Dente del giudizio

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A sinistra, i denti del giudizio

Per denti del giudizio si intendono quattro denti molari (terzo molare inferiore, terzo molare superiore, rispettivamente a destra e a sinistra) che, occupando l'ultima e quindi più interna posizione nell'arco dentale, sono chiamati anche ottavi.[1]

La dicitura dente del giudizio, presente in innumerevoli lingue (dal latino dens sapientiae), è dovuta al fatto che generalmente compaiono tra i 17º ed i 25º anno di età.[2] Possono essere anche più di quattro oppure di meno, rispettivamente in caso di iperdentia o ipodontia.

Disturbi e patologie[modifica | modifica sorgente]

Dente del giudizio in posizione di crescita obliqua

Spesso accade che un dente del giudizio manchi di spuntare, rimanendo dunque incluso (quando il germe dentale si trova completamente coperto dalla gengiva) oppure semincluso (quando è in parte visibile). La mancata eruzione ("crescita") può essere dovuta a due fattori:

  • Data la conformazione della mandibola e della mascella, è possibile che al dente manchi il posto per erompere (spuntare).[3]
  • L'asse di crescita del dente non è orientato correttamente. Nei casi più complicati, può darsi che il dente cresca in direzione orizzontale, eventualmente facendo pressione sul secondo molare.

Un dente del giudizio cresciuto imperfettamente rischia di causare delle patologie come ad esempio la cisti, la pericoronite, la carie e l'ascesso.[4]

Il dente del giudizio nell'evoluzione umana[modifica | modifica sorgente]

Il fatto che la crescita dei denti del giudizio sia soggetta a variazioni ed a imperfezioni è dovuto anche al corso evolutivo della specie umana: in passato l'uomo aveva bisogno di più molari per masticare cibi non cotti e/o tenaci che sono stati abbandonati nel corso dell'evoluzione mentre le dimensioni della mandibola e della mascella si sono chiaramente ridotte, lasciando poco posto a disposizione per un normale sviluppo dell'ottavo dente. I denti del giudizio sono quindi un retaggio del passato.[5] È solo con l'età che la mascella e la mandibola dovrebbero raggiungere sufficienti dimensioni per permetterne lo sviluppo.

Estrazione[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.
Denti del giudizio di destra dopo un'estrazione in anestesia locale

L'estrazione può essere un intervento più o meno complicato a seconda della situazione globale. È ad esempio più facile l'estrazione da soggetti giovani; inoltre, il dente del giudizio superiore può essere - a parità di condizioni - estratto più agevolmente di quello inferiore. A seconda dei casi, sarà fatta con o senza punti di sutura, o con diversi tipi di anestesia, in intervento ambulatoriale o in clinica. L'estrazione di un dente del giudizio completamente fuoriuscito è il caso più semplice e di solito non richiede accorgimenti particolari a parte l'anestesia locale e l'uso di un adeguato analgesico. Anche l'estrazione di un dente del giudizio incluso è un intervento spesso eseguibile in anestesia locale.[6]

Il decorso dopo un intervento di routine è in genere rapido. Gonfiori e perdite di sangue sono possibili per diverse ore dopo l'intervento. Se la perdita è moderata, è da considerarsi normale durante il primo giorno dopo l'estrazione.[7] In questi casi il paziente può mordere su una garza o su un fazzoletto di stoffa. Fazzoletti di carta o ovatta sono da considerarsi come soluzioni di emergenza perché rischiano di lasciare tracce che si attaccano alla ferita e che possono causarne la riapertura quando vengono rimossi. È inoltre vantaggioso inumidire leggermente la garza o il fazzoletto. In caso di difficoltà, per facilitare la cicatrizzazione della ferita si consigliano spesso impacchi di ghiaccio, mentre sono sconsigliati cibi caldi, sigarette, caffè ed alcool, come anche risciacqui energici o troppo numerosi o farmaci antiaggreganti come l'aspirina.[8]

L'estrazione di un dente del giudizio fatta a scopo puramente cautelativo (dunque in assenza di sintomi) è una consuetudine che varia da paese a paese, e la cui necessità non è ancora pienamente sostenuta dagli studi scientifici finora svolti.[9]

Per quanto rara (0.005% del totale) l'estrazione del terzo molare può comportare, a distanza di due o tre settimane, la frattura composta dell'angolo mandibolare, a causa dell'eccessivo e precoce carico dell'area operata durante la masticazione.[10]


Note[modifica | modifica sorgente]

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