maniera furfantesca come Kranz, né attraverso gloriosi tentativi di ribellione come Fantozzi. Benché non sia famoso come Fantozzi, Villaggio ha definito Fracchia "il personaggio che amo di più perché più mi corrisponde... perché ha spessore psicologico, cioè una maggiore umanità..." A differenza di Fantozzi, che comunque ha una figlia e una moglie che pur non amandolo lo sostiene e riesce ad avere un rapporto di complicità col marito, Fracchia è sostanzialmente solo, senza parenti o amici (Fantozzi invece ha un certo legame con Filini), e i genitori rappresentano per lui solo delle figure repressive con grandi aspettative sul figlio che inevitabilmente è cresciuto frustrato e molto impacciato e goffo, addirittura più di Fantozzi, personaggio sulla quale pesa di più una surreale e incredibile sfortuna, mentre i problemi di Fracchia hanno origine dalla sua insicurezza e dal suo sentirsi inadeguato: infatti fin dall'inizio la goffaggine in Fracchia viene molto più accentuata da Villaggio che in Fantozzi, e viene utilizzata molto più spesso la voce "sfiatata" (elemento meno frequente in Fantozzi).

Con Fracchia, Villaggio propone per la prima volta gag e tormentoni che diventeranno famosi per il grande pubblico: la voce sfiatata, il ritrarsi col capo, la nevrotica gesticolazione,il piegarsi sulle ginocchia, la goffa improvvisazione di fronte a domande di cui non conosce la risposta, frasi ricorrenti come "mi si sono intrecciati i diti!", "come è umano lei", "abbia pietà" . Quando Villaggio,che su proposta del produttore Fulvio Frizzi decide di essere il protagonista del film tratto dai suoi libri, interpreta Fantozzi dal 1975 fino alla prima metà degli anni'80, i due personaggi vengono subito diversificati dall'attore genovese che utilizza per Fantozzi una mimica meno enfatizzata, proprio per sottolineare la differenza tra i due personaggi, Fracchia asservito e rassegnato e Fantozzi con una voglia ardente di ribellarsi e di tentare la scalata sociale inoltre vengono anche utilizzati in diversi ambiti mediatici: Fantozzi viene usato per i libri e per il cinema e Fracchia per la televisione. Il fatto che a differenza di Fantozzi, Fracchia è privo della base letteraria su cui si fondano i film del celebre ragioniere, lo rende un personaggio molto versatile (pur mantenendo elementi e caratteristiche che lo contraddistinguono come la poltrona sacco, il terribile superiore generalmente interpretato da Gianni Agus, la sua condizione di single), e infatti viene essenzialmente usato in parodie: la serie Tv è una parodia del film "Sogni proibiti" di Norman Z. McLeod, "Fracchia la Belva umana" è una parodia di "Tutta la città ne parla" di John Ford e Fracchia contro Dracula è la parodia del Dracula di Bram Stoker. In seguito, col crescente successo di Fantozzi, e col proliferare di cloni "fantozziani", la figura di Fracchia verrà messa da parte dall'attore genovese, (probabilmente per il fatto che la totale remissività di Fracchia era un po' troppo tragica per l'epoca) anche se continuerà a ricordarla con affetto, essendo il suo personaggio preferito.

[modifica] Esordi di Fracchia

Dopo il periodo di lavoro negli uffici della sede dell'Italsider di Genova e la sua contemporanea attività cabarettistica Villaggio viene scoperto da Maurizio Costanzo e dopo essere stato conduttore di Quelli della domenica diventerà conduttore televisivo nella trasmissione È domenica, ma senza impegno nel 1969.
Per questo programma proporrà Fracchia, un impiegato che si mostra vile e sottomesso di fronte al tremendo capufficio (interpretato da Gianni Agus), interpretando vari sketch da protagonista. Questi sketch, scritti da Paolo Villaggio e Maurizio Costanzo, avevano generalmente questa struttura: Fracchia mostrava al pubblico di essere sicuro di sè e pronto ad affrontare a viso aperto il suo capufficio, l'ingegner Acetti, quando poi si trovava di fronte a lui, cominciava a biascicare, a gesticolare con le mani (da qui il tormentone "mi si sono intrecciati i diti!"), a parlare con una voce "sfiatata" (che verrà utilizzata da Villaggio in misura minore per Fantozzi) e il suo disagio veniva accentuato dalla posizione scomoda in cui era costretto a stare, il capufficio, infatti lo faceva sedere in una poltrona-sacco, diventata vero e proprio simbolo del personaggio. L'idea della "poltrona-sacco" fu di una costumista televisiva, amica dell'attore genovese alla quale Villaggio aveva chiesto una sedia "un po' buffa" nella quale Fracchia si sentisse "un po' a disagio". In seguito, nel 1971 Villaggio, incide un disco, su testi di Maurizio Costanzo, chiamato "Giandomenico Fracchia" in cui l'attore genovese interpreta il vile impiegato in sketch molto simili anche se Gianni Agus viene sostituito da anonime voci che mettono in soggezione il povero Fracchia.

