Curzola
| Curzola comune |
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| Dati amministrativi | |||||||
| Stato | |||||||
| Regione | Raguseo-narentana | ||||||
| Sindaco | Mirko Duhović | ||||||
| Territorio | |||||||
| Coordinate | 42°57′N 17°08′E / 42.95°N 17.13333°ECoordinate: 42°57′N 17°08′E / 42.95°N 17.13333°E | ||||||
| Altitudine | 0 m s.l.m. | ||||||
| Abitanti | 5 634 (2001) | ||||||
| Altre informazioni | |||||||
| Cod. postale | 20 260 | ||||||
| Prefisso | 020 | ||||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||||
| Targa | DU | ||||||
| Nome abitanti | curzolani | ||||||
| Localizzazione | |||||||
| Sito istituzionale | |||||||
Cùrzola[1][2] (in croato Korčula) è la maggiore città dell'isola di Curzola in Croazia e, al censimento del 2011, contava 5.634 abitanti.
Indice |
[modifica] Località
Il Comune di Cùrzola è costituito da 5 insediamenti (naselja)
- Cùrzola (Korčula)
- Bùgnore (Žrnovo)
- Poponatta (Pupnat)
- Porto Barbieri [o Ràciste] (Račišće)
- Villa Chiarra (Čara)
[modifica] Storia
Curzola fu sede vescovile dal 1300 al 1828.
Fu un comune della Provincia di Spalato, suddivisione amministrativa del Governatorato della Dalmazia, dipendente dal Regno d'Italia dal 1941 al 1943.
[modifica] Italiani
Fino al 1900 gli italiani (veneti) costituirono più della metà della popolazione di Curzola città (e della vicina frazione di Petrara). Il loro numero andò gradualmente decrescendo con l'annessione dell'isola da parte del Regno di Jugoslavia. Gli eccidi croati della Seconda Guerra Mondiale provocarono la fuga degli ultimi italiani autoctoni rimasti in città.
[modifica] Gli italiani a Curzola nel XIX e nel XX secolo
Al censimento del 1910 gli italiani costituivano il 25% della popolazione del centro di Curzola e il 15% della vicina frazione di Petrara. Nel resto del comune, così come nel resto dell'isola, non vi erano italiani. La maggioranza degli italiani era composta da piccoli artigiani, soprattutto tagliapietre, scalpellini e carpentieri, mestieri questi nei quali i curzolani e quelli di Petrara erano maestri e conosciuti ed apprezzati anche fuori dei confini della Dalmazia. Una minoranza, invece, era costituita da possidenti, commercianti ed esercenti. Nel 1861 rappresentanti politici dei curzolani di lingua italiana erano i membri della famiglia dei conti Smerchinich (Smerkinić, di origine slava). Nel 1867 uno Smerchinich venne eletto deputato italiano al parlamento di Vienna. Tuttavia, era cominciata l'opera di croatizzazione del comune da parte delle autorità austriache, che ritenevano i croati sudditi più fedeli rispetto agli italiani. Nel 1893, contro le proteste della popolazione locale, le autorità imperiali fecero chiudere il locale ginnasio italiano e l'istruzione a Curzola venne impartita esclusivamente in croato. Ma l'area urbana di Curzola continuò a votare compattamente per gli Smerchinich. Inoltre, in risposta alla crescente opera di slavizzazione del Comune, a Curzola, nel 1895, venne fondata una delle prime sedi della Lega Nazionale, che si adoperava per la salvaguardia della lingua e cultura italiane in loco. Peraltro, malgrado la slavizzazione forzata, tutti gli atti delle autorità locali ed distrettuali di Curzola, ancora nel 1909 avevano carattere bilingue. Con il crollo dell'Austria-Ungheria, a seguito della fine della Prima Guerra Mondiale, a Curzola si accesero feroci dispute tra italiani e croati.
Il 4 novembre 1918, la Regia Marina italiana occupò la città. Molti, all'epoca, davano per certa anche una spedizione dannunziana a Curzola, analoga alla vicenda di Fiume. Tuttavia, nel 1921, l'Italia rinunciò all'isola e si ritirò, gettando nella depressione nello sconforto la popolazione italiana locale (allora circa 900 persone). La situazione risultò aggravata dal fatto che fra il 1918 e il 1920, le autorità italiane di occupazione avevano trascinato ed istigato parte degli italiani locali a manifestazioni politiche anti-jugoslave piuttosto accese. Ciò aveva creato un'animosità politica fra croati ed italiani, che faceva temere il rischio di rappresaglie al momento dell'avvento della sovranità jugoslava, e il rischio di un esodo della popolazione italiana. Nel marzo del 1921 tale ipotesi si verificò e l'esodo dei curzolani italiani ebbe inizio. Questo venne accelerato da manifestazioni e cortei ostili all'Italia e agli italiani che si ripetevano tutti i giorni e fomentato in particolare dai fratelli Arneri (di origine italiana), già funzionari austriaci. A maggio del 1921, più della metà degli italiani locali aveva lasciato l'isola. Alla fine dello stesso anno, non rimanevano che soli 180 italiani nell'isola, riuniti attorno alla locale scuola, successivamente chiusa. Nel 1923, il numero di italiani si era ridotto a 46. Molti italiani, peraltro, avevano preferito la cittadinanza jugoslava per non vedere compromesse le proprie attività economiche. Difatti, nel 1933 la scuola elementare mista cittadina contava 40 scolari italiani. Inoltre a Curzola continuava ad operare l'Unione Italiana, associazione presieduta da Michele Smerchinich, con 41 soci membri delle principali famiglie italiane rimaste (Benussi, Damianovich, Depolo, Perucich, Radizza, Smerchinich, Vinzi, Zanetti). Al termine della Seconda Guerra Mondiale, comunque, a Curzola non rimanevano più italiani.
[modifica] Foto
[modifica] Voci correlate
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[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Note
- ^ Curzola und Lagosta (1901) - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - ZONE 34 – KOL XVI
- ^ Curzola in: Blatt 35-43 der Generalkarte von Mitteleuropa 1:200.000 der Franzisco-Josephinischen Landesaufnahme, Österreich-Ungarn, ab 1887
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