Fair play
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il fair play è una regola non scritta dettata da un codice d'onore presente nel gioco del calcio e in molti altri sport (anche in quelli in cui è assente il contatto fisico, come nella pallavolo). La parola fair play (gioco corretto) si può tradurre infatti con lealtà.
[modifica] FIFA
Fair Play è il nome di un impegno ufficiale preso dalla FIFA per aumentare l'etica all'interno del calcio e per prevenire la discriminazione in questo sport. Gli intenti del Fair Play comunque, esulano dal mero contesto calcistico: oltre a cercare di ridurre il razzismo all'interno del calcio, il Fair Play è il supporto che la FIFA dà alle organizzazioni che cercano di migliorare le condizioni di vita nel mondo.
[modifica] I principi del Fair Play
- Giocare per divertirsi
- Giocare con lealtà
- Attenersi alle regole del gioco
- Portare rispetto ai compagni di squadra, agli avversari, agli arbitri e agli spettatori.
- Accettare la sconfitta con dignità.
- Rifiutare la corruzione, il doping, il razzismo, la violenza e qualsiasi cosa possa arrecare danno allo sport.
- Fare tante partite per donare l'incasso a coloro che ne hanno bisogno.
- Aiutare gli altri a resistere ai tentativi di corruzione.
- Denunciare coloro che tentano di screditare lo sport.
- Onorare coloro che difendono la buona reputazione dello sport.
La FIFA e la UEFA hanno in più occasioni premiato coloro che hanno sposato appieno i fondamenti del Fair Play.
Dall'anno 2007, proprio per rimarcare le regole non scritte del Fair Play, alla fine dello svolgimento delle partite di serie A è stato in Italia inserito il cosiddetto Terzo tempo, in cui i giocatori in fila stringono le mani dei Direttori di Gara, similmente a quanto accade da tempo alla fine nelle partite di Pallavolo e di Rugby.
[modifica] Collegamenti esterni
Il testo del "Codice di condotta" del Fair Play è reperibile presso il sito della FIFA.