Nei primi monologhi in cui vengono raccontate le avventure di Fantozzi nella trasmissione Quelli della Domenica e nei primi due libri di Fantozzi, vi è un personaggio che si chiama Fracchia (che è un personaggio diverso dal Fracchia sottomesso da Gianni Agus, visto che Villaggio usa spesso gli stessi cognomi per personaggi diversi, come Fonelli che nei primi tre film di Fantozzi è il suo collega d'ufficio patito di battaglie navali, e in Fantozzi subisce ancora è l'ambizioso impiegato che diventa Cobram II; lo stesso cognome Fantozzi viene utilizzato in uno sketch del programma di Quelli della Domenica, L'entrata in guerra, per designare una coppia di anglofili), l'organizzatore di iniziative, compagno di scrivania di Fantozzi, il cui nome nei film e nei libri successivi diventerà Filini.

[modifica] Fracchia torna in TV

Sulla scia del fortunatissimo film su Fantozzi, Villaggio ripropone nel 1975 Fracchia nella serie televisiva in quattro episodi "Giandomenico Fracchia - Sogni Proibiti di uno di noi" (con affianco il nuovo compagno Gigi Reder, Gianni Agus nella parte del cavalier Acetti e Ombretta Colli nella parte della Signorina Ruini grande amore di Fracchia).
In questa serie Fracchia è un ragioniere alle dipendenze di una grande azienda (Gli esterni ed alcuni interni furono girati negli uffici del Ministero delle Finanze all'Eur, recentemente demoliti), che mentre con i colleghi (tra cui Gigi Reder nella parte del Geometra Borioli) si mostra sicuro e spaccone, in presenza della Signorina Ruini, suo grande amore inconfessato, diventa timido e insicuro e quando si trova in presenza del suo capufficio, il Cav. Dott. Ulisse Acetti, è messo in soggezione e comincia a balbettare e a parlare con una voce "sfiatata", quando è convocato nell'ufficio di Acetti, inoltre, Fracchia deve fare i conti con la terribile poltrona sacco, sulla quale non riesce mai a trovare un punto di equilibrio statico.
L'unico sfogo di Fracchia sono i sogni, in cui trionfa sempre, riesce a conquistare la Signorina Ruini e a vendicarsi di Acetti, ma alla fine è costretto a ripiombare nella sua infelice condizione. In ogni episodio Fracchia va dallo psicanalista per riuscire a sconfiggere le sue paure: lì si scopre che la causa delle sue fobie e delle sue insicurezze è il fatto che Fracchia rivede nel capufficio i suoi genitori con cui ha avuto un difficile rapporto, come si vede nei suoi ricordi (in cui i genitori sono interpretati da Villaggio e doppiati da Gianni Agus, per la corrispondenza genitori-capufficio).
Alla fine di ogni episodio, lo stesso Paolo Villaggio viene a prendere Fracchia agli studi RAI e vanno via insieme sulle note della canzone "Facciamo finta che..." cantata da Ombretta Colli, con interventi di Paolo Villaggio nella parte di Fracchia.
La serie televisiva ottiene successo e gli episodi verranno replicati, fino ad essere riproposti ancora oggi in televisione (sul canale Rai Educational 2 nella trasmissione Rewind). In questa serie molti elementi sono ripresi dai libri e dal coevo film di Fantozzi (mostrando il gusto dell'autocitazione tipico dell'attore genovese): i vestiti molto simili (come i pantaloni ascellari), la presenza di una fiamma irraggiungibile come la Signorina Silvani (anche se Fantozzi sembra avere più possibilità a differenza di Fracchia),l'utilitaria (per Fantozzi la Bianchina, per Fracchia la Fiat 500), un collega occhialuto, Filini per Fantozzi e il Geometra Borioli per Fracchia, persino un racconto del primo libro di Villaggio "Fantozzi compra L'Enciclopedia Britannica", viene adattato come un tipico sketch "fracchiano", e la frase "sii sempre rispettoso e fedele" detta in passato dal padre di Fracchia al figlio, cita l'ultima battuta del Megapresidente Galattico nel film Fantozzi. Allo stesso tempo, però Villaggio riproporrà per Fantozzi alcune gag e trovate proposte con Fracchia: come la gag della mano che sbattuta con violenza sul tavolo prende in pieno una puntina da disegno (Fantozzi contro tutti), oppure il dialogo superiore/impiegato sull'ideologia politica, che nel telefilm è tra Fracchia e Acetti, e nel racconto "La scritta nel cielo" nel libro Fantozzi contro tutti tra Fantozzi e il direttore Prof. Conte Sarzani.

