Conflitto di attribuzione

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Il conflitto di attribuzione consiste in situazioni di contrasto tra organi dello Stato e tra Stato e Regioni e tra le Regioni, più precisamente, tra organi competenti a dichiarare definitivamente la volontà del potere cui appartengono.

Caratteri[modifica | modifica sorgente]

Il conflitto di attribuzione può essere positivo se i soggetti in conflitto affermano entrambi la propria competenza sulla materia, oppure negativo se entrambi i soggetti affermano la propria incompetenza.

Il conflitto può investire situazioni in corso, cioè già verificatesi, oppure può precedere il verificarsi di situazioni concrete, discutendosi così di situazioni future possibili nel verificarsi.

Sui conflitti di attribuzione (in base all'art. 134 Cost. e all'art. 37 della legge 87/1953) decide la Corte Costituzionale. Nel caso in cui il conflitto interessi anche un organo giurisdizionale, la competenza della Corte Costituzionale è controversa.

Conflitto di competenza e conflitto di attribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il conflitto di attribuzione si verifica quando i soggetti in conflitto appartengono a diversi poteri dello Stato. Può esserci conflitto interorganico o intersoggettivo, il primo si verifica tra organi appartenenti allo stesso ente mentre il secondo sorge tra enti differenti.

Sul piano dello studio della patologia del rapporto tra organi/funzioni, un conflitto di attribuzioni, nella sua concreta estrinsecazione, si traduce in un atto viziato. Il vizio può ascriversi alla categoria amministrativistica del "Vizio di competenza" secondo la usuale tripartizione: Violazione di legge, eccesso di potere, incompetenza. La violazione di attribuzioni infatti, si risolve in un problema (concreto) di competenza. Il conflitto di competenza si verifica quando i soggetti in conflitto appartengono allo stesso potere dello Stato.

D'altra parte può parlarsi di "vizio di attribuzione" sul piano delle forme più gravi di patologia: quelle della nullità per carenza di potere. L'attribuzione è infatti l'istituto ricostruito a partire dalla carenza di potere per conferire una tutela più incisiva già sul piano della fisiologia dell'amministrazione, ovvero su un piano positivo. Sul piano giudiziale e processuale tuttavia, l'«attribuzione» può tramutarsi in «competenza», secondo l'interpretazione del giudice. Il concetto di "attribuzione" può ritenersi quindi una specificazione di particolare interesse scientifico, a causa dei diversi risvolti sanzionatori, del vasto e antico ambito della "competenza".

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]