Equazione di Pell
L'equazione di Pell è un'equazione diofantea quadratica in due variabili, del tipo
- x2 − dy2 = 1, oppure
- x2 − dy2 = − 1
Una soluzione banale valida per ogni valore di d è
. Le equazioni del primo tipo possono essere risolte in interi non banali per ogni valore di d che non sia un quadrato perfetto; quelle del secondo tipo hanno invece soluzione soltanto per alcuni casi particolari.
Il nome dell'equazione deriva da quello del matematico inglese John Pell, al quale Eulero attribuì (probabilmente per errore) il metodo per trovarne le soluzioni.
Indice |
[modifica] Metodo risolutivo
Per risolvere un'equazione di Pell si sviluppa innanzitutto
in frazione continua:
per poi considerare l'n-esimo convergente,
. La soluzione
riguarderà l'equazione x2 − dy2 = 1, oppure quella x2 − dy2 = − 1 a seconda che n sia dispari o pari. In quest'ultimo caso si prolunga la frazione continua di un altro periodo, fino ad arrivare ai convergenti
che risolvono l'equazione per +1.
[modifica] Ulteriori soluzioni
Si può dimostrare che ogni soluzione x,y dell'equazione di Pell è data da
per certi interi x0,y0 e un intero i positivo.
Infatti, consideriamo l'anello
(d>0), contenuto in
. Può essere definita una norma moltiplicativa a2 − db2. Ora, la norma di
è 1, se e solo se (x,y) è una soluzione dell'equazione di Pell, ed è quindi un'unità per l'anello (ovvero è invertibile).
Sia ora
la più piccola unità positiva. Anche tutti gli elementi nella forma ui hanno norma 1, e quindi le loro componenti sono ancora soluzioni dell'equazione di Pell. Se esistesse un'altra soluzione q, essa dovrebbe trovarsi tra due potenze di u:
- un < q < un + 1
ovvero, dividendo per un (il che è possibile perché è un elemento invertibile dell'anello),
- 1 < qu − n < u
ovvero dovrebbe esistere un'altra soluzione q' = qu − n compresa tra 1 ed u. Ma avevamo supposto u come la minore soluzione possibile, e quindi questo è assurdo, ovvero tutte le soluzioni sono potenze della soluzione base (x0,y0).
[modifica] Dimostrazione del metodo
Dalla teoria delle frazioni continue si ha che, dati due coefficienti consecutivi
e
ad un numero irrazionale α, questi verificano la relazione
,
dove αn + 1 è il quoziente completo dopo qn. Nel caso della frazione continua per
, risulterà
Sostituendo questo valore, si ottiene
e poiché
sono numeri interi, si può spezzare l'equazione in una parte contenente
, sicuramente irrazionale, ed in una parte che non la contiene (sicuramente intera) ottenendo le due equazioni
e
(quest'ultima dopo aver semplificato le radici)
Possiamo ora trasformali in espressioni per An − 1 e Bn − 1:
e
Sappiamo anche (sempre dalla teoria delle frazioni continue) che due convergenti qualsiasi verificano:
- AnBn − 1 − BnAn − 1 = ( − 1)n − 1
e quindi sostituendo si ha
che è l'equazione di Pell che stavamo cercando. Se ora n è dispari, avremo una soluzione con +1; se è pari, otterremo una soluzione con -1 Per ottenerne una positiva basta però prolungare la frazione continua di un altro periodo; in tal modo si otterrà, prima del successivo termine 2q0, un termine di indice 2n+1, che risolverà l'equazione.
Si può dimostrare inoltre che se il periodo della frazione continua per
ha un numero dispari di termine nella parte simmetrica (ovvero c'è un termine centrale), l'equazione x2 − dy2 = − 1 non ha soluzioni.
[modifica] Generalizzazioni
Un'equazione di Pell generalizzata è nella forma
le cui soluzioni sono fornite da un opportuno convergente alla frazione continua per
.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Harold Davenport, Aritmetica superiore, Zanichelli, Bologna, 1994, ISBN 8808091546 - Capitolo IV.
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![\sqrt{d}[(\sqrt{d}+q_0)B_n+B_{n-1}]=(\sqrt{d}+q_0)A_n+\sqrt{d}A_{n-1}](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/2/b/9/2b95bd01c33123c9acda334f3d4f7c16.png)

e
(quest'ultima dopo aver semplificato le radici)
e