[modifica] Il trionfo della Belva Umana

A dispetto di Fantozzi, anche Fracchia avrà la sua consacrazione cinematografica: nel 1981, infatti viene distribuito il film Fracchia la belva umana (per la regia di Neri Parenti, con Lino Banfi, Gigi Reder e Gianni Agus riproposto come Dott. Orimbelli) che si rivelerà un successo e diventerà un cult movie.
In questo film si sente molto l'influenza di Fantozzi: infatti viene ripreso lo stile "slapstick" (con gag da cartone animato) che avevano caratterizzato i precedenti film di Fantozzi e di altri personaggi interpretati da Villaggio (come Guido Belardinelli de Il... Belpaese, il Robi de Il Signor Robinson: mostruosa storia di amore e avventure e il Dr. Jekyll di Dottor Jekyll e gentile signora).
Alcune trovate e gag di questo film sono tipiche delle interpretazioni comiche di Villaggio (infatti alcune gag sono prese da altri film interpretati dall'attore genovese e proprio in questo film viene proposta cinematograficamente la celebre battuta «Com'è umano lei...»).

[modifica] Scontro con Dracula e ultima apparizione di Fracchia

Fracchia tornerà nel 1985 nel film Fracchia contro Dracula (con Edmund Purdom e Gigi Reder) una parodia dei film horror in stile slapstick, considerata anch'essa un cult dagli appassionati. Fracchia verrà riproposto in un compact disc con gli audio del disco uscito nel 1971 col nome "In Compagnia di Paolo Villaggio" (2005).

Fracchia è un personaggio molto affine alla vera natura di Villaggio, che in un'intervista del 1987, "confessò" il peso che aveva per lui la sua "vigliaccheria" che lo portava a essere molto cedevole e a lasciarsi sopraffare verbalmente dagli altri fino al punto di affermare "Fracchia mi corrisponde al 100%, cioè sono io" (riecheggiando la celebre frase di Flaubert "Madame Bovary c'est moi"). In Fracchia manca l'aggressività e l'irruenza del comico genovese (tipica dei suoi personaggi "furfantelli" degli esordi, tra cui il più famoso è il Professor Kranz e della sua maschera più famosa, il Ragionier Fantozzi che in ambito domestico è un vero e proprio tiranno), ed ebbe il primato di essere il primo personaggio impiegatizio interpretato da Villaggio, seguito da Fantozzi e i suoi numerosi cloni. Infatti ai tempi di "Quelli della Domenica", le avventure di Fantozzi erano raccontate, non interpretate da Villaggio, che in seguito al successo dei suoi libri si ritrovò quasi per caso a interpretare il suo personaggio. Nell'interpretare Fantozzi, quindi, l'attore ligure tiene ben presente l'esperienza fracchiana, citata fra l'altro nella famosa "Ballata di Fantozzi" con la battuta "...e poi mi si intrecciano i diti". Secondo Piero de Bernardi, inoltre, che in coppia con Leo Benvenuti ha sceneggiato molti film di Villaggio: "Fracchia è la proiezione nevrotica di Fantozzi", questa affermazione spiega che Fracchia è affetto da nevrosi dovute alle sue insicurezze e inibizioni che per lui hanno più peso che per un personaggio più aggressivo come Fantozzi (come si evince dalla serie tv).

[modifica] Apparizioni

[modifica] TV

  • È domenica, ma senza impegno, programma TV (1968)
  • Giandomenico Fracchia, serie TV in 4 episodi (1975)

[modifica] Filmografia

[modifica] Discografia

  • "Giandomenico Fracchia" (Disco in vinile, 1971)
  • "In compagnia di Paolo Villaggio" (CD Audio, 2005)
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